HomeBuone notizieDalla guerra al calcio: a Palermo in campo i giovani di Ucraina e Lituania con la Mediterranean Hope Cup

Dalla guerra al calcio: a Palermo in campo i giovani di Ucraina e Lituania con la Mediterranean Hope Cup

Bambini e ragazzi provenienti dall'est Europa, con la Nazionale del Mediterraneo, protagonisti della prima edizione del torneo "Il Calcio che Unisce i Popoli". Tra sogni, amicizia e inclusione, il pallone diventa uno strumento di rinascita per chi ha conosciuto la guerra e la perdita

Caterina Ganci
Caterina Ganci
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione pubblica, collaboro con diverse testate online. Amo il mare, il suo profumo e le sfaccettature dei suoi colori. Non penso che potrei vivere in un posto diverso dalla Sicilia! La nostra Isola è bella e ricca di cultura, storie, tradizioni e se è vero che “la bellezza salverà il mondo" io voglio continuare a cercare, osservare e raccontare le nostre meraviglie con la passione forza motrice necessaria per una giornalista
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PALERMO. Il fischio d’inizio, il pallone, l’adrenalina, la voglia di farcela. A Palermo, il 6 luglio, sui campi del Centro Sportivo Sant’Ernesto, il calcio ha raccontato una storia diversa. Una storia fatta di rinascita, amicizia e speranza durante la prima edizione della Mediterranean Hope Cup – “Il Calcio che Unisce i Popoli”. Protagonisti sono stati i ragazzi dello Shakhtar Donetsk (Ucraina), della squadra Hope for Football (Lituania) e della Nazionale del Mediterraneo, uniti da una lingua universale che non ha bisogno di traduzioni: quella dello sport.
Dietro il numero scritto sulla maglia c’è una storia. Alcuni di questi giovani atleti, tra gli 8 e i 15 anni, arrivano dall’Ucraina, dove la guerra continua a segnare la vita quotidiana. Altri provengono dalla Lituania e hanno conosciuto troppo presto il dolore di crescere senza i propri genitori. Oltre quaranta bambini e ragazzi, sono arrivati in Sicilia nell’ambito del Campo Estivo Internazionale 2026 “Italia – Lituania – Ucraina”, promosso da Hope for Football. Per loro Palermo non è stata soltanto una destinazione. È stata una parentesi di normalità. Un luogo dove sentirsi semplicemente bambini.

L’evento, ideato e organizzato dalla Nazionale del Mediterraneo con il patrocinio istituzionale dei Comuni di Palermo e Ficarra, ha visto la partecipazione del sindaco di Palermo Roberto Lagalla, del presidente del Forum delle Culture, l’avvocato Shaidul Abdul Hossin, del consigliere comunale Leonardo Canto, di Viktoriya Prokopovych, punto di riferimento della comunità ucraina in Sicilia, e dell’avvocato Palmigiano, Console Onorario della Repubblica di Lituania per la Regione Siciliana.

La manifestazione è frutto di una rete di collaborazione tra realtà sportive, fondazioni e rappresentanze diplomatiche: Hope For Football, Shakhtar Social Foundation, legata al club calcistico dello Shakhtar Donetsk, l’Associazione Italiana Calciatori (AIC), il Comitato Regionale Sicilia della Lega Nazionale Dilettanti (LND), il Consolato Generale d’Ucraina a Napoli e il Consolato Onorario della Repubblica di Lituania per la Regione Siciliana.

Nella stessa giornata i ragazzi hanno avuto anche l’opportunità di visitare lo stadio Renzo Barbera, grazie alla disponibilità del Palermo FC. Per molti di loro è stato un sogno che si è trasformato in realtà: camminare dove giocano i professionisti, immaginando che un giorno quel prato possa diventare anche il loro.

«Una bellissima iniziativa che ci ha regalato un momento di crescita e condivisioneracconta il presidente della Nazionale del Mediterraneo, Vincenzo Lipari la mia squadra ha avuto il piacere di confrontarsi con i ragazzi dell’Accademia Sportiva provenienti da Lituania e Ucraina, ospiti in Sicilia nell’ambito di un progetto Erasmus realizzato in sinergia con il Comune di Palermo. Siamo felici di aver vissuto insieme un’esperienza che è stata non solo sportiva, ma anche sociale e culturale, all’insegna dell’incontro, dell’inclusione e dei valori dello sport. Grazie allo Shakhtar Donetsk per aver reso possibile questa preziosa opportunità.»

Tra i protagonisti c’è anche Mantas Kvosis, 15 anni, portiere della squadra Hope for Football. Gioca da sei anni e custodisce un sogno semplice e immenso. «Stare tutti insieme è stata una bella esperienza. Amo il calcio e vorrei giocare in una squadra professionistica in Italia o in Spagna.»
Lo stesso entusiasmo illumina gli occhi del piccolo Ariies Dyshkant, nove anni, arrivato da Uman, in Ucraina. Da un anno difende i colori dello Shakhtar Donetsk. Ha scelto il calcio al posto della boxe e sogna di diventare un calciatore professionista. «Per me essere in Sicilia è un sogno», dice con il sorriso di chi, nonostante tutto, continua a credere nel domani.

Dietro questo progetto c’è il lavoro della fondazione Hope for Football. Il presidente e fondatore Stefano Piciulin spiega il senso dell’iniziativa: «Siamo una squadra composta da dieci persone. Per i ragazzi è la seconda volta in Sicilia, mentre questo è l’ottavo campo organizzato in Italia. La nostra fondazione è nata con l’obiettivo di sostenere i bambini che vivono negli orfanotrofi, offrendo loro opportunità di crescita e inclusione. Crediamo che lo sport sia uno strumento fondamentale per affrontare e superare le difficoltà, creando legami, fiducia e speranza per il futuro.»

Per i bambini ucraini il calcio rappresenta anche una forma di cura. Lo racconta Daria Panfiloy, responsabile dell’area sociale della squadra Shakhtar Donetsk: «Per affrontare il difficile periodo che il nostro Paese sta vivendo a causa della guerra, vengono organizzate sessioni con psicologi, attività di arteterapia e partite di calcio. Lo sport rappresenta un’importante forma di sostegno: il campo ci aiuta ad andare avanti, a ritrovare un po’ di serenità e a guardare al futuro con speranza.»

Per questi ragazzi il rettangolo verde è uno spazio dove ricominciare. Il calcio, quando incontra la solidarietà, diventa uno straordinario strumento educativo e di inclusione.

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