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Educazione sessuale, corpi e diritti: a Palermo la terza edizione di Sirene Festival

Negli spazi dell'EPYC talk, workshop e performance artistiche per sottrarre il dibattito sui corpi allo stigma e al recinto del privato. Attivi anche presidi per i test gratuiti HIV e sifilide. Appuntamenti dal 12 al 14 giugno

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PALERMO. Ogni epoca produce un proprio modo di parlare dei corpi e decide cosa considera salute, cosa definisce norma, quali desideri rende dicibili, quali esperienze lascia senza linguaggio, quali forme di libertà riconosce e quali, invece, fatica ancora a comprendere.

È dentro questo campo di domande che si colloca la terza edizione di Sirene Festival – Festival sui diritti sessuali e riproduttivi, in programma a Palermo dal 12 al 14 giugno 2026 negli spazi dell’EPYC – European Palermo Youth Center (via Pignatelli Aragona 42). Organizzato da Maghweb, il Festival porta nello spazio pubblico ciò che troppo spesso resta confinato nella sfera privata, nello stigma o nel linguaggio specialistico: salute sessuale, diritti riproduttivi, consenso, aborto, piacere, educazione sessuale, cura e corpi non conformi.

Nel pieno di un dibattito nazionale che tende ancora a trattare l’educazione sessuo-affettiva come un terreno da sorvegliare più che come uno strumento di consapevolezza, Sirene Festival sceglie una direzione diversa: costruire spazi in cui parlare di corpi, relazioni, desiderio e salute non significhi produrre allarme, ma conoscenza, responsabilità e libertà.

Sirene Festival 2025

Il tema scelto per il 2026 è “hackerare il sistema binario”. Un titolo che va oltre la distinzione tra maschile e femminile e invita a mettere in discussione i modelli rigidi con cui spesso vengono interpretati identità, corpi ed esperienze. Normale o deviante, sano o patologico, desiderabile o non desiderabile, corpo da ascoltare o corpo da controllare: opposizioni che agiscono nel linguaggio, nei servizi, nell’immaginario, nella cultura medica, nell’educazione e nelle relazioni. Hackerarle significa renderle visibili, capirne il funzionamento e aprire spazi in cui la salute sessuale e riproduttiva possa essere discussa come parte della cittadinanza, della giustizia sociale e della libertà delle persone.

Sirene Festival nasce da questa necessità: sottrarre consenso, piacere, salute sessuale e autodeterminazione al recinto del privato o dello specialismo, per farne materia di cultura pubblica. La sua proposta tiene insieme divulgazione, pratiche dal basso, saperi scientifici, prospettive transfemministe, queer e decoloniali, linguaggi artistici e socialità, attraversando aborto, post parto, disabilità, educazione sessuale e corpi non conformi come questioni centrali di cittadinanza, cura e libertà.

Questa traiettoria si concretizza attraverso alcune presenze centrali del programma. Diana J. Torres e Rosario Veneno portano a Palermo una ricerca radicale tra performance, sessualità e transfemminismo; Alma Futura apre il campo della riappropriazione dei saperi sulla salute intima; Ndack Mbaye, Antonia Caruso, Max Ulivieri, Marianna the Influenza, Marzia Floridia e Laura Brambilla attraversano, da prospettive diverse, educazione sessuale, post parto, disabilità, desiderio e rappresentazione dei corpi. Accanto ai talk e ai workshop, Sirene costruisce anche una traiettoria artistica e musicale con performance, live e dj set, tra cui Ko Shin Moon, WaqWaq Kingdom, Guayaba e GS. Elle.

La manifestazione, ideata da Maghweb, nasce nel solco del progetto permanente Non è un veleno, che da anni opera in Sicilia per garantire ascolto, consulenze gratuite e momenti di formazione sui temi della salute e dei diritti sessuali.

Il programma

Venerdì 12 giugno

Sirene Festival 2025

Il programma si apre con “Nonostante voi – Reti, ostacoli e disobbedienze intorno all’aborto”, dialogo internazionale sulle pratiche di informazione, accompagnamento e supporto all’interruzione volontaria di gravidanza tra Italia, Spagna, Francia e Nord Africa. Al centro non c’è solo il diritto formale all’aborto, ma ciò che rende quel diritto effettivamente accessibile: servizi, stigma, diseguaglianze territoriali, reti di solidarietà, ostacoli istituzionali e sociali. Il confronto mette in relazione esperienze diverse: Associazione Amara, Pro-Choice – Rete italiana contraccezione aborto, Obiezione Respinta, Non è un veleno, L’Associació – Drets Sexuals i Reproductius e MARA-MED, realtà che lavorano, da territori e prospettive differenti, sull’informazione, sull’accompagnamento, sulla giustizia riproduttiva e sul contrasto agli ostacoli che ancora condizionano l’accesso all’IVG. Intervengono Raky Doumbia, Eleonora Cirant, Elisabetta Cavallin, Sofia Calderone, Mar Baños López e Hazal Atay.

