HomeStorieAntonino, la laurea oltre la disabilità e il sogno di diventare commercialista

Antonino, la laurea oltre la disabilità e il sogno di diventare commercialista

Convive con un disturbo schizoaffettivo, ma non ha mai rinunciato ai suoi obiettivi. Dopo la laurea magistrale a Palermo, Antonino Raro inizierà un tirocinio e continuerà il suo impegno per i diritti e l’autonomia delle persone con disabilità psichica

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Serena Termini
Serena Termini
È nata il 5 marzo del’73 e ha tre figli. Dal 2005 è stata la corrispondente dell'agenzia di stampa nazionale Redattore Sociale con cui oggi collabora. Da sempre, ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua competenza sociale, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: "fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo".
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PALERMO – Ha superato, con tenacia e forza di volontà, tutte le barriere e gli ostacoli, sociali e mentali, per arrivare a questo risultato. Antonino Raro, 52 anni, lo scorso 27 luglio, ha, infatti, conseguito la laurea magistrale in Economia dello Sviluppo, del Territorio e del Turismo presso l’Università degli Studi di Palermo. Con la sua tesi su “L’inclusione lavorativa delle persone con disabilità: percorsi, strumenti e impatti sui processi di integrazione sociale” ha affrontato il tema dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità psichica. 

La prospettiva che mi ha motivato ad intraprendere questo percorso di studi è stata anche quella di dare voce alla disabilità per contrastare tutti gli stigmi sulle persone con disagio psichico. Io ho una compensazione farmacologica che, in questi anni, mi ha permesso di studiare in maniera regolare e di concentrami su tutte gli aspetti della mia vita”.

Il suo percorso accademico è avvenuto anche grazie al supporto del Centro per la Disabilità e Neurodiversità (Ce.N.Dis. dell’Ateneo palermitano che è un punto di riferimento per l’accompagnamento delle persone con disabilità. “Ringrazio i tutor alla didattica e tutor alla pari che sono stati messi a disposizione. Il mio percorso è stato lungo ma alla fine ho raggiunto il mio obiettivo”.

La famiglia. “Il primo grande ringraziamento va soprattutto alla mia famiglia che, in tutti questi anni, mi ha sostenuto. Sono stato sempre aiutato in tutte le situazione di difficoltà. I miei familiari hanno sempre creduto in me, lasciandomi libero di fare la mia strada”

Antonino, da parecchi anni è impegnato, pure, nell’associazione Meravigliosamente che fa parte del Coordinamento “Si può Fare” che, in tutta la Sicilia, accorpa diverse realtà – tra associazioni, operatori e familiari – impegnati sul tema della salute mentale. “Una realtà importantissima che mi ha aiutato tanto è  l’associazione Meravigliosamente di cui faccio parte da oltre 10 anni. E’ una realtà, di utenti e familiari, che si occupa di lottare per i diritti e doveri delle persone con disabilità. Io percepisco una pensione di invalidità del 100% ma questo non preclude l’inserimento lavorativo. C’è, infatti, una legge che consente, anche agli invalidi al 100%, di iscriversi al collocamento mirato. Adesso, intanto a settembre, inizierò il tirocinio presso un commercialista. Il mio desiderio è, infatti, quello di diventare un dottore commercialista lavorando, con la legge 68, dentro uno studio professionale. Farò anche qualche concorso pubblico”. 

Nello stesso tempo, voglio continuare ad essere un attivista del Terzo Settore  per difendere le persone con disabilità psichica. Queste devono avere una vita autonoma dal punto di vista socio-lavorativo uguale a quella di tutte le persone normali.  Bisogna migliorare la legge sui progetti di vita, la parte normativa sul Dopo di noi e quella che riguarda il reddito delle persone con disabilità. La persona con disabilità, spesso, ha un reddito insufficiente che non le permette una vita dignitosa”. 

Io convivo con il disturbo schizzoaffettivo. Per questo, ringrazio inoltre, il Centro di Salute Mentale dell’Asp che mi segue da quando avevo 28 anni. In questi anni, ho incontrato sempre tanti bravi medici, psicologi e assistenti sociali. Nella mia esperienza  ho capito che ogni disabilità mentale ha una sua specificità e, quindi, va seguita con un progetto personale che non può essere uguale per tutti. A tutte le persone con disabilità dico che è importante motivarsi senza pensare troppo alla malattia e senza chiudersi in se stessi. Bisogna, pure, cercare l’aiuto degli altri che ti possono fare capire che la cultura è importante ed è una marcia in più anche per chi soffre di un disagio mentale”.

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