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Palermo, oltre 1.100 persone assistite dal Pronto intervento sociale

Dal 2025 al 30 settembre 2026 il servizio ha ricevuto 576 segnalazioni. Attivo 24 ore su 24, unisce Comune e privato sociale per rispondere alle emergenze di anziani fragili, persone senza dimora e donne vittime di violenza, accompagnandoli verso percorsi di autonomia.

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Serena Termini
Serena Termini
È nata il 5 marzo del’73 e ha tre figli. Dal 2005 è stata la corrispondente dell'agenzia di stampa nazionale Redattore Sociale con cui oggi collabora. Da sempre, ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua competenza sociale, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: "fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo".
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PALERMO – Pubblico e privato sociale insieme per rispondere, in maniera tempestiva, alle diverse situazioni di emergenza che vivono le persone con fragilità sociali. È il progetto Pr.In.S, il Pronto Intervento Sociale che interviene in maniera immediata per rispondere alle emergenze 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno. Il servizio è finanziato dal Comune di Palermo con il Fondo Povertà: quota servizi e quota povertà estrema. Può essere attivato solo dalle pubbliche amministrazioni, Forze dell’Ordine, ospedali e servizi sociali. 

Dal 2025 al 30 settembre di quest’anno le segnalazioni sono state 576 con oltre 1100 persone assistite e, fra queste: 400 nuclei familiari, persone anziane fragili, persone senza dimora e donne vittime di violenza. Il progetto è gestito da un’ATI (Associazione Temporanea di Impresa) dall’11 febbraio 2025; l’ente capofila è il consorzio Sol.Co. Rete di Imprese Sociali Siciliane – coop. Sviluppo Solidale assieme a Fondazione Don Calabria Ets, Fondazione San Giuseppe dei Falegnami e Croce Rossa Italiana – Comitato Palermo.

Il servizio è svolto da 6 assistenti sociali, 7 operatori della centrale telefonica, 4 autisti, 2 educatori e una coordinatrice. A loro si aggiungono gli operatori dell’Unità di Strada per le persone senza dimora. 

L’obiettivo è quello di garantire una risposta rapida alle persone che versano in una situazione di particolare emergenza sociale durante il weekend, durante gli orari di chiusura dei servizi territoriali con particolare attenzione alle emergenze abitative. Si rivolge, principalmente, a persone maggiorenni in situazione di fragilità, situazioni di grave povertà, situazioni di abbandono o grave emarginazione con rischio per la salute socio‐relazionale perché in assenza di reti familiari e sociali. A queste si aggiungono i casi di donne con figli minori (art.403) e donne vittime di violenza (codice rosso). 

“Il progetto è attivo per Palermo e per tutto il Distretto socio-sanitario 42 – afferma Anna Salone, direttrice esecutiva del progetto per conto del Comune -. L’intervento nasce con l’obiettivo di rafforzare ed integrare i servizi sociali già presenti sul territorio. La logica fondamentale del progetto è, però, quella di passare da una semplice risposta all’emergenza ad una vera e propria presa in carico multidisciplinare per l’accompagnamento graduale della persona all’autonomia. Il progetto è molto articolato e si basa sull’attivazione di una rete virtuosa con associazioni e realtà del terzo settore che ha diversi passaggi che sono: la segnalazione, la risposta immediata, la valutazione sociale, la messa in protezione, la presa in carico multidisciplinare, il progetto individualizzato e l’accompagnamento verso i servizi territoriali. Il grande punto di forza importante è proprio il lavoro di rete che avviene tra il pubblico e i servizi del privato sociale del territorio”. 

“Il Pronto Intervento Sociale è stato pensato proprio per dare risposte rapide – spiega Francesca Pruiti Ciarello, coordinatrice di servizio per l’ATI – non solo a situazioni improvvise ed emergenziali – i cui interventi sono tempestivi – ma anche a situazioni che richiedono particolari tempi di presa in carico per consentire ai servizi territoriali di avviare processi più complessi e duraturi nel tempo. Rispondiamo, tra le diverse situazioni, a molti casi di solitudine di persone anziane, di isolamento sociale, gravi stati di emarginazione sociale e di persone che, una volta dimesse dall’ospedale, non hanno una famiglia e una casa dove andare a vivere”. 

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