HomeCronacaPeriferieA Palermo “Play for the Future”: calcio e inclusione per i giovani delle periferie

A Palermo “Play for the Future”: calcio e inclusione per i giovani delle periferie

Presentati all’Istituto comprensivo Giovanni Falcone i risultati della seconda edizione del torneo promosso da Fondazione Milan, Fondazione CDP e FIGC insieme al Ministero della Giustizia. Coinvolti ragazzi dei quartieri Zen, Cep e Brancaccio e giovani migranti dei centri di accoglienza

Serena Termini
Serena Termini
È nata il 5 marzo del’73 e ha tre figli. Dal 2005 è stata la corrispondente dell'agenzia di stampa nazionale Redattore Sociale con cui oggi collabora. Da sempre, ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua competenza sociale, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: "fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo".
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PALERMO. Lo sport all’insegna di passione, divertimento e voglia di rinascita sociale e culturale. Presentati, ieri a Palermo, i risultati della seconda edizione del torneo i “Play for the Future”. Il progetto, promosso da Fondazione Milan, Fondazione CDP e Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC) al fianco del Ministero della Giustizia – Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità -, ha l’obiettivo di  favorire il reinserimento sociale di minori e giovani adulti coinvolti nei circuiti penali, attraverso percorsi di educazione sportiva e orientamento professionale. L’iniziativa ha avuto anche la collaborazione dell’ufficio immigrazione della prefettura di Palermo.

A giocare sono stati, infatti, i giovani dei quartieri di Zen, Cep  e Brancaccio, insieme ai ragazzi migranti dei centri di prima accoglienza. A partecipare sono state le squadre: Fondazione Milan, San Giovanni Apostolo, Centro Padre Nostro, Laboratorio Zen Insieme e Bonagrazia CASS.

I risultati della prima stagione del programma triennale – promosso nelle sedi di Napoli, Catania,  Palermo, Milano e Airola (BN) – sono stati presentati, con la premiazione, ieri,  presso l’Istituto Comprensivo Giovanni Falcone di Palermo a margine della finale del torneo che ha visto protagonisti i beneficiari del progetto e i giovani  delle associazioni del territorio. Era presente all’evento anche l’assessore Fabrizio Ferrandelli con l‘assessore alle attività sociali, Mimma Calabrò.

Nel corso del primo anno, il progetto ha coinvolto complessivamente 109 giovani sottoposti alla misura penale della messa alla prova. Le attività hanno registrato un coinvolgimento attivo e costante dei giovani, favorendo una maggiore consapevolezza personale e relazionale.

Al termine del percorso – curato da FIGC attraverso il Settore Giovanile e  Scolastico – è previsto infatti il rilascio dell’attestato “Corso Grassroots Livello E – Social Football”,  riconosciuto sia all’interno dell’istituto sia all’esterno presso società sportive esterne.

E’ stata una bella iniziativa sia punto di vista sportivo – ha raccontato Domenico Bua, operatore del Centro Padre Nostroche sul piano della valorizzazione dei giovani che vivono in alcuni quartieri popolari. Noi abbiamo partecipato con 15 giovani giocatori di Brancaccio”. “Vedere tanti ragazzi coinvolti attraverso lo sport conferma quanto sia fondamentale investire in percorsi educativi – ha affermato l‘assessore alle attività sociali Mimma Calabrò -. Sono occasioni di aggregazione sana e strumenti capaci di trasmettere valori positivi alle nuove generazioni”.

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