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Una coperta per ricominciare: a Palermo il laboratorio del Filo della reciprocità

Dal 9 settembre, ogni mercoledì alla Biblioteca Sociale Cesvop, il laboratorio gratuito promosso da Al Revés e Sartoria Sociale per trasformare fili, uncinetto e solidarietà in una rete di sostegno

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Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le culture e le arti all'Università di Palermo, con un master in Editoria e Produzione musicale all'Università IULM di Milano. Scrive di sociale per Il Mediterraneo 24 ed è addetta stampa per diverse organizzazioni del Terzo settore
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PALERMO – Un filo che diventa una relazione, una coperta che diventa un gesto di accoglienza e un laboratorio che vuole offrire un punto di riferimento a chi si trova ad affrontare un momento delicato della propria vita. Si chiama “Ad Personam – Una coperta per ricominciare” l’iniziativa nata nell’ambito del laboratorio gratuito di volontariato “Il filo della reciprocità”, promosso dalla cooperativa sociale Al Revés insieme a Sartoria Sociale.

Il progetto nasce con un obiettivo preciso: creare occasioni di incontro attraverso le attività manuali, contribuendo a ridurre lo stress, contrastare la solitudine e, soprattutto, costruire legami. A lavorare insieme alla realizzazione delle coperte saranno anche gli stessi beneficiari del progetto, che potranno imparare, condividere e partecipare attivamente al percorso, diventando a loro volta parte di quella rete di solidarietà che l’iniziativa vuole costruire.

Le coperte realizzate durante il laboratorio saranno destinate a persone che stanno cercando di ricominciare dopo un periodo trascorso in una casa famiglia o in una comunità, accompagnandole simbolicamente in una fase di passaggio spesso caratterizzata da solitudine e fragilità. In questo modo, chi riceverà il sostegno non sarà semplicemente destinatario di un gesto di solidarietà, ma potrà essere coinvolto direttamente nella costruzione di una nuova rete di relazioni.

“Questa iniziativa serve soprattutto a dare una speranza in più, un’attenzione a chi sta attraversando un momento di passaggio nella propria vita, per creare un legame”, spiega Rosalba Romano, socia volontaria di Al Revés società cooperativa sociale.

L’uscita da una casa famiglia o da una comunità, infatti, può rappresentare un momento di forte destabilizzazione. Le reti costruite in precedenza possono essersi indebolite o sfaldate e anche quelle nate all’interno della comunità diventano più labili proprio quando arriva il momento di affrontare nuovamente la vita in autonomia. Da qui l’idea di creare un punto di aggancio e di supporto, capace di ricordare alle persone che, anche dopo la conclusione di un percorso, non sono sole.

Il laboratorio prenderà il via mercoledì 9 settembre e si svolgerà ogni mercoledì dalle 15.30 alle 17.30, alla Biblioteca Sociale Cesvop di via Pizzetti 10, nella zona del Bar Recupero.

La partecipazione è gratuita e sono diverse le modalità per contribuire al progetto. È possibile donare gomitoli o rimasugli di lana, uncinetti e ferri, consegnandoli alla Sartoria Sociale di via Alfredo Casella 22, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18. Si possono inoltre realizzare quadrati di lana 15×15 centimetri, che saranno assemblati durante il laboratorio utilizzando la piastrella crochet classica a 7 giri.

Chi lo desidera può anche preparare una coperta, singolarmente o come gruppo informale o associazione, nelle dimensioni indicate di 60×120 oppure 90×120 centimetri. Un altro modo per sostenere l’iniziativa è farla conoscere a persone interessate a partecipare oppure lasciare un “gomitolo sospeso” in una delle mercerie aderenti, aggiungendo così un proprio tassello simbolico alla catena della solidarietà.

Hanno aderito all’iniziativa Mazzara Antica Merceria di via Francesco Lo Jacono 49/51/53 a Palermo, La Merceria di Onofrio Srl di via Sammartino 4C a Palermo, Merceria Di Salvo Francesca di viale Lazio 54 a Palermo e Ruggeri Carmelo S.R.L. di piazza Giuseppe Mirenda 10 a Brolo.

“Il filo della reciprocità” diventa così qualcosa di più di un’attività manuale: un modo concreto per intrecciare relazioni e costruire una comunità capace di accompagnare chi si trova a ricominciare. Perché una coperta può offrire calore, ma i fili che la compongono possono diventare anche una metafora di quelle relazioni che aiutano a non sentirsi soli.

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