PALERMO. Divertimento all’insegna della piena condivisione di momenti di gioco e di riflessione immersi nella bellezza del paesaggio svizzero. È quello che hanno vissuto 35 bambini e bambine – originari di Brancaccio, Sperone, Roccella, Zen e San Giuseppe Jato – che sono partiti per la Svizzera. In particolare, i giovanissimi, di età compresa tra gli 8 ai 14 anni, hanno partecipato, dal 4 al 10 luglio, al campo educativo presso il Villaggio Kinderdorf Pestalozzi di Trogen, in Svizzera.
La speranza è stata il tema centrale di tutte le attività a cui hanno partecipato all’insegna del rispetto delle regole di convivenza civile, valorizzando la natura e le altre bellezze del territorio. I giovani sono stati accompagnati – oltre che da Maurizio Artale e Laura Stallone – anche da 12 operatori del Centro di Accoglienza Padre Nostro e dal parroco di San Gaetano, a Brancaccio, don Sergio Ciresi. Ieri sera, presso il Centro Polivalente Sportivo “Padre Pino Puglisi & Padre Massimiliano Kolbe”, in occasione dell’inaugurazione degli eventi previsti per il 33° anniversario della morte di padre Pino Puglisi, si è svolto l’evento conclusivo di condivisione con le famiglie. Per l’occasione, Maurizio Artale ha presentato il video del campo educativo in Svizzera “In viaggio con Speranza”. Ad aprire e a chiudere le danze, cantando alcune canzoni, è stata la piccola Greta.
“Ho visto cose bellissime e, fra queste, soprattutto il lago – ha raccontato il piccolo Simone di 11 anni di Brancaccio -. Abbiamo fatto tanti giochi e siamo usciti pure a vedere le stelle. È stato strano vedere luoghi così puliti. Nel piccolo villaggio facevamo la raccolta differenziata. Da noi, invece, è tutto molto diverso perché ci sono per le strade tante buche e rifiuti. Da questo viaggio ho imparato a dormire da solo in stanza con gli amici e a vivere in maniera migliore”. “Nella casa c’era un pianoforte che ho avuto la possibilità di suonare – ha raccontato Aurora di 12 anni di Brancaccio -. E’ stato bello, pure, conoscere tante persone nuove. Mi sono divertita molto, anche, durante la visita al museo interattivo”.

“È stato molto bello poter accompagnare questi giovanissimi – ha aggiunto suor Eliana Massimi della congregazione delle Maestre Pie Venerini -. A poco a poco, si sono lasciati guidare in modo sempre più gioioso e desideroso per vivere intensamente questa avventura. Hanno avuto la possibilità di allargare il loro orizzonte: conoscendo altri giovani europei e respirando una realtà completamente diversa dal luogo in cui vivono. Hanno sperimentato, inoltre, un clima di piena fraternità in cui, nonostante si venisse da paesi diversi, tutti erano amici e nessuno era considerato uno sconosciuto”.
“E’ stato un viaggio bello e importante per le esperienze che sono riusciti a fare – ha continuato don Sergio Ciresi, parroco della chiesa di San Gaetano di Brancaccio -. Per la prima volta, infatti, bambini e bambine hanno visto come ci si prende cura di determinati luoghi. Ci sono stati, pure, alcuni momenti molto significativi, durante una partita di calcio, in cui abbiamo favorito alcuni bei momenti di scambio umano con gli altri ragazzi svizzeri. Se ci si impegna, dai nostri giovani riescono a emergere gli aspetti migliori. Continueremo, adesso sempre insieme, a Brancaccio, a portare avanti il nostro impegno educativo nel solco di p. Pino Puglisi”.
“Questo è il primo degli eventi in programma in memoria del martirio di padre Pino Puglisi – ha detto Maurizio Artale, presidente del Centro Padre Nostro -. Con soddisfazione concludiamo pure il progetto che si è svolto in Svizzera. Con noi sono partiti alcuni minori segnalati dai servizi sociali. Dopo i primi giorni di adattamento, superate alcune criticità iniziali, tutto è andato benissimo. Dopo tanto impegno e fatica, finalmente, i frutti si iniziano a raccogliere e, di questo, siamo molto contenti”. All’evento ha partecipato, in rappresentanza del sindaco Lagalla, l’assessore Alessandro Anello. Per l’occasione, inoltre, hanno partecipato all’iniziativa anche il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e la direttrice generale dell’azienda Automar, Giuliana Brancato, che hanno sostenuto economicamente il costo del volo per la Svizzera di tutti i giovani.








