PALERMO – Da gennaio ad oggi, sono oltre 100 le famiglie aiutate. Sono i dati della Fondazione Antiusura di Palermo Ss. Mamiliano e Rosalia, espressione della Chiesa di Palermo, che, oggi, è diventata per molti uno strumento di speranza per un futuro più sereno. Il tema della dignità delle persone sovraindebitate è stato al centro dell’incontro – moderato da Vincenzo Morgante, direttore di TV2000 e Radio InBlu – che si è svolto, questa mattina, presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia. L’incontro è stato organizzato dalla Fondazione Antiusura di Palermo Ss. Mamiliano e Rosalia.
“Il 2026 è stato un anno di crescita delle richieste di aiuto. Già ad ottobre, siamo il numero delle richieste è raddoppiato rispetto al 2025 – ha affermato Francesco Furnari, presidente della Fondazione Ss. Mamiliano e Rosalia -. La crescita è attestabile anche a livello nazionale. Nel 2025, abbiamo aiutato circa 80 famiglie mentre quest’anno sono oltre 100 le persone assistite. Per la maggior parte dei casi, le cause sono legate al gioco d’azzardo, alcune allo shopping compulsivo ma ci sono anche le separazioni coniugali, le malattie e la perdita del posto di lavoro. Fra le cose da fare, c’è, soprattutto, quella di promuovere la formazione sull’educazione finanziaria che è alla base di tutto. Poi c’è da sensibilizzare maggiormente le banche che devono aiutare le fondazioni ad effettuare i loro interventi. Inoltre, bisognerebbe rilanciare il microcredito sociale che è uno strumento che la legge ci mette a disposizione per aiutare il maggior numero di persone possibili”.

“Oggi dobbiamo partire da una collaborazione maggiore tra diverse realtà istituzionali, tra cui gli istituti bancari – ha sottolineato Piergiorgio Morosini, presidente del Tribunale di Palermo -. Molto spesso, queste persone vivono delle condizioni di grandissima solitudine. Non si sentono ascoltate, si trovano isolate e provano vergogna della loro condizione. Penso, quindi, che bisogna sviluppare un sistema più efficace di ascolto e di aiuto. Il lavoro di rete, naturalmente, è importantissimo. Quando si arriva alle forze dell’ordine e alla magistratura siamo già in una fase avanzata di difficoltà. Nella fase, invece, pregressa, le associazioni di categoria devono far sì che commercianti e imprenditori possano avere i loro momenti di sostegno concreto. Per questo, è fondamentale fare rete tra le istituzioni e le associazioni che sostengono le vittime promuovendo idee ed iniziative, che nascono tutte dal basso”.
“Purtroppo, oggi, tocchiamo con mano la carne di uomini e di donne che restano feriti profondamente dal dramma dell’indebitamento e dell’usura – ha detto l’arcivescovo di Palermo don Corrado Lorefice -. L’usura è un peccato strutturale perché è il fallimento della libertà dell’uomo. In Sicilia, dove si genera dipendenza economica si consolidano le strutture illecite come la mafia. L’usura calpesta la dignità della persona e ostacola la crescita del bene comune. Dinanzi a una persona che soffre e vive questo dramma dobbiamo avere quello sguardo umano di insieme per capire come aiutarla nelle conseguenze forti che ci sono sulla sua famiglia, sull’azienda e sulla casa. Le Fondazioni Antiusura, prima di tutto, svolgono una importante opera formativa ed educativa anche se, ancora, sono poco conosciute. Ben venga tutto il delicato ed importante lavoro che svolgono nel prendersi cura delle persone e delle loro ferite. È sempre più urgente avere un nuovo umanesimo economico se vogliamo cambiare la rotta della società che, a livello internazionale e locale, è, sempre di più, in mano al potere di pochi potenti di turno”.
All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, Luciano Gualzetti (presidente della Consulta Nazionale Antiusura “San Giovanni Paolo II”), Milena Caldarella (direttrice della Sede di Palermo della Banca d’Italia) e Gioacchino Lavanco (ordinario di Psicologia dell’Università di Palermo).








