Antonio Fundarò
PALERMO
Palermo ha accolto una tappa di “Prima le Persone”, l’iniziativa promossa dal ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli. Alla Sala Marina del Marina Convention Center, istituzioni, associazioni, famiglie e persone con disabilità si sono confrontate sul Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato: costruire sostegni a partire dai desideri, dalle capacità e dalle scelte della persona. Il cambiamento consiste nello spostare l’attenzione dalla prestazione alle aspirazioni individuali, riconoscendo le specificità di ogni condizione e predisponendo gli strumenti necessari alla partecipazione. Nel confronto sulla riforma, rappresentanti della cooperazione sociale, Anffas ed esperte del Ministero hanno richiamato la necessità di accompagnare questo passaggio con la formazione e di tradurlo nella quotidianità.
Cinzia Parisi, presidente di ENS Palermo, ha ricordato le difficoltà delle persone sorde nell’accesso a ospedali e uffici pubblici. La lingua dei segni e la presenza, quando necessaria, di un interprete rendono esercitabili i diritti. Locatelli ha richiamato le criticità vissute durante la pandemia dalle persone sorde ricoverate, che potevano trovarsi nell’impossibilità di comunicare con chi le assisteva.
Giovanna Virga, presidente di UICI Palermo, ha evidenziato le barriere digitali: una persona cieca può utilizzare smartphone e computer con gli strumenti di lettura, ma un documento inviato soltanto come immagine scannerizzata può impedirne l’accesso. Anche le modalità con cui si trasmette un’informazione possono dunque escludere.
Sul piano sanitario è emersa l’esigenza di adattare spazi, tempi e interventi alla persona, attraverso percorsi multidisciplinari e servizi coordinati. Le famiglie non possono essere costrette a spostarsi tra strutture diverse per ogni prestazione. Va riconosciuto anche il loro bisogno di tempo e di contesti sicuri e competenti ai quali affidare il familiare.
Nel panel “Progetti e territorio”, Lions, Rotary e Inner Wheel hanno raccontato il contributo della società civile. Antonella Maria Piazza, presidente della Commissione distrettuale Diversità, Equità e Inclusione del Rotary, ha sottolineato l’importanza di progettare fin dall’inizio ambienti e opportunità nei quali ciascuno possa partecipare.

Ho condotto il confronto “Sport e inclusione” con Roberto Pregadio, presidente del Comitato Paralimpico Sicilia, Giovanni Caramazza, presidente regionale di Special Olympics, Giuseppe Mangano, presidente di Libertas, e Nicola Vitello, presidente della Lega Navale Palermo. Lo sport è allenamento, competizione, amicizia e autonomia: la possibilità di appartenere a una squadra, vincere e perdere. L’esperienza di Our Dream, imbarcazione confiscata alla mafia e resa accessibile, mostra come un bene restituito alla collettività possa diventare un’opportunità per vivere il mare.
Le storie hanno dato volto a questi temi. Nicoletta Mazzola, pedagogista e responsabile del Centro “Sorrido e Imparo”, ha presentato il figlio Vincenzo, ventunenne con autismo che ama fare il DJ. Il tecnico nazionale paralimpico Giosuè Giglio ha raccontato Davide Migliore, medaglia d’oro ai mondiali di judown in Portogallo. Letizia Buffa ha condiviso il percorso del figlio Emanuele Sarcì, in arte Lele, diciannovenne che studia canto e ha partecipato alle selezioni di Sanremo Giovani.
Il momento conviviale, curato dai ragazzi di SporT21 Sicilia con Birra T21 e della cooperativa sociale Etnos con N’Arancina Speciale, ha portato al centro competenze, lavoro e responsabilità. Il Progetto di vita riguarda anche il futuro adulto: occupazione, relazioni, interessi e tempo libero.
Locatelli ha insistito sulla necessità di riconoscere le potenzialità e creare le condizioni perché possano svilupparsi. Il protagonista è la persona, con il diritto di scegliere e contribuire alle decisioni sulla propria esistenza. La sfida è rendere queste esperienze accessibili anche a chi incontra barriere, servizi che non dialogano e solitudine.
Il Rotary a “Prima le Persone”: percorsi di lavoro e autonomia da costruire insieme
Riconoscere le capacità delle persone con disabilità e costruire opportunità di lavoro, autonomia e partecipazione. È il contributo del Rotary International Distretto 2110 Sicilia e Malta alla tappa palermitana di “Prima le Persone”, promossa dal ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli.
Nel panel “Progetti e territorio” è intervenuta Antonella Maria Piazza, presidente della Commissione distrettuale D.E.I. – Diversità, Equità e Inclusione, portando il saluto della governatrice Lina Ricciardello. Piazza ha invitato a cambiare il “vertice di osservazione”, riconoscendo abilità, desideri e aspirazioni delle persone.
Ha richiamato progetti che propongono esperienze empatiche delle disabilità sensoriali: provare brevemente a non vedere o a non sentire può aiutare a comprendere gli ostacoli presenti nell’ambiente, pur senza restituire la complessità della vita di una persona cieca o sorda.
L’inclusione deve tradursi in “progetti di esistenza”. Un ruolo centrale spetta al lavoro, attraverso la formazione e l’accompagnamento verso esperienze che permettano di sviluppare competenze, responsabilità, relazioni e riconoscimento sociale.
“Da soli non si va da nessuna parte”, ha ricordato Piazza. Il Progetto di vita richiede collaborazione tra istituzioni, Terzo settore, cooperative, associazioni, professionisti e imprese, insieme al coinvolgimento delle persone interessate.
In questa rete il Rotary può favorire connessioni e sostenere esperienze già presenti nei territori. L’obiettivo è costruire iniziative che proseguano oltre il singolo evento, lasciando competenze, opportunità lavorative, barriere rimosse e nuove collaborazioni.








