PALERMO. L’amore e la speranza, al centro della rinascita di Brancaccio, partono proprio dal colore rosso scelto dall’artista Andrea Buglisi per raffigurare padre Pino Puglisi. Il murale, intitolato “Rosso Assoluto”, ritrae, infatti, il sacerdote ucciso dalla mafia che guarda sorridente tutto il quartiere. L’inaugurazione del murale, sito nel cuore di Brancaccio, è avvenuta questa mattina con la partecipazione di molti giovani e famiglie del quartiere. L’opera è stata finanziata dalla Fondazione Federico II, presieduta da Gaetano Galvagno, nell’ambito del Progetto “Le strade da seguire”, promossa dalla II circoscrizione, presieduta da Giuseppe Federico, in sinergia con la parrocchia di San Gaetano e il Centro Padre Nostro.
L’artista Andrea Buglisi non ha potuto partecipare a causa di un altro impegno fuori dalla Sicilia. “Il rosso è un colore forte che ha una doppia valenza: prima di tutto, dà visibilità quasi come se fosse un segnale stradale ed è quindi un faro che può indicare la direzione ai giovani – ha affermato Buglisi al telefono -. Il rosso rappresenta pure la passione e l’amore di questo uomo per la missione che ha speso nei confronti degli altri ma anche il sangue e, quindi, il martirio e il suo sacrificio estremo. Inoltre, ho scelto una foto di quando, nel 1964 iniziava la sua missione a Palermo, in cui ha una espressione molto dolce e ironica”.

“Riteniamo che, in un quartiere come Brancaccio, certamente, l’opera non può essere la soluzione ai problemi – ha detto il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno – ma vuole essere presidio di legalità, vuole essere un simbolo per fare capire quale strada intraprendere e da quale parte bisogna stare”.
In rappresentanza del sindaco ha partecipato l’assessore alle politiche sociali, Mimma Calabrò. “Iniziative come queste lasciano sicuramente il segno – ha detto -. Il murale che rimarrà, per sempre, farà da monito e da via da seguire per tutti. Mi piace tanto che don Pino Puglisi sia stato raffigurato da giovane, a 27 anni. È importante perché il nostro messaggio deve arrivare soprattutto ai giovani perché dai giovani passa il cambiamento. Dai giovani passa la volontà di fare e di non girare lo sguardo dall’altra parte ma di avere il coraggio delle azioni e il coraggio delle scelte”. Per l’occasione, tra gli altri, era presente anche l’assessore Fabrizio Ferrandelli.
“Il progetto si è realizzato come frutto del risultato sinergico di più realtà insieme; c’è stato un noi alla base di tutto ed è questa la cosa più importante. Adesso, aspettiamo che la Regione e il Comune procedano insieme per realizzare la tanto attesa agorà perché, da sempre, a Brancaccio manca una piazza – ha sottolineato Maurizio Artale, presidente del Centro Padre Nostro -. La piazza collegherebbe Brancaccio con l’autostrada, passando per quello che sarà il futuro polo parrocchiale. Non dimentichiamo che, nel luogo dove padre Puglisi è stato ucciso, ancora oggi purtroppo, ci sono molti atti vandalici. Siccome questo non lo possiamo più permettere, finalmente, vi annuncio che, la prossima settimana, inizieranno i lavori di ristrutturazione della piazzetta Pino Puglisi”.
Don Sergio Ciresi, parroco della chiesa di San Gaetano ha benedetto l’opera. “Il rosso, nella fede cristiana, non celebra la morte ma la vita donata per amore – ha aggiunto il sacerdote -. Il rosso indica il martirio che significa testimonianza e memoria. Il rosso simboleggia anche il fuoco che, per noi, è uno dei simboli dello Spirito santo, dove, tra i doni c’è la profezia. La profezia significa lungimiranza e, cioè, avere uno sguardo lungo che fa andare oltre. Quest’opera, per noi, è un faro in cui padre Pino Puglisi ci guarda, ci ha sempre guardato e continua a guardarci. La memoria non deve restare, però, dentro una nicchia ma deve camminare per le vie di Brancaccio e non solo. Il murale è simbolo pure della bellezza che contrasta il degrado e fa apprezzare di più il quartiere di cui dobbiamo prenderci cura”.








