HomeCultura"Voci della Città": il Teatro del Fuoco trasforma Palazzo Branciforte in un rito collettivo

“Voci della Città”: il Teatro del Fuoco trasforma Palazzo Branciforte in un rito collettivo

Tra memoria e speranza, lo spettacolo diretto da Amelia Bucalo Triglia fonde arte contemporanea e storia. Un viaggio suggestivo tra l'antico Monte dei Pegni e il canto della comunità palermitana

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PALERMO. A Palermo c’è una sottile linea di confine tra la storia e il sogno, tra il peso della materia e la leggerezza della speranza. Una linea che il Teatro del Fuoco® ha valicato ancora una volta, lo scorso 24 ottobre, regalando alla città una serata memorabile all’interno della magnifica e severa galleria di Palazzo Branciforte.

Lo spettacolo “Voci della città” del Teatro del Fuoco a Palazzo Branciforte a Palermo

L’evento unico, intitolato non a caso “Voci della Città”, ha segnato una nuova, coraggiosa modalità di rappresentazione. Come ha sottolineato la fondatrice e direttrice artistica Amelia Bucalo Triglia, la sfida questa volta è stata totale: adattare lo spettacolo al Palazzo, e non il Palazzo allo spettacolo, rispettandone ogni vincolo storico e artistico senza rinunciare alla forza dirompente della sperimentazione.

A rendere lo spettacolo diverso dai canoni tradizionali è stata la vicinanza diretta tra artisti e spettatori, nello spazio condiviso della galleria. Già dal prologo l’immersione appare totale, grazie a Daniela Alessandro e Marzia Puleo che, nei panni di vivaci e indiscreti visitatori, si aggirano ironici tra gli spettatori, scambiandosi confidenze e pettegolezzi. Rompendo la quarta parete, trasformano il pubblico in parte integrante della narrazione.

Poco dopo, la voce narrante affidata alla straordinaria intensità di Rinaldo Clementi guida gli spettatori in un vero e proprio confessionale laico che rievoca l’antico Monte dei Pegni, invitandoli ad entrare in quello che definisce il porto delle anime sospese: un luogo dove l’argento non si pesa in once e l’oro non si misura in carati, ma dove si misura la cosa più pesante che esista sulla terra, ossia la speranza.

Lo spettacolo “Voci della città” del Teatro del Fuoco a Palazzo Branciforte a Palermo

La vera forza dello spettacolo risiede nella sua natura corale, dove le diverse discipline si fondono in un unicum ipnotico. Le performance visive e fisiche degli artisti polacchi del Teatro del Fuoco® dialogano infatti in perfetta armonia con il canto di Germana Di Cara e la chitarra di Manfredi Tumminello, che hanno dato voce e musica alle storie custodite nel palazzo.

Ogni elemento scenico, dai costumi curati nei dettagli alla fisicità dei corpi che interpretano gli oggetti e le memorie del luogo, sfrutta la maestosità di Palazzo Branciforte non come semplice sfondo, ma come autentico co-protagonista. Una dimostrazione concreta del valore del progetto è rappresentata proprio da Daniela Alessandro e Marzia Puleo: dopo aver preso parte al percorso laboratoriale, hanno condiviso la scena con gli artisti internazionali, contribuendo alla dimensione partecipata dello spettacolo.

Tra i momenti più spiazzanti e intensi della serata spiccano le sequenze di teatro fisico che richiamano i cosiddetti “uomini scimmia”, i commessi del Monte di Santa Rosalia soprannominati così per l’agilità con cui si arrampicavano sulle alte scaffalature per riporre e recuperare i beni impegnati. I gesti e i movimenti degli artisti ne evocano la fatica, restituendo la dimensione umana delle storie di sopravvivenza custodite nel Palazzo.

Lo spettacolo “Voci della città” del Teatro del Fuoco a Palazzo Branciforte a Palermo

Il cuore emotivo dell’opera pulsa poi nella consegna delle polizze dei pegni, dove fogli di carta con un bollo, una data e un nome diventano fili invisibili manovrati per muovere i destini della città. Tra gli oggetti muti che raccontano una vita, la drammaturgia evoca immagini di struggente poesia, parlando di un anello di fidanzamento che non ha fatto in tempo a diventare un matrimonio perché impegnato per sopravvivere, o di un orologio d’oro che ha smesso di battere il tempo per iniziare a scandire la fame.

“Voci della Città” si è rivelato così molto più di un semplice spettacolo: è stato un vero rito collettivo, frutto di un ricco percorso che nello stesso periodo ha saputo intrecciare laboratori di teatro per piccini e adulti, workshop di mimo, le esperienze di autoetnografia e la viva raccolta delle storie dei cittadini. In questo modo, la diciottesima edizione del Teatro del Fuoco® ha dimostrato che l’arte è prima di tutto relazione. Realizzato con il sostegno della Fondazione Sicilia e del Comune di Palermo, lo spettacolo ha sviluppato un dialogo originale tra creazione contemporanea e patrimonio storico. Come ricorda la direttrice artistica Amelia Bucalo Triglia nel tracciare il bilancio di questa avventura condivisa, il Teatro del Fuoco® è fatto di persone, luoghi, arte, energia e relazioni. Nel cuore di Palazzo Branciforte, la memoria ha smesso di essere un’idea astratta per trasformarsi in un fuoco capace di scaldare il futuro.

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