HomeStorieLa rinascita di Bridget, dalla dipendenza alla passione per la cucina

La rinascita di Bridget, dalla dipendenza alla passione per la cucina

Originaria della Nigeria, ha potuto contare sul supporto di un percorso condiviso tra Serd dell’Asp di Palermo, Comune e associazione Un Nuovo Giorno ODV. La sua storia, raccolta nel libro “Il gusto di cambiare vita”, racconta la sua nuova vita costruita attorno alla maternità, all’accoglienza e alla passione per la cucina, trasformata oggi in una professione

Serena Termini
Serena Termini
È nata il 5 marzo del’73 e ha tre figli. Dal 2005 è stata la corrispondente dell'agenzia di stampa nazionale Redattore Sociale con cui oggi collabora. Da sempre, ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua competenza sociale, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: "fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo".
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PALERMO. “La mia storia è fatta di partenze difficili, di cadute profonde ma anche di rinascite che non avrei mai immaginato possibili”. Sono le parole di Bridget che, con sofferenza, grande forza e coraggio, a poco a poco, ha ritrovato la gioia e la bellezza di vivere insieme alla sua splendida bambina. Bridget ha 46 anni ed è originaria della Nigeria; oggi è piena di gratitudine verso le persone che, in questi anni, l’hanno presa per mano e accompagnata ad uscire fuori dalla dipendenza da alcol. Il suo percorso, infatti, è stato il risultato di un impegno corale e sinergico di più realtà insieme: il SERD dell’ASP, gli assistenti sociali del Comune di Palermo e il gruppo di operatori  dell’associazione Un Nuovo Giorno ODV. Questo lavoro, a più voci, rientra nell’ambito dei P.A.D. che sono i Percorsi Assistenziali per Dipendenze patologiche, finanziati dal Comune di Palermo. Questi agiscono su tre assi: Habitat/Domiciliarità- Socialità/Affettività – Formazione/Lavoro.

Bridget, oggi, si dedica alla sua bambina, ha una vita serena e ha messo a frutto la sua passione per la cucina. La sua storia è racconta nel libro “Il gusto di cambiare vita. La storia di Bridget con i contributi multidisciplinari di Asp, Comune e dell’equipe dell’associazione Un Nuovo Giorno. “Bridget ha intrapreso un percorso – afferma Antonella Macaluso, (coordinatrice dei P.A.D. di Un Nuovo Giorno) – capace di tenere insieme le diverse dimensioni della sua vita: l’autonomia personale, l’inclusione sociale, la crescita professionale e la sua identità di madre, sempre centrale e mai secondaria. Fin dall’inizio, Bridget ha mostrato una qualità essenziale: la volontà di esserci. Nel tempo, il suo percorso si è arricchito di competenze e consapevolezze. L’incontro tra la cucina della sua terra e quella siciliana e italiana ha dato vita a una sintesi originale, capace di unire tradizioni, storie e identità diverse”.

Bridget, 11 anni fa, ha lasciato la Nigeria per avere un futuro migliore. Nel suo Paese, aveva imparato a fare treccine per capelli e aveva studiato al liceo per cinque anni. “Sono arrivata a Palermo nel 2015, con una valigia piena di speranze e il cuore carico di paura – racconta -. Nel frattempo, ho anche conseguito la licenza media”. In quegli anni, ha conosciuto un ragazzo italiano dalla cui relazione è nata Erica. “Lei è il dono più grande della mia vita. Quando la guardo, vedo la luce. La chiamo “my sunshine” (il mio sole) perché riesce a illuminare anche i giorni più bui e anche quelli in cui tutto sembra crollare. Diventare madre ha cambiato tutto. Mi ha dato forza ma anche responsabilità”.

La vita, a un certo punto, per Bridget diventa troppo pesante provocandole un forte scoraggiamento. “Senza accorgermene, sono caduta nella dipendenza da alcol – racconta ancora -. All’inizio, sembrava solo un modo per spegnere il dolore, per non pensare, per dormire senza sogni. Lentamente, è diventata una prigione; una presenza costante, silenziosa, che mi allontanava da me stessa e da tutto ciò che amavo”. Ad aiutarla è stata la dottoressa Francesca Neglia del SERD di Palermo. “Per quattro anni, mi ha accompagnata in un percorso difficile, fatto di cadute e risaliteprosegue Bridget -. Mi ha aiutata ad affrontare la mia dipendenza, a guardarmi dentro, a riconoscere le mie fragilità senza vergogna. Mi ha fatto capire che non ero sbagliata ma ferita e le ferite possono guarire”. La dottoressa Neglia l’ha messa in contatto con l’associazione “Un Nuovo Giorno ODV” dove ha conosciuto Antonella Macaluso e tutto il gruppo di lavoro. “Loro hanno saputo vedermi, non solo per quello che ero in quel momento, ma per quello che potevo diventare. Non mi hanno mai fatto sentire un problema da risolvere ma una persona da accogliere; sono parte della mia rinascita”.

Fin da piccola, la mia più grande passione è sempre stata la cucinacontinua ancora -. Aiutavo mia madre, mi divertivo ed è lì che ho imparato a cucinare il ‘soul food’: il cibo dell’anima per la mia famiglia”. Oggi – grazie al tirocinio presso “Moltivolti”, il corso con lo chef Dario Palminteri di Gambero Rosso, l’esperienza alla caffetteria “Lo Jacono” e quella al ristorante “Le Angeliche” – Bridget è diventata una professionista della cucina; prepara, infatti, ricette, dolci e salate, nigeriane e siciliane. “Ho capito, con sempre più certezza, che la cucina non è solo un lavoro per me. È il mio modo di esprimermi. È il mio spazio. È la mia rinascita”. Attualmente, lavora presso il Lido Bistrot dell’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva.

Questo libro, oltre a dedicarlo a tutte quelle persone che stanno soffrendo – conclude -, lo dedico a mia figlia e al mio caro fratello che è venuto a mancare l’anno scorso a causa di un aneurisma cerebrale. Inoltre, lo dedico a tutte le persone che stanno attraversando un momento difficile; per chi si sente perso, per chi pensa di non farcela. Io ce l’ho fatta ma non da sola e grazie alle persone giuste. Questo è il messaggio che voglio lasciare: si può cadere ma ci si può anche rialzare, sempre”.

Bridget con il team dell’associazione “Un Nuovo Giorno”

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