HomeCronacaProvinceCentro storico e movida, SOS Ballarò al Comune: «Servono dialogo e regole chiare»

Centro storico e movida, SOS Ballarò al Comune: «Servono dialogo e regole chiare»

Dalle sanzioni al Santamarina ai controlli in via Maqueda: l'assemblea chiede un tavolo con l'amministrazione per garantire sicurezza, decoro e lavoro

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PALERMO. Aprire un canale stabile di confronto con le istituzioni, dare spazio alle proposte di chi vive e lavora nel centro storico di Palermo e affrontare insieme i problemi della sicurezza e della convivenza. Sono le richieste emerse dagli interventi delle residenti e dei residenti, delle commercianti e dei commercianti, delle titolari e dei titolari di pub e ristoranti durante l’assemblea pubblica organizzata da SOS Ballarò al Santamarina, il ristorante di Reda Berradi in piazzetta Pietro Speciale a Palermo. Il confronto ha rappresentato il secondo appuntamento di un percorso avviato qualche settimana prima, dopo le sanzioni al Santamarina e la protesta del suo titolare, che ha portato all’attenzione pubblica le difficoltà di chi lavora nel centro storico.

Uno degli argomenti al centro del dibattito ha riguardato le modalità dei controlli della polizia municipale sulle attività. Dagli interventi è emersa la richiesta di criteri chiari e trasparenti e di un maggiore confronto con le esercenti e gli esercenti sulle misure da adottare e sui percorsi di regolarizzazione delle criticità riscontrate.

Le residenti e i residenti, le commercianti e i commercianti intervenuti hanno richiamato il rispetto delle garanzie e il principio di proporzionalità nei controlli, sottolineando che un’irregolarità amministrativa debba essere accertata e affrontata per ciò che è, senza tradursi in una condanna pubblica. Il rispetto delle regole, è stato osservato, deve accompagnarsi al rispetto delle persone e del loro lavoro.

Dal confronto è emerso anche il ruolo assunto dai locali nella vita notturna dei quartieri. Diverse residenti e diversi residenti ne hanno riconosciuto la funzione di presidio di sicurezza: attività aperte, lavoratrici, lavoratori e persone che frequentano le piazze contribuiscono a mantenere vissuti spazi che, altrimenti, rischiano di rimanere vuoti. Negli interventi è stata sottolineata la necessità di conciliare questo ruolo con il diritto al riposo, l’accessibilità delle strade e la fruizione degli spazi comuni.

Durante l’assemblea sono emerse anche critiche alla cosiddetta “movida selvaggia”. Alcune partecipanti e alcuni partecipanti hanno evidenziato come l’inosservanza delle regole da parte di alcune persone comprometta la tranquillità delle residenti e dei residenti e danneggi le esercenti e gli esercenti che lavorano nel rispetto delle norme e hanno a cuore il territorio. Il diritto al riposo e la cura degli spazi comuni sono stati indicati come punti fermi da tenere in massima considerazione: rumore e disordine penalizzano sia chi abita nel centro storico sia chi vi svolge la propria attività con attenzione alla convivenza.

Tra le criticità segnalate figura anche la presenza ritenuta eccessiva di pedane a servizio degli esercizi commerciali nel tratto pedonalizzato di via Maqueda. Alcuni interventi hanno richiamato la necessità di garantire il passaggio di chi si muove a piedi e l’accessibilità della strada, evitando che l’occupazione degli spazi ne limiti la fruizione collettiva e comprometta il decoro. È stata quindi chiesta maggiore attenzione all’equilibrio tra le esigenze delle attività e il diritto di tutte e tutti a utilizzare lo spazio pubblico.

Durante il dibattito sono emerse anche posizioni critiche sui risultati della zona rossa, che secondo alcuni interventi non ha prodotto gli effetti attesi. Dalle partecipanti e dai partecipanti è arrivata la richiesta alle istituzioni di verificarne gli effetti e di rendere conto delle risposte date ai problemi dei quartieri.

Il confronto ha posto una questione politica: quale modello di centro storico vuole costruire Palermo? Le residenti e i residenti, le commercianti e i commercianti intervenuti hanno chiesto all’amministrazione comunale di assumere un ruolo di coordinamento e di aprire un dialogo con chi abita e lavora nei quartieri e con le autorità competenti. L’obiettivo emerso è allargare la partecipazione e far crescere una massa critica propositiva, capace di tradurre esigenze diverse in proposte condivise.

“Lo spazio pubblico è la cosa più pubblica che abbiamo” è il principio richiamato durante il confronto: piazze e strade sono un bene comune, la cui cura richiede responsabilità da parte di tutte e tutti e istituzioni disponibili ad ascoltare.

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