HomeStorieIvan e Salvatore, il lavoro dopo il carcere: «Oggi posso costruire il mio futuro»

Ivan e Salvatore, il lavoro dopo il carcere: «Oggi posso costruire il mio futuro»

Ivan ha imparato a cucinare durante la detenzione e oggi lavora in un bistrot. Salvatore preparava i primi biscotti di Cotti in Fragranza al Malaspina e ora è vice-pizzaiolo ad Al Fresco. Due percorsi diversi, accompagnati dalla cooperativa Rigenerazioni, che celebra dieci anni di attività

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PALERMO. Ivan ricorda ancora il suo primo tirocinio in cucina: sei mesi per imparare un mestiere, ma anche a rispettare orari e regole. Salvatore, invece, era nel laboratorio del carcere minorile Malaspina quando nacquero i primi biscotti di Cotti in Fragranza. Dieci anni dopo, le loro storie raccontano cosa può accadere quando un percorso di formazione prosegue fuori dal carcere e qualcuno resta accanto nei passaggi più difficili.

Ivan ha 27 anni, è originario di Trapani e vive a Palermo. Entrato molto giovane nel circuito penale, durante la detenzione ha frequentato l’istituto alberghiero e un corso di cucina. Ha cominciato a lavorare nella sezione pasti e, grazie all’articolo 21, ha poi avuto la possibilità di svolgere un’attività lavorativa all’esterno durante il giorno.

Nel 2024 ha conosciuto Nadia Lodato della cooperativa Rigenerazioni. Da quell’incontro è nato un tirocinio di sei mesi nella cucina del ristorante Buatta, seguito da un contratto di un anno. «È stato il mio primo lavoro, dove ho imparato a rispettare orari e regole e a fare tantissime cose», racconta. Tra le soddisfazioni più grandi mette quella di aver visto la propria famiglia orgogliosa di lui: «Dopo gli errori che ho fatto, vedere la mia famiglia contenta e soddisfatta di me mi ha reso molto orgoglioso». La morte del padre ha segnato per Ivan un periodo difficile. Terminato il contratto, ha fatto volontariato nel convento di fra’ Carmelo, il cappellano che lo aveva seguito durante la detenzione. Ottenuta la semilibertà, ha incontrato nuovamente Rigenerazioni. Dopo un colloquio con lo chef Francesco Gambino, ha iniziato a collaborare alla preparazione dei pasti per le comunità che accolgono persone senza dimora. In seguito è stato assunto con un contratto stagionale al bistrot. «Il prossimo gennaio concluderò la mia pena e mi sento molto fortunato», dice Ivan. Vorrebbe che opportunità come la sua fossero accessibili a più persone: «Realtà come queste dovrebbero essere tante, proprio per aiutare più persone possibili ad avere una vita nuova».

Salvatore ha 34 anni e vive a Palermo. Nel 2016 è stato il primo a lavorare nel biscottificio avviato all’interno del Malaspina. A lui si deve il nome dei primi biscotti, “Buonicuore”, e la frase scelta per raccontarli: «Se non li gusti non li puoi giudicare».

Salvatore ha continuato a lavorare nel progetto anche dopo l’uscita dall’istituto. In seguito ha attraversato un periodo difficile che ha interrotto il suo percorso lavorativo. Gli operatori di Rigenerazioni lo hanno poi accompagnato verso una nuova opportunità ad Al Fresco, il giardino bistrot della cooperativa nel centro storico di Palermo. Da giugno lavora come vice-pizzaiolo.

«Sono molto contento della possibilità che mi è stata data perché il lavoro che faccio mi piace molto», racconta. Il mestiere, per lui, è legato anche alla possibilità di immaginare una vita familiare. Dice di avere imparato soprattutto «a dialogare e ad ascoltare le persone» e aggiunge: «Oggi mi sento una persona migliore, che ha anche voglia di aiutare gli altri che stanno in situazioni difficili».

I percorsi di Ivan e Salvatore hanno avuto interruzioni e ripartenze. Entrambi, oggi, parlano del lavoro come di una possibilità concreta di autonomia. «Il mio desiderio è continuare a lavorare per costruire il mio futuro», dice Salvatore. È una delle storie nate attorno a Cotti in Fragranza, il laboratorio da cui nel 2016 ha preso avvio Rigenerazioni e che la cooperativa torna a raccontare in occasione del suo decennale.

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