PALERMO. Non soltanto ricordare il martirio, ma continuare l’opera iniziata a Brancaccio da padre Pino Puglisi. A 33 anni dall’uccisione del sacerdote, assassinato il 15 settembre 1993, il Centro di Accoglienza Padre Nostro, da lui fondato, presenta il programma delle iniziative che dal 4 al 24 settembre attraverseranno Palermo e altri territori. Ma l’anniversario diventa anche l’occasione per fare il punto su alcune opere attese da anni nel quartiere. «Anche quest’anno ricorderemo il suo martirio, ma soprattutto non per guardarci indietro e pensare semplicemente a quel momento drammatico di morte», spiega Maurizio Artale, presidente del Centro di Accoglienza Padre Nostro. «Ogni anno aggiungiamo una riflessione particolare alla vita di padre Puglisi, ma soprattutto alla sua opera».
Le manifestazioni hanno ottenuto la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il patrocinio, tra gli altri, di Senato, Camera dei deputati, Presidenza del Consiglio dei ministri, Commissione parlamentare antimafia, Regione Siciliana, Città Metropolitana e Comune di Palermo. Per Artale si tratta di un riconoscimento del percorso costruito negli anni dal Centro. «Non è semplicemente coreografia. Questi riconoscimenti fanno capire come il Centro di Accoglienza Padre Nostro negli anni abbia consolidato un riconoscimento da parte delle più alte istituzioni dello Stato italiano».
La memoria che diventa impegno
Il programma prenderà il via venerdì 4 settembre, al Centro polivalente sportivo “Padre Pino Puglisi & Padre Massimiliano Kolbe”, con il racconto del campo educativo svolto in Svizzera dai bambini del Centro. Saranno presenti il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, l’assessore comunale alle Attività sociali, Mimma Calabrò, e il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè. Dal 7 al 13 settembre, a Canosa di Puglia, sarà esposta una mostra fotografica sulla vita del beato, mentre l’8 settembre la II Circoscrizione di Palermo terrà un Consiglio straordinario per commemorare il martirio.
Il 12 settembre, nella Casa Museo del Beato Giuseppe Puglisi, si terrà l’iniziativa “Dalla memoria all’impegno”. Il giorno successivo sono previsti una tappa di pickleball in memoria di Puglisi e, nel pomeriggio, un corteo che partirà dalla parrocchia di Santa Maria della Pietà, dove il sacerdote iniziò la propria vita cristiana con il battesimo. Dopo il rinnovo delle promesse battesimali, i partecipanti raggiungeranno piazza Kalsa, dove alle 18.30 sarà celebrata la Messa nel Santuario di Santa Teresa.
Il 17 settembre è prevista un’adorazione eucaristica nella parrocchia del Santissimo Salvatore. A chiudere il programma sarà, il 24 settembre nella Cattedrale di Palermo, “Un fiore per 3P”, con il coinvolgimento dei bambini.
«Lui puntava semplicemente a questo: dare una via, un indirizzo a questi bambini che ha conosciuto nelle loro fragilità e che noi continuiamo a servire», sottolinea Artale. Per il presidente del Centro, il celebre «Se ognuno fa qualcosa, tanto si potrà fare» non appartiene soltanto alle commemorazioni: «Il Centro ricorda padre Puglisi tutto l’anno, ogni volta che accoglie un bambino, un’anziana, una donna vittima di abusi e maltrattamenti, ogni volta che accoglie quegli adulti che non sanno cosa farne della loro vita quando li incontriamo in carcere».
Brancaccio, l’asilo nido atteso da 33 anni
L’anniversario porta con sé anche novità concrete per Brancaccio. Una riguarda l’asilo nido, opera attesa nel quartiere fin dai tempi di padre Puglisi.
«I bambini, purtroppo, ancora oggi non sono attenzionati. Pensate che dopo 33 anni l’asilo nido ancora non è stato costruito», afferma Artale. Ma adesso, annuncia, c’è una data: «La bella notizia è che a dicembre del 2027 l’asilo sarà definitivamente consegnato alla comunità di Brancaccio e questo sempre grazie all’opera del beato Puglisi e del Centro di Accoglienza Padre Nostro».
Un secondo intervento riguarda proprio il luogo dell’assassinio del sacerdote. Il 24 settembre inizieranno i lavori di ristrutturazione della piazzetta Beato Padre Pino Puglisi, più volte oggetto di vandalismi. La speranza è che il nuovo intervento possa contribuire anche a una maggiore tutela del luogo: «Magari, appena sarà totalmente ristrutturata, quella piazza potrà essere rispettata di più, soprattutto da chi ama il bello», osserva Artale.
Il progetto dell’agorà: «Brancaccio deve avere una piazza»
Rimane infine un’altra opera che il Centro considera parte del percorso avviato da Puglisi: la realizzazione di una vera piazza per Brancaccio.
«Ci rimane di completare l’opera con la costruzione dell’agorà. Brancaccio non ha una piazza e la vogliamo costruire», spiega Artale. Il progetto è stato realizzato e donato al Comune di Palermo nel 2018. Adesso, riferisce il presidente del Centro, «sono ricominciati gli incontri e i tavoli tecnici per capire come realizzare quest’opera».
L’orizzonte indicato è il 2030. Un’altra tappa di quel lavoro sul quartiere che, a 33 anni dall’omicidio, continua a tenere insieme memoria e azione. «Non è mutata in niente la voglia di continuarne l’opera – conclude Artale – di questo piccolo prete, ma grande uomo che, grazie al suo sacrificio, ha fatto capire che le cose si possono fare».








