PALERMO. Tutto è nato da una richiesta semplice, quasi disarmante: “Potete comprarci un dizionario inglese-amarico?”. A rivolgerla ad alcuni turisti italiani sono stati gli studenti della St. Lalibela Secondary School di Lalibela, cittadina dell’Etiopia nord-orientale patrimonio mondiale dell’Unesco. Da quell’incontro inatteso è nato un progetto di solidarietà internazionale promosso dall’associazione Prima gli Ultimi, impegnata da anni nell’inclusione sociale dei giovani migranti africani presenti a Palermo.
A raccontare la genesi dell’iniziativa è la presidente dell’associazione, Federica Magi, che durante un recente viaggio in Etiopia insieme a Michele Buffa e Luisa Benincasa ha visitato una delle principali scuole della città. “Gli studenti ci chiedevano con grande gentilezza un dizionario perché la scuola non ne aveva abbastanza – racconta –. Da ex insegnante di lingue non ho potuto ignorare quella richiesta”.
La St. Lalibela Secondary School, attiva dal 1997, rappresenta un presidio educativo fondamentale per il territorio. Lalibela, celebre per le sue chiese monolitiche scavate nella roccia e meta di pellegrinaggio della Chiesa ortodossa etiope, è anche un importante centro scolastico regionale. Qui ogni giorno centinaia di studenti affrontano enormi difficoltà pur di continuare a studiare.
Dopo l’incontro con la professoressa Selamawit Lalibela Moges, il gruppo italiano ha avuto un colloquio con il dirigente scolastico Nursen Hassen. È stato lui a descrivere le criticità quotidiane della scuola: carenza di docenti, doppi turni, strutture inadeguate e scarsissimi strumenti tecnologici. “C’è un computer ogni 70 studenti”, spiega Magi. Molti ragazzi, inoltre, raggiungono la scuola dopo ore di cammino perché le famiglie non possono permettersi una stanza in città.
Da quel confronto sono emerse subito le priorità: materiale scolastico di base, supporti tecnologici e sostegno agli studenti più fragili. Il progetto immaginato da Prima gli Ultimi punta così su due direttrici principali: l’istituzione di borse di studio per gli alunni provenienti dalle aree rurali e il potenziamento del laboratorio informatico privo di connessione ad internet attraverso l’acquisto di laptop per la scuola.
Ma l’obiettivo più ambizioso guarda al futuro universitario degli studenti più meritevoli. Grazie al supporto del professor Schiavello, direttore del Centro Migrare dell’Università di Palermo, con il rettorato l’associazione sta valutando la possibilità di costruire un protocollo d’intesa che permetta ogni anno a due neo-diplomati etiopi di iscriversi all’Università di Palermo, usufruendo di una borsa di studio, di un posto nel pensionato universitario e del servizio mensa.
“Anche se la missione di Prima gli Ultimi è principalmente quella di promuovere l’inclusione sociale dei giovani migranti africani presenti sul nostro territorio – conclude Federica Magi – sostenere questi studenti significa investire concretamente in ragazzi che vogliono costruire un futuro diverso per sé e per la propria comunità attraverso lo studio”.








