AGRIGENTO. Un importante passo in avanti per la tutela, la memoria e la crescita socio-culturale dei Monti Sicani. Come si apprende dai canali social ufficiali del Comune di Santo Stefano Quisquina, sabato 17 ottobre, alle ore 11.00, l’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina ospiterà un incontro pubblico di presentazione per dare il via ai lavori di recupero dell’antica porta lignea e del cortile d’accesso del seicentesco complesso monumentale.
L’intervento rientra nell’ambito del celebre programma “I Luoghi del Cuore” promosso dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, realizzato grazie al contributo decisivo di Intesa Sanpaolo e al sostegno di un’ampia rete di cofinanziatori pubblici e privati. Un esempio virtuoso di sinergia tra istituzioni, enti ecclesiastici, associazioni e cittadini che mettono al centro il valore della cura dei beni comuni.
Un tesoro barocco immerso nel querceto secolare
Poco distante dal centro abitato di Santo Stefano Quisquina, adagiato in un bosco di querce secolari, l’Eremo fu eretto a protezione della grotta in cui la Santuzza visse in solitudine per 12 anni prima di trasferirsi a Monte Pellegrino a Palermo.
Il Santuario, in raffinato stile barocco a navata unica, è uno scrigno d’arte: al suo interno custodisce tele e affreschi dei fratelli Manno e del pittore stefanese Federico Panepinto, oltre agli altari in marmo dei fratelli Musca e alla celebre statua di Filippo Pennino, che ritrae Santa Rosalia nell’atto di scolpire l’epigrafe nella roccia.
Il percorso museale dell’Eremo offre ai visitatori un’immersione autentica nella vita quotidiana della comunità eremitica: si possono esplorare le antiche celle, la cucina, la dispensa, il refettorio, la stanza del Principe di Ventimiglia e persino la cripta, dove i corpi dei frati sono conservati con le medesime tecniche di mummificazione adottate dai Cappuccini a Palermo. All’esterno, proprio di fronte al Santuario, si apre l’ingresso della grotta originaria.
Una porta aperta sulla storia e sulle comunità dei cammini
L’Eremo della Quisquina rappresenta il punto di inizio dell’Itinerarium Rosaliae, un suggestivo itinerario tra fede, natura e identità che unisce le due grotte sacre alla Santa. Un cammino che attraversa borghi e paesaggi dei Sicani, rafforzando il legame tra le comunità locali.
L’evento di sabato segna l’inizio di una fase di rigenerazione fisica e simbolica: l’intervento sull’antica porta lignea e sul cortile d’ingresso restituisce dignità e bellezza all’accesso di uno dei luoghi di accoglienza e pellegrinaggio più rappresentativi della Sicilia.
«Come Associazione Itinerarium Rosaliae, siamo lieti di partecipare a questo percorso di collaborazione che riunisce istituzioni e realtà del territorio attorno a un patrimonio condiviso. Ogni intervento di cura dell’Eremo contribuisce a custodire la memoria di Rosalia, a rafforzare l’identità delle comunità e a rendere sempre più significativo il viaggio di chi percorre i suoi passi», sottolineano i promotori dell’Itinerarium Rosalie.
Sinergia e rigenerazione territoriale
L’iniziativa vede coinvolti attivamente il Comune di Santo Stefano Quisquina, l’Arcidiocesi di Agrigento, il Comitato I Luoghi del Cuore SSQ guidato da Umberto Antinoro e l’intera rete di volontari e associazioni locali.
In un’epoca in cui le aree interne della Sicilia cercano nuove opportunità di riscatto attraverso la sostenibilità, la tutela del paesaggio e il turismo lento, la salvaguardia dell’Eremo della Quisquina rappresenta una leva fondamentale di sviluppo e inclusione sociale per l’intera comunità sicana.








