SCIACCA (AGRIGENTO). Un’apertura straordinaria che ha permesso alla comunità di varcare i cancelli della Casa Circondariale di Sciacca e di addentrarsi tra le meraviglie dell’ex Convento dei Carmelitani. A raccontare l’iniziativa, svoltasi nell’ultimo weekend nell’ambito del festival Le Vie dei Tesori, è un comunicato diffuso sui canali social dall’ufficio stampa dell’Avulss di Sciacca, a firma della giornalista Francesca Gallo.
L’Avulss opera all’interno della struttura penitenziaria saccense fin dal 2011. I suoi volontari promuovono attivamente diversi progetti destinati al reinserimento sociale dei detenuti, attraverso laboratori di lettura, pittura, scrittura creativa, ceramica e cartapesta.

Un bene monumentale custodito nel tempo
L’ex Convento dei Carmelitani è un antico complesso risalente al 1200, un luogo intriso di storia, arte e spiritualità. «L’eccezionale apertura al pubblico – dichiara Maricetta Venezia, presidente di Avulss Sciacca – rappresenta un modo per avvicinare il carcere alla comunità e per mantenere in vita un bene monumentale conservato intatto grazie alla presenza della struttura penitenziaria. Il nostro obiettivo – aggiunge la presidente Avulss – è quello di favorire l’apertura periodica al pubblico del bene per la visione diretta delle preziose bellezze architettoniche e artistiche in esso custodite, con il coinvolgimento attivo nell’accoglienza e nella narrazione del luogo affidati agli stessi detenuti, grazie ad un progetto che si appresta ad essere avviato».

Un viaggio nel tempo tra affreschi e leggende
L’appuntamento de Le Vie dei Tesori ha offerto l’opportunità di riscoprire uno dei pochi monumenti del territorio che conserva ancora rilevanti testimonianze pittoriche e architettoniche, tra cui affreschi cinquecenteschi e la pregevole cappella dell’Annunziata, parte integrante dell’originaria chiesa del Salvatore oggi inglobata nell’attuale struttura.
I visitatori sono stati accompagnati in un vero e proprio viaggio nel tempo grazie ai racconti dell’architetto Giuseppe Cattano e dello studioso Salvatore Di Marca dell’Associazione “Salvatore Cantone”. L’itinerario si è snodato lungo gli ampi corridoi caratterizzati dai soffitti lignei originari, le sale con volte a crociera costolonate e chiave pendula, fino al suggestivo chiostro a pianta quadrata. Lì, tra palme ad alto fusto, ulivi, fichi, melograni, nespoli e agrumi, si trova ancora il pozzo dalle acque miracolose legato alla leggenda di Sant’Alberto: storia e tradizioni che da secoli arricchiscono il patrimonio identitario del territorio.








