PALERMO – A 44 anni dalla strage di via Isidoro Carini, Palermo ha ricordato il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, prefetto del capoluogo siciliano, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente scelto della Polizia di Stato Domenico Russo, uccisi nell’agguato mafioso del 3 settembre 1982.
Le celebrazioni sono iniziate nella caserma “Carlo Alberto Dalla Chiesa”, sede del Comando Legione Carabinieri “Sicilia”, dove l’alto ufficiale aveva prestato servizio dal 1966 al 1973 alla guida della Legione Territoriale Carabinieri di Palermo. Il Comandante Interregionale Carabinieri “Culqualber”, generale di Corpo d’Armata Claudio Domizi, il Comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, generale di Brigata Ubaldo Del Monaco, il Comandante Provinciale di Palermo, generale di Brigata Luciano Magrini, e l’Ispettore regionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, Ignazio Buzzi, hanno deposto una corona d’alloro davanti al busto dedicato a Dalla Chiesa.
La commemorazione è poi proseguita in via Isidoro Carini, nel luogo in cui il generale, la moglie e l’agente di scorta furono assassinati. Alla cerimonia hanno partecipato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, le autorità civili, militari e religiose e i familiari delle vittime. Sono state deposte corone d’alloro in memoria di Dalla Chiesa, Setti Carraro e Domenico Russo.
Lagalla: “Un esempio di servizio alle istituzioni”
Nel corso della commemorazione, il sindaco Roberto Lagalla ha sottolineato il valore ancora attuale della figura del generale Dalla Chiesa, ricordandone l’impegno prima nella lotta al terrorismo e poi nella lotta alla mafia.
“Dalla Chiesa resta, ancora oggi, un archetipo dell’educatore, dell’uomo delle istituzioni e dell’esempio civile”, ha dichiarato Lagalla, ricordando come l’alto ufficiale abbia affrontato i rischi legati al proprio ruolo “senza mai arretrare”.
Per il sindaco, ricordare Dalla Chiesa insieme a Emanuela Setti Carraro e Domenico Russo significa rinnovare la memoria di un sacrificio che appartiene non soltanto a Palermo, ma all’intera Repubblica. “Il suo esempio ci richiama al dovere di custodire la memoria, difendere la legalità e rafforzare ogni giorno il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni”, ha aggiunto.
Schifani: “La sua fedeltà ai valori dello Stato è un modello”
Alla commemorazione ha partecipato anche il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, alla presenza del ministro Piantedosi e delle autorità civili e militari.
“Carlo Alberto Dalla Chiesa rappresenta una testimonianza ancora attuale e concreta di tenacia e spirito di servizio nella lotta alla mafia”, ha detto Schifani, sottolineando come la sua fedeltà ai valori dello Stato rappresenti ancora oggi un modello per chi opera nelle istituzioni.
Il presidente della Regione ha ricordato anche Emanuela Setti Carraro e Domenico Russo, sottolineando il loro sacrificio insieme a quello del generale. “È anche grazie all’impegno del generale Dalla Chiesa, in un contesto difficile come quello dell’epoca, se oggi la mafia è più debole. E proprio seguendo il suo esempio, oggi manteniamo alta la guardia”, ha affermato.
La Regione Siciliana ha partecipato alla cerimonia con una corona di alloro e il gonfalone.
La messa in Cattedrale e il ricordo affidato ai bambini
Le celebrazioni sono proseguite nella Cattedrale di Palermo con la messa officiata dall’arcivescovo metropolita Corrado Lorefice.
A conclusione della mattinata, in via Vittorio Emanuele, una rappresentanza di bambini ha deposto un omaggio floreale davanti al cippo commemorativo. Un momento che ha coinvolto le nuove generazioni nel ricordo delle vittime della strage e nel richiamo ai valori della legalità e del rifiuto della violenza mafiosa.








