PALERMO. A Isola delle Femmine, la tradizione della recita del Santo Rosario in siciliano è un momento di profonda devozione popolare, legato soprattutto alle radici marinare e alle feste religiose del paese. Questa pratica viene custodita con cura dalla comunità e si concentra principalmente attorno alla Parrocchia Santuario Maria SS. delle Grazie, il cuore religioso del comune costiero.
Il Rosario in dialetto non viene recitato quotidianamente, ma viene riproposto durante specifiche ricorrenze annuali per preservare la memoria storica e l’identità locale, come la Festa della Patrona del 2 luglio, Maria SS. delle Grazie, dove momenti di preghiera in lingua locale accompagnano i giorni di preparazione alla festa della Madonna, protettrice dei navigatori di Isola.
Il Rosario recitato o cantato in siciliano si distingue per l’uso di formule antiche e rime che facilitavano la memorizzazione da parte dei fedeli. Un esempio classico delle invocazioni e delle litanie che risuonano durante queste funzioni include formule come:
«Gloria a lu Patri e a lu Figghiu / e a lu Spiritu Santu / Comu sempri è statu / sempri accussì sarà.»
«Bedda Matri ‘Mmaculata, / biancu ciuri e biancu ghigghiu, / prega prega a lu to Figghiu / pi l’afflitta umanitati!»
Queste preghiere uniscono la richiesta di protezione per i lavoratori del mare (molto sentita a Isola delle Femmine) a una forte componente di espiazione e ringraziamento. L’occasione ci ha permesso di raccogliere la testimonianza di alcune fedeli presenti durante la recita e del parroco, don Filippo Lupo, che essendo presente da appena otto mesi nella comunità vive per la prima volta e con grande emozione la festa con tutte le antiche tradizioni che la accompagnano sia prima che dopo.








