PALERMO. C’è Claudia, che vive in Germania e, dopo la morte della madre, è tornata a Palermo per restituire al Comune le chiavi dell’alloggio popolare. E ci sono tre fratelli dello Zen che, dopo la scomparsa del padre, hanno lasciato l’appartamento nel quale erano cresciuti e in capo a loro per trentacinque anni. Due storie diverse che, nel giro di pochi giorni, hanno permesso ad altre famiglie in emergenza abitativa di avere una casa. A Palermo continuano le operazioni di recupero e assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Tra il 10 e l’11 luglio l’Unità operativa Abitare Sociale del Comune ha perfezionato tre nuove assegnazioni a nuclei familiari inseriti nella graduatoria dell’emergenza abitativa. Una delle operazioni si è svolta nel quartiere Zen, con il supporto della Polizia municipale. L’alloggio si trova nello stesso padiglione finito nei mesi scorsi al centro delle iniziative del Comune contro le occupazioni abusive. Dopo la morte del padre, i tre fratelli che avevano vissuto nell’appartamento per 35 anni hanno scelto di riconsegnare spontaneamente le chiavi.
L’abitazione è stata così assegnata a una famiglia composta da due genitori, cinque bambini e una nonna, da tempo in una grave condizione di disagio economico e abitativo. Sono stati gli stessi ex occupanti a consegnare simbolicamente le chiavi ai nuovi assegnatari. «Per questa famiglia finisce un incubo – ha dichiarato l’assessore comunale all’Abitare sociale, Fabrizio Ferrandelli – e vince la Palermo solidale, quella che si tende la mano e che mette al centro i diritti, la dignità delle persone e il rispetto delle regole».

Il giorno successivo sono state perfezionate altre due assegnazioni. Tra gli immobili tornati nella disponibilità del Comune anche quello riconsegnato da Claudia, rientrata dalla Germania dopo la scomparsa della madre. Le chiavi sono state restituite spontaneamente e l’abitazione è stata subito destinata a un altro nucleo inserito nella graduatoria. Secondo Ferrandelli, il numero crescente di assegnazioni segnala «un’importante inversione di tendenza rispetto al passato», accompagnata da una maggiore collaborazione dei cittadini nella restituzione degli immobili pubblici non più occupati dagli aventi diritto. Le operazioni sono portate avanti dall’Ufficio Emergenza Abitativa anche nei fine settimana, con l’obiettivo di ridurre i tempi tra la riconsegna e la nuova assegnazione degli appartamenti e prevenire possibili occupazioni abusive. «Dietro ogni alloggio recuperato – conclude Ferrandelli – non c’è soltanto un atto amministrativo, ma una famiglia che ritrova dignità, sicurezza e una prospettiva di futuro».








