CATANIA. Una stanza dove le emozioni trovano spazio, le fragilità diventano racconto e il disagio può essere espresso senza paura del giudizio. È stata inaugurata all’Istituto Marconi-Mangano di Catania la quarta tappa di The Room of Feeling, il progetto di arte partecipata e prevenzione delle dipendenze ideato dall’artista palermitano Igor Scalisi Palminteri nell’ambito di @Lab_School. La nuova stanza nasce all’interno del plesso “Lucia Mangano” di via Besana e prende forma a partire da una parola emersa durante il confronto con gli studenti: imperfezione. Da qui l’ispirazione al kintsugi, l’antica tecnica giapponese che ripara gli oggetti rotti con l’oro, trasformando le ferite in elementi di valore. Per tre giorni quaranta studentesse e studenti, insieme a docenti, genitori e personale scolastico, hanno partecipato a momenti di ascolto, laboratori artistici e attività di media education, contribuendo alla costruzione di uno spazio permanente dedicato al dialogo e alla condivisione.
Il kintsugi come metafora della rinascita
Al centro della stanza campeggia proprio l’immagine di un vaso riparato con l’oro. Un simbolo che invita a guardare alle ferite non come qualcosa da nascondere ma come parte della propria storia. «Questo progetto guarda meno alle dipendenze e più alle mancanze, ai vuoti che cominciano a presentarsi dentro i nostri ragazzi e le nostre ragazze», spiega Igor Scalisi Palminteri. «La stanza diventa un luogo protetto dove è possibile dire l’indicibile, senza essere giudicati». Tra gli elementi presenti anche una cassetta anonima nella quale gli studenti possono lasciare pensieri, paure e domande che spesso faticano a trovare spazio nel quotidiano.

I dati che preoccupano
L’iniziativa si inserisce in un contesto segnato dalla crescita delle dipendenze tra i più giovani. Secondo il direttore dell’U.O.C. Servizio territoriale Dipendenze Patologiche che afferisce al dipartimento di salute mentale, Fabio Brogna, ogni anno si registra un incremento medio del 15% dei fenomeni legati a tossicodipendenze, gioco d’azzardo, dipendenze digitali e disturbi comportamentali. L’età dei consumatori si è progressivamente abbassata e quasi il 40% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni dichiara di aver fatto uso almeno una volta di sostanze psicoattive illegali. Particolarmente allarmante il fenomeno delle nuove sostanze psicoattive, come cannabinoidi sintetici e derivati della ketamina, spesso più pericolosi delle droghe tradizionali e difficili da individuare attraverso i normali controlli.
“Una The Room of Feeling in ogni scuola”
La proposta più significativa emersa durante l’inaugurazione arriva proprio dall’Asp di Catania. «Ci vorrebbe una The Room of Feeling in ogni scuola», afferma Brogna. «Siamo disponibili a sostenere questa esperienza mettendo a disposizione operatori specializzati una o due volte a settimana: psicologi, psicoterapeuti, educatori, assistenti sociali e medici, a seconda delle necessità». Un impegno accolto con favore dall’Ufficio scolastico regionale. «Mi auguro che progetti come questo possano continuare nel tempo ed espandersi», sottolinea Maria Grazia Vasta, referente per l’educazione alla salute dell’Ufficio VI dell’Ambito territoriale di Catania. «Noi faremo sempre la nostra parte nel sostenere le scuole e diffondere queste esperienze».
Il percorso continua in tutta la Sicilia
Con la tappa di Catania si conclude la prima fase del progetto. Da settembre The Room of Feeling riprenderà il suo viaggio nelle province di Messina, Agrigento, Trapani, Caltanissetta ed Enna, con l’obiettivo di realizzare entro novembre 2026 nove stanze permanenti dell’ascolto in tutta la Sicilia. Il progetto fa parte delle azioni di @Lab_School, finanziate con oltre 1,7 milioni di euro dal Programma FSE+ Sicilia 2021-2027 e coordinate dalla Rete SALUS Scuole SHE Sicilia. Un percorso che punta a contrastare le dipendenze partendo dalle emozioni, dall’ascolto e dalla costruzione di comunità educanti capaci di intercettare il disagio prima che si trasformi in emergenza.