La stessa giornata mette subito in tensione due assi centrali del festival: la possibilità di trovare parole nuove per ciò che spesso resta indicibile e la necessità di rendere più accessibili i saperi sui corpi. Con “Speculative bodies”, Alma Futura propone un laboratorio dedicato alla costruzione di immaginari e pratiche critiche intorno alla salute intima e alla conoscenza corporea. Con “Onomaturgie del desiderio – Parole nuove per l’indicibile”, Ndack Mbaye lavora invece sul linguaggio del desiderio, interrogando ciò che resta fuori dalle parole disponibili.

La giornata si chiude con “Tekken Drama – Come farsi amici i mostri”, performance teatrale di Francesca Becchetti dedicata alle relazioni, al potere e ai processi di liberazione dalla violenza nei legami affettivi. A seguire, il live dei Ko Shin Moon e il dj set di Guayaba chiudono la prima giornata.

Sabato 13 giugno

Sabato 13 giugno Sirene entra nel vivo con una giornata che attraversa il corpo come luogo di conoscenza, esperienza e autodeterminazione.

Alma Futura conduce “Biohack Lab – Pratiche di biohacking transfemministe”, un laboratorio che porta l’indagine sulla salute intima dentro pratiche concrete di sperimentazione, autoconsapevolezza e accessibilità: dai biosensori ai fluidi corporei, dall’automonitoraggio ormonale al microbioma vaginale, fino alla possibilità di leggere e smontare strumenti biotecnologici normalmente percepiti come opachi o inaccessibili.

Nella stessa mattina, “Senza posa” di Ludovica Anzaldi lavora su corpo, genere, vulnerabilità e rappresentazione attraverso il linguaggio fotografico; Speculari propone “Guarda un po’!”, laboratorio di autoesplorazione ginecologica; Diana J. Torres conduce “Vieni!”, dedicato all’eiaculazione e alla prostata nelle persone con vulva. 

Nel pomeriggio, spazio anche ad “Abitare un corpo che non rientra”, laboratorio con Max Ulivieri dedicato all’esperienza dei corpi che eccedono norme estetiche, sociali e relazionali, e a “Reti di sorellanza nell’accompagnamento all’aborto”, confronto con Obiezione Respinta, IVG – Ho abortito e sto benissimo e Non è un veleno sulle pratiche di informazione, ascolto e prossimità che sostengono l’accesso all’IVG là dove i percorsi istituzionali non sempre bastano a garantire orientamento e tutela.

Tra gli appuntamenti centrali del pomeriggio, “Fuori binario – Corpi non conformi, desiderio e sguardo sociale”, con Antonia Caruso, Max Ulivieri, Marianna the Influenza e Gea di Bella, affronta il rapporto tra desiderio, rappresentazione e standard sociali. Il talk porta al centro corpi grassi, disabili, trans, razzializzati e non conformi, interrogando i criteri attraverso cui la società stabilisce chi può essere desiderato, raccontato, visto e riconosciuto.

Marianna The Influenza

A seguire, “Cura o sorveglianza?”, con Alma Futura, Ndack Mbaye, Giorgia Landolfo e Marta Basso, apre una riflessione sulle pratiche cliniche, sulla violenza ostetrica, sulla medicalizzazione dell’esperienza corporea e sulla possibilità di immaginare una salute intima fondata non solo sul controllo, ma anche sull’ascolto, sulla giustizia riproduttiva e sulla libertà di desiderare. Il sabato ospita anche il laboratorio di rap transfemminista “Punchline” con Valentino Odia, il laboratorio di reggaeton femminista decoloniale “Deculonizzate” con Lizet Aguilar, “Come godere senza farsi governare” con La CLIT e, in serata, “Travesía y conjuro – Traversata e sortilegio”, performance di Diana J. Torres e Rosario Veneno: al centro della performance c’è un tema raramente discusso: la violenza nelle relazioni tra donne, nei collettivi e negli spazi non eterosessuali. Una riflessione che restituisce complessità ai luoghi politici e affettivi spesso raccontati solo come spazi di liberazione, interrogando anche le forme del potere, della cura e della responsabilità dentro le relazioni.

La serata prosegue con il live dei WaqWaq Kingdom e il dj set di GS. Elle.

Domenica 14 giugno

Domenica 14 giugno il programma si concentra sulle pratiche di parola, educazione, cura e immaginazione politica. Tornano “Guarda un po’!” con Speculari e “Disegnare il dissenso”, laboratorio di illustrazione politica condotto da Faida Acquifera.

Marzia Floridia guida “Tutto il dopo”, cerchio di parola sulla riappropriazione della sessualità nel post parto, mentre Laura Brambilla conduce “E perché?”, incontro dedicato alle domande di bambine e bambini sulla sessualità. Previsto anche Sirene Kids, con spazio gioco libero a cura de Le Giuggiole.

Corner, mostre e presidi di salute

Per tutta la durata del festival saranno attivi corner informativi, mostre, spazi di confronto e presidi di salute, con la presenza di reti, collettivi, librerie, realtà queer, transfemministe e di tutela dei diritti. Tra le attività previste anche il servizio di test HIV e sifilide con Arcigay Palermo e ANLAIDS Sicilia.

Tutti gli eventi sono gratuiti con tessera Arci. I workshop sono a numero limitato. Le iscrizioni si effettuano esclusivamente in presenza presso il Corner Sirene, nel giorno stesso dell’attività, fino a esaurimento posti e per un massimo di due workshop al giorno.

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