PALERMO – Una giacca, un cappello e un attestato che valgono molto più di una semplice consegna. Si è svolta questa mattina, nei locali di via Simone Gulì 226, all’Acquasanta, la cerimonia che ha segnato l’ingresso ufficiale di Salvo Campanella, cuoco paraplegico a seguito di un infortunio sul lavoro, nell’IMHAR, International Maîtres Association Hotel Restaurant, Comitato regionale Sicilia.
A consegnare il riconoscimento è stata una delegazione dell’associazione, guidata dal delegato regionale per la Sicilia Salvatore Gallina. Campanella è il primo socio con disabilità a entrare nell’associazione professionale, in un percorso che mette al centro competenze, professionalità e possibilità di accesso al mondo del lavoro.

La cerimonia si è svolta all’interno di un bene confiscato alla mafia affidato dal Comune di Palermo al Consorzio Network dei Talenti, presieduto da Luciano D’Angelo. Proprio qui il Consorzio sta sviluppando un progetto che comprende una cucina e un punto destinato all’asporto di piatti, con l’obiettivo di creare nuove opportunità di inserimento lavorativo.
Per Campanella il riconoscimento rappresenta un traguardo, ma anche un nuovo punto di partenza. «Viene a crollare finalmente il muro che separa la disabilità dal mondo della ristorazione», ha affermato, spiegando di voler contribuire a un progetto capace di coinvolgere nel lavoro anche persone con disabilità fisiche e psicologiche.
La sua esperienza è iniziata dopo l’incidente che lo ha reso paraplegico. Grazie anche al percorso di formazione e accompagnamento dell’INAIL, ha scelto di tornare alla cucina, una professione che continua a svolgere con passione. «Il sorriso lo mantengo perché è un lavoro che faccio con passione e con amore», ha raccontato, guardando alla nuova esperienza come a un possibile trampolino per altre persone con disabilità che incontrano difficoltà nell’accesso al lavoro.
All’iniziativa era presente anche Sport21 Sicilia, che fa parte della rete di realtà che collabora con il Consorzio Network dei Talenti nella gestione e nelle attività sviluppate all’interno del bene confiscato. Il presidente Giampiero Gliubizzi ha partecipato insieme ad alcuni ragazzi con sindrome di Down. Per Gliubizzi, la consegna della divisa ha avuto un valore particolare perché si inserisce in un percorso di inclusione lavorativa e sociale. L’idea è che il progetto possa trasformarsi nel tempo in un vero pub solidale.

Per Luciano D’Angelo, la giornata ha rappresentato l’incontro tra il mondo della ristorazione e quello dell’impresa sociale. Il bene confiscato, ha sottolineato, può diventare non soltanto uno spazio restituito alla collettività, ma un luogo capace di generare lavoro, servizi, prodotti di qualità e nuove opportunità.
Anche per Salvatore Gallina l’ingresso di Campanella nell’IMHAR rappresenta un passaggio importante sul piano dell’inclusione e dell’abbattimento delle barriere e dei pregiudizi che ancora accompagnano la disabilità.
La cerimonia ha così unito ristorazione, inclusione lavorativa e riutilizzo sociale dei beni confiscati, trasformando un luogo sottratto alla criminalità in uno spazio concreto di lavoro e partecipazione.








