HomeStorieDalla Nigeria a Palermo. Susan, volontaria in Kenya e laureanda in Scienze infermieristiche

Dalla Nigeria a Palermo. Susan, volontaria in Kenya e laureanda in Scienze infermieristiche

Il percorso di autonomia e integrazione grazie al progetto "Adozione a Vicinanza"

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Serena Termini
Serena Termini
È nata il 5 marzo del’73 e ha tre figli. Dal 2005 è stata la corrispondente dell'agenzia di stampa nazionale Redattore Sociale con cui oggi collabora. Da sempre, ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua competenza sociale, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: "fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo".
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PALERMO. Gli occhi luminosi e il sorriso di Susan Ehigiegba trasmettono tanta voglia di vivere e di impegnarsi per gli altri. La ragazza, di 22 anni, originaria della città nigeriana di Benin City, è ormai prossima alla laurea in Scienze infermieristiche. Lo scorso luglio è partita come volontaria in Kenya insieme al fidanzato Dario Marchese, laureato in scienze pedagogiche.

“Quando Dario, che fa volontariato da parecchi anni, mi ha proposto di partire per il Kenya – ha raccontato -, ho accettato con grande emozione la possibilità di fare questa esperienza”. Lo scorso 20 luglio, infatti, sono stati in Kenya, per 17 giorni, nella contea di Muranga, vicino a Nairobi, per conto dell’associazione orionina SEV Orione ’84. “Ho trovato una realtà molto diversa rispetto alla Nigeria – ha detto -. Abbiamo contribuito a costruire una casa di legno e lamiera per una bambina orfana che vive con i nonni. Inoltre, nell’ambulatorio vicino, come infermiera, ho aiutato famiglie e bambini. Mi hanno colpito, soprattutto, i volti gioiosi dei bambini. Nonostante i bisogni siano tanti, queste persone riescono sempre ad affrontare tutto con il sorriso senza mai scoraggiarsi”.

Susan presto diventerà una infermiera. “Quando ero bambina volevo fare il medico per aiutare gli altri. Il percorso di studi che sto completando mi piace molto – ha continuato -. Il 27 novembre mi laurerò e sono molto contenta di raggiungere un risultato che ha richiesto molti sacrifici”. Susan ha fatto il tirocinio all’Ismett e al Policlinico di Palermo. “Ho studiato grazie ad una borsa di studio. Adesso che si è conclusa, per il momento, per pagare le spese di vita e di casa, lavoro come cameriera in un locale. Mi sento, comunque, molto fortunata rispetto ad altri giovani per le persone che ho incontrato nella mia vita. Il mio sogno è quello di rimanere a Palermo dove ho i miei affetti più cari. Sono giovane e mi sento piena di energia per imparare a fare tante cose nuove.”

“Nel 2023 sono arrivata a Palermo. per motivi di studio, ricongiungendomi con mia sorella Precious che, oggi, fa l’infermiera a Taormina – ha raccontato -. All’inizio, non è stato facile per me lasciare la mia famiglia e tutta la mia vita a Benin City. Ho deciso, però, di partire per avere un futuro migliore. Nel mio Paese, purtroppo, il costo della vita è altissimo; anche chi studia e lavora non riesce a vivere una vita dignitosa. Il sistema economico non è buono, c’è molta corruzione e non vengono garantiti i diritti essenziali. Non esiste il welfare perchè quasi tutti servizi sono privatizzati”.

Da quando è arrivata a Palermo, l’associazione no profit per l’integrazione dei migranti Prima gli ultimi si è presa cura di lei sostenendola in tutti i suoi bisogni principali. L’associazione, nata per iniziativa del giornalista Rino Canzoneri, dallo scorso febbraio, è guidata da Federica Magi, docente di francese in pensione. Tra le iniziative, dal 2018, l’associazione porta avanti il progetto “Adozione a Vicinanza” per il sostegno dei giovani migranti.

“Stiamo seguendo Susan, sostenendola nel suo percorso di studi e di accompagnamento all’autonomia di vita – ha detto Federica Magi -. Susan, non appena avrà un lavoro nel suo settore, desidera pure dedicarsi agli altri come volontaria; questo per noi è molto bello. Per questi giovani, cerchiamo di favorire la nascita di un tessuto di relazioni importanti e significative per il loro futuro. Da soli, sappiamo che non riuscirebbero a fronteggiare tutti i problemi che, ancora di più in un questo difficile periodo storico, esistono. Le difficoltà, infatti, che, oggi, hanno sono enormi. Tra questi, ci sono l’iter travagliato per il permesso di soggiorno ma anche tutta la problematica relativa alla ricerca di una casa da affittare e di un lavoro regolare”.

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