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Bagheria, l’arte delle persone in misura alternativa alla detenzione diventa riscatto

A Palazzo Butera le opere realizzate durante il percorso saranno donate a istituzioni e realtà del territorio per promuovere inclusione e legalità

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BAGHERIA (PALERMO). Trasformare l’esperienza della pena in un’occasione di crescita, responsabilizzazione e restituzione alla collettività. È questo il significato dell’Esposizione Antologica dei Percorsi di Riscatto, in programma oggi, mercoledì 28 ottobre, alle ore 16.30, presso la Sala Borremans di Palazzo Butera, a Bagheria, nell’ambito del progetto “Tessere Trame di Legalità 2026: Dalla Pena alla Comunità – Esperienze di crescita e inclusione sociale”.

L’iniziativa, promossa dall’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna (UIEPE) di Palermo in collaborazione con SAMOT ETS attraverso il Centro d’Ascolto di Bagheria, e il Rotary Club Bagheria, rappresenta un’esperienza significativa di giustizia di comunità, nella quale l’arte diventa uno strumento di espressione, consapevolezza e ricostruzione del legame tra la persona e la collettività.

Il progetto ha coinvolto persone sottoposte a misure alternative alla detenzione in un percorso esperienziale dedicato ai temi della legalità, della perdita, della solitudine, della fragilità e della possibilità di cambiamento. Attraverso momenti di ascolto e confronto, realizzati anche mediante le metodologie del Circle Time e dell’arte-terapia, i partecipanti hanno potuto rielaborare vissuti personali e riflettere sul significato della responsabilità individuale e delle relazioni con gli altri.

Le riflessioni maturate durante il percorso hanno trovato espressione in una serie di opere pittoriche originali, che saranno presentate al pubblico nel corso dell’esposizione. Le tele non rappresentano soltanto il risultato di un’esperienza artistica, ma testimoniano un processo nel quale la possibilità di esprimersi, riconoscersi e confrontarsi con la propria storia diventa occasione per costruire nuove prospettive di partecipazione sociale.

Al centro dell’iniziativa si colloca il principio della «Pedagogia del dono»: un’esperienza attraverso la quale il percorso di responsabilizzazione può tradursi in un gesto concreto rivolto alla comunità. Le opere amatoriali saranno infatti donate a istituzioni e realtà territoriali appartenenti agli ambiti giudiziario, penitenziario, ecclesiastico, sanitario, scolastico e sociale, affinché possano continuare a raccontare il valore del cambiamento e della restituzione.

La donazione assume così un significato che supera la dimensione materiale dell’opera: rappresenta la volontà di contribuire positivamente alla collettività e di ricostruire un rapporto con il contesto sociale fondato sulla responsabilità, sulla partecipazione e sul riconoscimento reciproco.

L’esperienza nasce dall’incontro tra i principi della giustizia di comunità e la pedagogia delle cure palliative, accomunate dall’attenzione alla dignità della persona, all’ascolto della fragilità e alla possibilità di attribuire significato anche alle esperienze di sofferenza e di crisi. In questa prospettiva, la cura, l’espressione artistica e il confronto diventano strumenti per favorire una rielaborazione dell’esperienza personale e promuovere una relazione più consapevole con sé stessi e con gli altri.

L’iniziativa testimonia il valore della collaborazione tra istituzioni pubbliche, terzo settore e associazionismo, dimostrando come la comunità possa svolgere un ruolo attivo nei percorsi di reinserimento sociale. La giustizia di comunità si configura, infatti, come uno spazio nel quale la necessaria dimensione sanzionatoria può essere affiancata da interventi educativi, responsabilizzanti e orientati alla ricostruzione dei legami sociali.

L’appuntamento di Palazzo Butera sarà pertanto un’occasione di incontro e confronto tra magistratura, rappresentanti delle istituzioni, operatori, enti coinvolti e comunità locale, per condividere i risultati del percorso e riflettere sul valore di una giustizia capace di promuovere responsabilità, inclusione e partecipazione. Perché la legalità si costruisce anche attraverso la possibilità di riconoscere l’errore, assumersi le proprie responsabilità e restituire alla comunità qualcosa di positivo.

PROGRAMMA DELL’EVENTO

Mercoledì 28 ottobre 2026, ore 16.30 – Palazzo Butera, Sala Borremans (Bagheria)

  • Ore 16.30 – Apertura della cerimonia
  • Ore 17.00 – Saluti istituzionali
  • Ore 17.30 – Presentazione del percorso ed esposizione delle opere
    L’équipe multidisciplinare illustrerà le finalità del progetto, le metodologie adottate e gli esiti dell’esperienza, con particolare riferimento al Circle Time e all’arte-terapia
  • Ore 18.30 – Cerimonia di donazione delle opere
    Consegna ufficiale delle tele alle istituzioni e alle realtà territoriali individuate

Promosso da: Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Palermo. In collaborazione con: SAMOT ETS – Centro d’Ascolto di Bagheria e Rotary Club Bagheria.

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