PALERMO – Sta crescendo tra giovani e meno giovani l’attenzione verso un uso più consapevole delle sostanze stupefacenti, illegali e legali, come l’alcol. A contribuire è anche l’attività capillare svolta in Sicilia e in altre parti d’Italia da Smash Repression, realtà che, insieme ad altri collettivi e singole persone, fa parte del movimento italiano dei free party.
Smash Repression sostiene forme di socialità libera, non mercificata, spontanea, autoresponsabile e autogestita. «Smash Repression sceglie di impegnarsi per una sensibilizzazione sociale in maniera intersezionale e trasversale – racconta Mira, attivista del movimento palermitano –. A Palermo, come in altre città italiane, è nata nel 2022, in seguito al primo decreto del governo Meloni, il 633-bis, il cosiddetto decreto “anti-rave”».
Nel capoluogo siciliano, inoltre, la morte di alcuni ragazzi e ragazze avrebbe prodotto, secondo l’attivista, una crescente sensibilizzazione verso la cura reciproca e il desiderio di costruire una comunità migliore. «Il nostro è un movimento underground. Siamo presenti in feste dove non è prevista la vendita di biglietti e le artiste e gli artisti non sono messi in vetrina. Sono appuntamenti nei quali si dà maggiore centralità alla musica, alle arti visive e all’autogestione responsabile dello spazio. È un movimento ormai diffuso a livello nazionale, che prova a impegnarsi anche nei territori, sia nella Sicilia occidentale sia in quella orientale».
Prevenzione e riduzione del danno
Smash Repression porta avanti una pratica comunitaria di prevenzione del rischio e riduzione del danno legato all’uso o all’abuso di sostanze stupefacenti illegali e legali, tra le quali alcol, tabacco e psicofarmaci.
«All’interno dei free party viene creato uno spazio sicuro, una zona chill finalizzata al relax, nell’ottica della riduzione del danno e della prevenzione del rischio – spiega Mira –. Proviamo a muoverci diversamente rispetto alla logica adottata in alcuni club e discoteche, dove si finge che non circolino sostanze. Queste, invece, sono presenti, ma vengono consumate di nascosto, insieme a grandi quantità di alcol e sigarette».
La differenza, secondo l’attivista, è rappresentata dalla presenza di persone preparate per intervenire in caso di necessità e offrire informazioni. «In quei locali spesso non esiste un presidio formato che faccia prevenzione, neppure attraverso un banchetto informativo. Inoltre, i locali chiudono alle tre di notte senza preoccuparsi dello stato effettivo delle persone, che poi possono mettersi alla guida con un rischio molto alto di provocare incidenti stradali».
Acqua, integratori e informazioni sulle sostanze
Gli attivisti palermitani si sono formati con il Lab57 di Bologna, impegnato sul campo da trent’anni. Durante gli eventi ricreativi e musicali mettono a disposizione integratori di sali minerali, acqua e succhi di frutta gratuiti.
«Nel nostro banchetto informativo distribuiamo volantini che spiegano gli effetti delle diverse sostanze e i rischi derivanti dalla loro associazione o dal consumo insieme all’alcol», racconta Mira.
La riduzione del danno è riconosciuta legalmente come servizio sanitario in regioni quali Piemonte ed Emilia-Romagna. In Sicilia, Smash Repression ha avviato alcune collaborazioni con associazioni impegnate nella prevenzione e nel sostegno psicologico, tra le quali La Casa di Giulio e il progetto Fuori dal Giro, coordinato dall’Opera Don Calabria, che opera anche nei quartieri attraverso un camper. «In occasione del recente Palermo Pride 2026, Fuori dal Giro era presente con il suo furgone dedicato alla riduzione del danno e una zona chill con tappeti e grandi cuscini, lontana dalla musica e dalla confusione. Qui le persone hanno potuto informarsi e, quando necessario, rilassarsi e decomprimersi prima di andare via».

Un’attività sostenuta dall’autofinanziamento
Le attività di Smash Repression sono gratuite e vengono sostenute attraverso l’autofinanziamento, grazie all’offerta di magliette, piccoli manufatti artistici e stampe fotografiche, oltre alle donazioni spontanee. «Veniamo chiamati dagli organizzatori di eventi e feste che hanno la lungimiranza di comprendere come la presenza della riduzione del danno possa migliorare la qualità e la sicurezza dell’evento – prosegue Mira –. Il senso comunitario della cura è alla base del nostro movimento. Diciamo: Rispetta te, quindi rispetta te stesso, chi ti sta accanto e il luogo che ti circonda».
L’obiettivo è alimentare un percorso di consapevolezza e autoresponsabilizzazione che possa coinvolgere sempre più persone. «Alcuni giovani, crescendo in questo percorso, potrebbero in futuro cominciare ad aiutare anche gli altri». Le feste possono durare sei o dodici ore, mentre alcuni festival si protraggono per due o tre giorni. «Abbiamo aiutato persone che stavano male per l’effetto di una sostanza e presentavano sintomi risolvibili con una buona idratazione, integratori e un po’ di riposo. In questo modo si è evitato di richiedere l’intervento di un’ambulanza, che può rimanere disponibile per emergenze più gravi. Naturalmente, quando necessario, il soccorso sanitario resta indispensabile».
La richiesta del drug checking in Sicilia
In Piemonte e in Emilia-Romagna viene praticato anche il drug checking, un servizio che permette di analizzare le sostanze psicoattive e verificarne la composizione. «In Sicilia ancora non esiste. L’analisi consente di sapere se una sostanza contenga davvero il principio attivo con il quale viene presentata. In questo modo è possibile monitorarne meglio la diffusione nei territori e prevenire intossicazioni e morti per overdose», afferma Mira. La richiesta è che anche la Regione Siciliana riconosca e finanzi questo servizio: «L’obiettivo deve essere quello di tutelare concretamente la salute delle persone».
Dalle scuole all’accesso alla psicoterapia
Per Smash Repression la prevenzione dovrebbe iniziare nelle scuole. «In tutti gli istituti, di ogni ordine e grado, bisognerebbe promuovere incontri di sensibilizzazione sociale e culturale sulle sostanze psicoattive, ma anche sull’affettività. Spesso i temi sono collegati, se pensiamo che alcune azioni aggressive e violente possono essere associate all’abuso di droghe e alcol». Un altro passo considerato fondamentale è l’accesso gratuito alla psicoterapia. «Per noi la sicurezza sociale coincide con la cura della persona nel senso più ampio del termine. Siamo lontani dalle forme repressive che pretendono di imporre una pseudo-sicurezza senza analizzare il cuore dei problemi». Negli ultimi tempi, conclude Mira, il movimento ha osservato una maggiore consapevolezza tra i giovani: «Alcune persone si sono avvicinate ai nostri banchetti chiedendo di essere formate per diventare volontari e volontarie. Tutto questo nutre la comunità e rafforza il desiderio di costruire collettivamente un mondo migliore».








