PALERMO. Nel laboratorio del carcere minorile Malaspina si imparava a preparare prodotti da forno. Ma l’obiettivo, fin dall’inizio, andava oltre la produzione: offrire ai ragazzi competenze, responsabilità e una possibilità di lavoro anche fuori dall’istituto. Da quell’esperienza è nata nel 2016 Rigenerazioni, la cooperativa sociale che oggi compie dieci anni e che, attorno al progetto Cotti in Fragranza, ha costruito una rete di attività e percorsi di inserimento lavorativo.
Il progetto prese forma dalla collaborazione tra l’Istituto penale per i minorenni, l’Opera Don Calabria, l’Associazione nazionale magistrati e la Fondazione San Zeno. Nel tempo è cresciuto oltre le mura del Malaspina. Nel 2018 Rigenerazioni ha avviato un secondo nucleo operativo a Casa San Francesco, affiancando alla produzione il catering, la preparazione di cibi freschi e altri servizi. Nel 2019 è nato Al Fresco, il giardino bistrot nel centro storico di Palermo. Alle attività si sono poi aggiunti nuovi progetti di formazione, agricoltura sociale e accompagnamento al lavoro.
Oggi la cooperativa è il braccio operativo della Fondazione Don Calabria per il Sociale nei progetti di impresa sociale e inserimento socio-lavorativo. Si rivolge in particolare ai giovani e alle persone coinvolte nel circuito penale, ma anche a chi arriva dai servizi sociali e dalle realtà del territorio. Il lavoro, in questo percorso, è insieme una competenza da acquisire, una fonte di reddito e un’occasione per costruire relazioni fuori dai luoghi della marginalità.
Centouno percorsi avviati direttamente
In dieci anni Rigenerazioni ha avviato direttamente 101 percorsi di inserimento lavorativo, attraverso tirocini, contratti e altre forme di impiego. La scheda sui risultati della cooperativa indica 78 esiti positivi, pari al 77,2% dei percorsi valutati; segnala inoltre 25 percorsi attualmente in corso. L’età media all’ingresso è di 22,7 anni e la fascia più rappresentata è quella tra i 19 e i 23 anni. Il 64% dei partecipanti proviene dall’area penale, il 36% dall’area sociale e territoriale. Quasi uno su quattro è di origine straniera.
Le persone arrivano attraverso una rete di servizi che comprende l’istituto penale minorile, gli uffici dell’esecuzione penale, le comunità e altre realtà locali. Il percorso richiede tempo: secondo i dati della cooperativa, chi lo conclude positivamente vi rimane in media 15,9 mesi, a fronte dei 3,6 mesi registrati nei percorsi con esito negativo. Sono numeri che raccontano quanto sia importante poter contare su un accompagnamento continuativo, dentro e fuori dal luogo di lavoro.
Accanto agli inserimenti realizzati nelle proprie attività, Rigenerazioni ha sviluppato progetti più ampi di orientamento e sostegno all’autonomia. Svolta all’Albergheria e Jail to Job hanno registrato complessivamente 677 prese in carico e percorsi di accompagnamento, attivando 97 tirocini e 72 contratti di lavoro. Nel solo Jail to Job la rete comprende 138 aziende partner. A questi interventi si aggiungono formazione, mentoring, volontariato, giustizia riparativa e supporto nella ricerca di un impiego.

Un laboratorio che incontra la città
La crescita di Rigenerazioni si vede anche nelle attività produttive e nelle occasioni di incontro con la comunità. Nei laboratori all’interno del Malaspina sono stati realizzati 56.354 chili di prodotti. Tra il 2022 e il 2025, le attività di ristorazione e gli eventi privati di Al Fresco hanno registrato 97.400 presenze complessive. Nel solo 2025 la cooperativa ha curato 45 eventi di catering, per un totale di 60 giornate di servizio. C’è poi il lavoro educativo: dal 2023/24 a giugno 2026, 7 mila studenti hanno partecipato alle attività promosse dalla cooperativa. Il laboratorio nato in carcere è diventato così anche un luogo da cui parlare alle scuole di responsabilità, opportunità e reinserimento.
«In questi anni siamo cresciuti senza perdere quel punto di partenza», afferma Alessandro Padovani, presidente di Rigenerazioni. La sfida, sottolinea, è creare imprese «capaci di stare sul mercato e, nello stesso tempo, di generare lavoro, competenze e opportunità per chi rischia di rimanerne fuori». Per Padovani, il decennale è l’occasione per capire come far crescere ancora questo modello, mantenendo insieme attività economica e finalità sociale.
Nadia Lodato, socia fondatrice, descrive il cammino compiuto come «un ponte tra carcere, comunità e imprese». Accompagnare una persona verso l’autonomia, spiega, significa riconoscerne capacità e diritti di cittadinanza: «È questa rete che ci permette di riconoscere, prima del reato, la persona, le sue competenze e le sue possibilità». Un lavoro che prosegue anche quando si chiude una fase del percorso penale e comincia quella, spesso complessa, dell’ingresso nella vita lavorativa.
È proprio su quel passaggio che insiste Lucia Lauro, anche lei socia fondatrice: «Casa San Francesco nasce dall’esigenza di continuare ad accompagnare i giovani fuori dall’istituto penale, in una fase decisiva per la costruzione della loro autonomia». Lauro ricorda che l’esperienza avviata a Palermo si sta estendendo: lo scorso anno è stato aperto un altro laboratorio Cotti in Fragranza a Casal di Principe, mentre a Ferrara è previsto un bar bistrot.
Due giorni per raccontare il percorso
Rigenerazioni celebrerà il decennale con due appuntamenti. Giovedì 1 ottobre tornerà all’interno del Malaspina per un incontro istituzionale dedicato all’esperienza della cooperativa nell’istituto e al ruolo di formazione, lavoro e impresa nei percorsi dei giovani dell’area penale. Venerdì 2 ottobre, alle 16.30, a Casa San Francesco, si terrà un confronto con partner e realtà del territorio, aperto anche alla stampa.








