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Piana degli Albanesi celebra 538 anni: una settimana per raccontare l’identità arbëreshe

Dal 24 al 30 agosto la “Festa della Fondazione – Festa e Themelimit”: sette giorni di appuntamenti tra cultura, lingua, religione, musica e tradizioni. Il 29 agosto il corteo storico e la cerimonia con i Comuni arbëreshë

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PIANA DEGLI ALBANESI. Una comunità che dopo 538 anni continua a custodire lingua, riti, tradizioni e memoria delle proprie origini. Piana degli Albanesi celebra dal 24 al 30 agosto la “Festa della Fondazione – Festa e Themelimit”, quest’anno dedicata al tema “Hora e Arbëreshëvet – Le radici dell’identità”.

Una settimana durante la quale piazze, chiese, musei e luoghi simbolo del paese diventeranno spazi nei quali raccontare e tramandare l’identità arbëreshe attraverso mostre, conferenze, visite guidate, celebrazioni religiose, spettacoli, musica e tradizioni popolari.

La manifestazione, giunta alla decima edizione, è sostenuta dal Comune di Piana degli Albanesi e dalla Regione Siciliana – Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, che ha finanziato la parte prevalente del progetto.

Al centro c’è soprattutto la comunità. Associazioni, comitati, Pro Loco, Eparchia, istituzioni religiose, musei, realtà culturali e gruppi tradizionali saranno protagonisti di un programma che punta a mettere in relazione memoria e futuro.

Il sindaco Petta: «Una comunità che mantiene intatta la lingua arbëreshe»

«Abbiamo voluto creare un evento di attenzione regionale, nazionale e internazionale per la nostra comunità che, dopo 538 anni, oggi rimane uno scrigno storico del valoroso popolo albanese», spiega il sindaco Rosario Petta.

Una storia che, sottolinea il primo cittadino, non appartiene soltanto al passato: «Una comunità che mantiene intatta la cultura, le tradizioni, la storia e, soprattutto, la lingua arbëreshe. Un popolo fiero di mantenere vive queste caratteristiche».

Negli anni la Festa della Fondazione è diventata anche un’occasione di incontro con la diaspora albanese, dall’Albania al Kosovo fino alle comunità presenti in altre parti del mondo. «Quest’anno – aggiunge Petta – avremo una settimana piena di attrazioni e con la possibilità di immergersi in una realtà che è unica in tutto il mondo».

Il programma dal 24 al 30 agosto

Il programma si aprirà lunedì 24 agosto con la conferenza “1488: nascita di una comunità tra memoria e futuro” e con l’inaugurazione delle mostre “Dall’Albania alla Sicilia: la nascita di una comunità”, al MUSARB, e “Tra Oriente e Occidente”, al Museo delle Icone nella Chiesa di San Giorgio. In serata spazio a “Mijdhemi te Gjitonìa – Ritroviamoci nel Vicinato”Martedì 25 saranno protagonisti famiglie e giovani con “Giochiamo Insieme”, la Hora Cup e il Cinema sotto le Stelle. Mercoledì 26, dopo la Festa e Fëmijëvet, si terranno la benedizione dell’immagine della Madonna Odigitria, l’esposizione dei costumi tradizionali arbëreshë al MUSARB e, in serata, Sicilia in Festa Tour 2026. Giovedì 27 proseguiranno la Hora Cup e “Mijdhemi te Gjitonìa”, mentre venerdì 28 sarà dedicato alla festività della Madonna Odigitria, con l’esposizione dei suoi gioielli, la mostra “La Festa dell’Odigitria nei Secoli” e il concerto di Danilo Sacco. Il momento centrale sarà sabato 29 agosto: alle 10, nell’Aula consiliare, la cerimonia istituzionale con il sindaco Rosario Petta, l’assessore regionale Francesco Paolo Scarpinato, le autorità civili e religiose e i sindaci dei Comuni arbëreshë; alle 11.30 la conferenza “Le Icone tra Oriente e Occidente” e, dalle 17.30, il grande Corteo Storico con partenza da Piazzetta Skanderbeg. A seguire il Villaggio delle Tradizioni, “Jemi Arbëreshë Me Nostalgji”, il tributo a Claudio Baglioni “QPGA” e il dj set. Domenica 30, infine, visite guidate al Museo a cielo aperto del quartiere Sheshi, omaggio floreale alla Madonna Odigitria, “Ngrëjtja e flamurit” e proiezione del docufilm “Hora e Arbëreshëvet” alla presenza dell’autrice Vesa Guhelli. La chiusura sarà in Piazza Vittorio Emanuele con il Villaggio delle Tradizioni, la degustazione di Strangujë & Culurun, i gruppi musicali arbëreshë e “Da Rosa a Rosa – Tributo a Rosa Balistreri – La Voce della Sicilia”.

Sette giorni nei quali Piana degli Albanesi torna alle proprie radici per riaffermare un’identità che, dopo più di cinque secoli, non appartiene soltanto alla memoria: continua a vivere nella lingua, nei riti, nelle tradizioni e nella comunità che li tramanda alle nuove generazioni.

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