PALERMO. Un sogno nato da bambino, coltivato tra le mura di casa e trasformato in un esempio di riscatto e determinazione per l’intera comunità. Salvatore Li Sacchi, un giovane studente della classe 3C dell’istituto comprensivo statale “Giuseppe Di Vittorio” di Palermo, guidato dalla dirigente scolastica Angela Marciante, ha scelto di concludere il suo percorso di studi della scuola secondaria di primo grado con un gesto dal profondo valore simbolico.
La sua tesina, interamente dedicata all’Arma dei Carabinieri, non è stata semplicemente il culmine di un percorso didattico, ma un accurato “itinerario” multidisciplinare in cui Salvatore è riuscito a collegare persino le materie linguistiche, come il francese e l’inglese, alla storia e alle funzioni delle forze dell’ordine. Il lavoro dimostra una maturità non comune, unita a un forte e radicato senso civico. Una scelta, quella di Salvatore, che gli ha riservato un incontro all’interno del Comando di Piazza Verdi, dove gli uomini dell’Arma lo hanno accolto e ringraziato, sottolineando come la tesina del giovane studente palermitano lancia un messaggio importante: anche nei contesti sociali più complessi, la fiducia nelle istituzioni e l’impegno civile possono tracciare una strada alternativa e luminosa.

Le parole della sua insegnante, Carmen La Mendola, testimoniano l’emozione e l’orgoglio della scuola di fronte a questo percorso. La professoressa sottolinea come il lavoro di Salvatore evidenzi maturità e una profonda adesione ai valori della legalità. Ai nostri microfoni ha spiegato, inoltre, che la presenza del ragazzo al Comando assume un significato speciale, dimostrando che anche in quartieri difficili come lo Sperone esistono giovani che credono fermamente nel valore dello studio e dello Stato. Secondo la docente, lo studente incarna perfettamente quella parte di Palermo positiva, determinata e spesso invisibile, che sceglie di crescere ispirandosi quotidianamente alla responsabilità quotidiana rappresentata dai Carabinieri.
Dietro la determinazione di Salvatore c’è anche il sostegno e l’emozione profonda di una famiglia che lo ha sempre incoraggiato a guardare avanti. La madre del ragazzo racconta con commozione il percorso del figlio, spiegando che da genitori si sentono immensamente orgogliosi dell’argomento scelto, specialmente considerando le difficoltà del contesto in cui vivono, cioè il quartiere dello Sperone. Ricorda come il figlio abbia curato ogni minimo dettaglio, unendo la passione personale agli studi linguistici. “È sempre stato un sogno che lui esternava fin da bambino“, racconta la madre, ricordando quando il piccolo Salvatore le diceva che un giorno avrebbe indossato la divisa. La donna spiega che questo desiderio è stato alimentato anche dai racconti del padre, ex militare volontario, che ha sempre trasmesso al figlio l’entusiasmo per il proprio vissuto, aiutandolo a focalizzare i suoi obiettivi futuri.
Ciò che muove i passi del giovane studente è un profondo spirito di solidarietà e la volontà di fare la propria parte per il bene comune. La madre lo descrive infatti come un ragazzo estremamente altruista, costantemente animato dal desiderio di tendere la mano al prossimo e con la ferma speranza di poter contribuire a migliorare la società attuale. Conclude esprimendo l’auspicio più grande per il futuro del figlio: “Noi da genitori ci auguriamo che lui realmente possa realizzare questo sogno e faremo tutto quello che è nostro dovere fare per far sì che si realizzi“.








