AGRIGENTO. Nel cuore di Sambuca di Sicilia, il vigneto “Cana” diventa un’aula a cielo aperto per un’esperienza di educazione al paesaggio, alla cittadinanza e alla conoscenza delle tradizioni agricole del territorio. Situato nell’area dell’ex Convento dei Cappuccini, oggi Oasi Famiglia Santa Maria di Cana, custodisce una storia in cui viticoltura, solidarietà ed educazione si incontrano.
In occasione della prima Giornata del Paesaggio Vitivinicolo Italiano, il 20 ottobre dalle ore 11:00 alle 13:00 l’Istituto Comprensivo “G. Tomasi di Lampedusa” coinvolge gli alunni delle classi terze della Scuola Secondaria di Primo Grado del plesso “Fra Felice da Sambuca” in una visita didattica dedicata alla scoperta del patrimonio paesaggistico, storico e culturale locale.
L’iniziativa, inserita nel percorso curricolare e trasversale di Educazione civica e Orientamento, offrirà agli studenti l’opportunità di conoscere da vicino il vigneto come espressione del rapporto tra natura, lavoro dell’uomo e identità territoriale, approfondendo il valore delle produzioni agricole e delle filiere agroalimentari locali.
Il vigneto “Cana” è un piccolo vigneto di Nero d’Avola donato nel 2011 all’Oasi Cana da Giacomo Rallo, fondatore di Donnafugata. L’iniziativa diede impulso al progetto scolastico “Adotta una vite”: gli alunni della scuola “Fra Felice da Sambuca” furono coinvolti in un percorso esperienziale che, dalla cura delle viti alla vendemmia e alla vinificazione, culminato nella realizzazione del “Vino di Cana”, grazie anche al contributo dell’enologo Giovanni Maggio. Il vigneto divenne così un simbolo di rinascita, solidarietà e trasmissione dei saperi.
Un’esperienza di conoscenza e sensibilizzazione rivolta alle nuove generazioni, per riconoscere nel paesaggio vitivinicolo un patrimonio vivo di memoria, lavoro, saperi e relazioni comunitarie, promuovendo la consapevolezza del suo valore, dell’importanza della sua tutela e delle opportunità culturali, formative e professionali che il territorio può offrire, nel segno di “Paesaggi di vite. Paesaggi di vita”.








