HomeCulturaLa Sicilia protagonista di "The Odyssey": Christopher Nolan riporta il mito di Ulisse nel cuore del Mediterraneo

La Sicilia protagonista di “The Odyssey”: Christopher Nolan riporta il mito di Ulisse nel cuore del Mediterraneo

Da Favignana alle Eolie, le isole siciliane diventano il set del kolossal con Matt Damon, Tom Holland e Zendaya. Tra gli Special Action Extra anche il giornalista palermitano Tancredi Bua: «Abbiamo seguito la troupe per tutto il Mediterraneo, proprio come i rematori di Odisseo»

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Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le culture e le arti all'Università di Palermo, con un master in Editoria e Produzione musicale all'Università IULM di Milano. Scrive di sociale per Il Mediterraneo 24 ed è addetta stampa per diverse organizzazioni del Terzo settore
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C’è un Mediterraneo che non ha bisogno di essere ricostruito in studio. È quello della Sicilia, delle sue isole, delle sue coste scolpite dal vento e dei suoi paesaggi senza tempo. È qui che Christopher Nolan ha scelto di ambientare alcune delle sequenze più suggestive di The Odyssey, il kolossal ispirato al poema di Omero, riportando il viaggio di Ulisse nei luoghi che da secoli l’immaginario collettivo associa alle sue avventure.

Arrivata nelle sale italiane giovedì 16 luglio, la pellicola, della durata di 172 minuti, è distribuita da Universal Pictures ed è una produzione tra Stati Uniti e Gran Bretagna che unisce avventura, dramma e fantasy. Protagonista è un cast internazionale di altissimo livello composto da Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Robert Pattinson e Zendaya.

Odissea (foto Universal Pictures Italia)

Ma oltre ai grandi nomi del cinema internazionale, il vero protagonista del film è anche il Mediterraneo. Nolan ha scelto di raccontare l’epopea di Ulisse attraverso paesaggi autentici, privilegiando la Sicilia e le sue isole minori, capaci di restituire sul grande schermo quella dimensione epica, selvaggia e senza tempo che attraversa il poema omerico.

Tra coloro che hanno vissuto questa esperienza dall’interno c’è anche il giornalista e sceneggiatore palermitano Tancredi Bua, che ha preso parte alle riprese del film come SPACT, acronimo di Special Action Extra. Si tratta di figurazioni speciali chiamate a svolgere vere e proprie azioni fisiche davanti alla macchina da presa, ben oltre la semplice presenza in scena.

Nel caso di The Odyssey, il compito di Bua e degli altri componenti del gruppo era quello di interpretare i rematori dell’equipaggio di Ulisse, trascorrendo intere giornate in mare durante le riprese.

Tancredi Bua (a sx)

«Essere in un film di Christopher Nolan: fatto. Farlo senza essersi dovuti trasferire a Los Angeles o Londra: fatto. Farlo per mesi in giro per il mondo: fatto», racconta Bua, condividendo sui social l’emozione di vedere oggi il film nelle sale. Il suo racconto restituisce il senso di un’avventura che ha seguito il percorso stesso dell’eroe omerico. «Abbiamo iniziato a girare a marzo dell’anno scorso, in Messenia, Grecia, e seguito la troupe per tutto il Mediterraneo, esattamente come i rematori di Odisseo. Eravamo venti persone che non conoscevano l’altro e che hanno imparato a stare compatte, scena dopo scena, ostacolo dopo ostacolo (e tutti veri), remata dopo remata».

Bua sottolinea come il ruolo di Special Action Extra abbia richiesto un notevole impegno fisico. «Eravamo in mare tutto il giorno a remare», racconta, contribuendo a dare realismo alle sequenze di navigazione del kolossal di Nolan. Per il giornalista palermitano è stata un’esperienza irripetibile, vissuta accanto a una troupe internazionale e a numerosi professionisti siciliani. «Sono onorato di aver fatto parte di una squadra capitanata da George Cottle, Marlow Warrington-Mattei e Duffy Gaver, di essere stato davvero uno degli uomini di Odisseo e di avere conosciuto tutta la Odysseus Crew palermo-trapano-catano-siracusana». Con il suo consueto tono ironico, Bua chiude il racconto con una battuta che incuriosisce gli appassionati del film: «Sì, i mostri marini sono tutti veri».

Favignana diventa Itaca

Il cuore della produzione siciliana è stato Favignana, trasformata dagli scenografi guidati dal premio Oscar Nathan Crowley nella mitica Itaca. Le acque cristalline di Cala Rotonda hanno ospitato le scene degli approdi e della navigazione, mentre il vicino isolotto del Preveto è stato adattato per ricreare un antico villaggio del mondo omerico.

Anche il Castello di Santa Caterina, la fortezza che domina l’isola dalla sua cima più alta, è stato reinterpretato come la reggia di Ulisse e Penelope. Le campagne rurali, le cave ipogee e luoghi suggestivi come il Giardino dell’Impossibile hanno invece fatto da scenario alle dimore del fedele Eumeo e agli ambienti agricoli dell’antica Itaca.

Odissea (foto Universal Pictures Italia)

Una scelta che non appare casuale. Favignana viene infatti spesso identificata con la leggendaria “Isola delle Capre” descritta nell’Odissea, un richiamo che Nolan ha deciso di valorizzare attraverso immagini di grande forza evocativa.

Le Eolie tra Sirene e paesaggi vulcanici

Accanto alle Egadi, il regista ha scelto anche l’arcipelago delle Eolie, sfruttandone la natura vulcanica e il fascino ancestrale. A Lipari, i celebri faraglioni di Pietra Lunga e Pietra Menalda diventano nel film le “rupi erranti” del XII canto dell’Odissea, teatro dell’incontro tra Ulisse e le Sirene.

Le fumarole di Vulcano offrono invece un paesaggio aspro e primordiale, ideale per rappresentare alcune delle terre misteriose attraversate dall’eroe, mentre l’isolotto di Basiluzzo, al largo di Panarea, regala spettacolari scorci di mare aperto e falesie che amplificano la dimensione epica della narrazione.

La Sicilia, il Mediterraneo e il ritorno del mito

La scelta di Christopher Nolan conferma ancora una volta la straordinaria vocazione cinematografica della Sicilia. Le sue isole non sono semplicemente scenografie naturali, ma luoghi che custodiscono un patrimonio paesaggistico, storico e culturale capace di dialogare con i grandi racconti del Mediterraneo.

In The Odyssey il mito sembra così ritornare a casa. Tra coste battute dal vento, antiche fortezze, faraglioni, isole vulcaniche e mare aperto, il viaggio di Ulisse ritrova gli scenari che più di ogni altro luogo evocano la culla della civiltà mediterranea.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più significativi del film: la Sicilia non interpreta semplicemente un luogo del racconto, ma diventa essa stessa parte della narrazione. Le sue isole restituiscono autenticità al poema di Omero e riportano il Mediterraneo al centro del grande cinema internazionale.

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