HomeBuone notizieDa Cinisi a Santiago in bici: così nascerà la prima scuola di SUP inclusivo in Sicilia

Da Cinisi a Santiago in bici: così nascerà la prima scuola di SUP inclusivo in Sicilia

La missione solidale di Gabriele Pizzo e Gioacchino Migliore. Una raccolta fondi destinata ai ragazzi con disabilità sulla spiaggia di Magaggiari. Ecco il progetto dello Stand Up Paddle e le voci dei protagonisti

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Daniele Viola
Daniele Viola
Giornalista pubblicista dal 2023 e laureando in Lettere Classiche, dirigo la testata Partinicolive.it e collaboro con diverse realtà editoriali, fin da quando avevo 11 anni. Nutro una profonda passione per la radio e la televisione, strumenti che utilizzo per dare voce al mio desiderio di raccontare la realtà con cura e dedizione. Unisco quotidianamente la mia formazione umanistica al dinamismo dell’informazione, cercando di narrare il presente con chiarezza e professionalità.
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CINISI (PALERMO). In Sicilia, in provincia di Palermo, c’è un orizzonte di libertà che non parte dal mare, ma dalle ruote di una bicicletta pronte a macinare oltre 3.900 chilometri. Oggi prende ufficialmente il via un’impresa straordinaria che unisce lo sport alla solidarietà, attraversando l’Italia, la Francia e la Spagna per approdare a Santiago de Compostela. Ma la vera meta di questo lungo viaggio non è il famoso santuario galiziano, bensì la spiaggia di Magaggiari, a Cinisi, dove Gabriele Pizzo e Gioacchino Migliore intendono piantare il seme della prima scuola permanente di Stand Up Paddle inclusivo dell’isola.

Fondatori dell’associazione ASD SUP Around Sicily, Gabriele e Gioacchino sono legati da un destino curioso e profondo: nati nello stesso ospedale e nello stesso identico giorno, hanno trasformato la loro amicizia, quasi gemellare, in una missione di comunità. Il loro legame con il mare è maturato nei mesi complessi del lockdown post-pandemico, quando fare una pagaiata sul mare rappresentava la risposta più pura al bisogno di respiro e condivisione. Da allora non si sono più fermati, firmando imprese come il periplo di Favignana, Pantelleria e Lampedusa, e la toccante traversata in memoria delle vittime della Nuova Iside fino a San Vito Lo Capo.

Oggi, però, la sfida cambia passo e si carica di un valore sociale senza precedenti. L’obiettivo della spedizione è raccogliere, attraverso una campagna su GoFundMe, i 40 mila euro necessari per acquistare attrezzature adatte, tavole speciali e formare istruttori qualificati in grado di accogliere bambini e ragazzi con ogni tipo di disabilità, garantendo loro la possibilità di vivere la bellezza e l’energia del mare senza alcuna barriera.

L’iniziativa ha trovato da subito il fondamentale sostegno aziendale di Magic Engineering, che ha scelto di sposare la causa facendosi sostenitore della prima fase del viaggio. Un segnale forte che dimostra come l’innovazione, la progettualità e la responsabilità sociale possano convergere sul territorio siciliano per creare condizioni concrete di accessibilità e nuove opportunità per tutti.

L’eco di questa avventura viaggerà anche attraverso la voce e le immagini di due ambassador d’eccezione: Vincenzo Corso, sportivo e content creator in carrozzina di Partinico, e Silvio Di Stefano, giovanissimo creator di Carini. Entrambi seguiranno e racconteranno le tappe del percorso, facendosi cassa di risonanza per un messaggio di reale partecipazione e inclusione.

In occasione della partenza, i protagonisti e gli ambassador hanno rilasciato toccanti dichiarazioni ai microfoni de Il Mediterraneo 24, esprimendo tutto l’entusiasmo e la determinazione che animano questo grande sogno collettivo.

«La nostra passione per il mare è nata in un momento in cui tutti cercavamo una via di fuga e di libertà», ha dichiarato Gabriele Pizzo ai nostri microfoni. «Con il tempo abbiamo capito che quella sensazione di riscatto e di felicità non poteva rimanere un privilegio di pochi. La scuola di SUP inclusivo a Magaggiari nasce dal desiderio profondo di restituire al mare la sua funzione più bella: essere uno spazio democratico, dove non esistono differenze e dove ogni ragazzo, indipendentemente dalle proprie capacità fisiche, possa sentire il soffio del vento e l’energia delle onde».

Un concetto ribadito con forza anche da Gioacchino Migliore, che ha sottolineato la complessità e il valore simbolico del percorso sui pedali: «Affronteremo quasi quattromila chilometri e persino lo Stretto di Messina in SUP per dimostrare che con la determinazione si può superare qualsiasi ostacolo. Ma da soli non possiamo fare tutto: servono 40 mila euro per realizzare la struttura, acquistare le tavole omologate e garantire la massima sicurezza ai ragazzi. Ogni singola donazione, anche la più piccola, è un tassello fondamentale per costruire questa realtà a Cinisi».

A dare voce all’impatto emotivo del progetto è stato poi Vincenzo Corso, che ha voluto lanciare un appello accorato a tutta la comunità: «Quando ho sentito parlare per la prima volta di questo progetto ho provato una commozione profonda. Per chi come me vive la quotidianità su una carrozzina, l’idea di potersi muovere sull’acqua in totale sicurezza e autonomia rappresenta un sogno che diventa realtà. Questo non è soltanto un progetto sportivo, è una battaglia di civiltà per il nostro territorio. Invito tutti ad aprire il cuore e sostenere la raccolta fondi: aiutiamo questi ragazzi a regalare il mare a chi non ha mai potuto viverlo appieno».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il giovane creator Silvio Di Stefano: «Essere ambassador di questa avventura significa dare voce a tanti ragazzi che spesso si sentono invisibili o limitati nelle loro aspirazioni. Vedere due amici che mettono il proprio fisico e le proprie forze al servizio di un obiettivo così nobile è una lezione di vita straordinaria. Farò di tutto per far giungere questo messaggio a più persone possibili attraverso i social, perché la vera inclusione si costruisce insieme, passo dopo passo e pedalata dopo pedalata».

Mentre le biciclette di Gabriele e Gioacchino iniziano a macinare i primi chilometri lungo la penisola, l’auspicio è che il supporto di cittadini, associazioni e aziende possa trasformare ogni tappa di questo viaggio in una festa della solidarietà, spalancando le porte della futura scuola di Magaggiari a un mare finalmente senza confini. 

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