HomeBuone notizieDipendenze patologiche a Palermo, i primi centri di accoglienza a bassa soglia aprono le porte

Dipendenze patologiche a Palermo, i primi centri di accoglienza a bassa soglia aprono le porte

Da domani operativo il primo Drop-In diurno della Sicilia, seguito da quello notturno. Presentato il progetto promosso dal Comune di Palermo, Asp e terzo settore. Ecco cosa prevede

Serena Termini
Serena Termini
È nata il 5 marzo del’73 e ha tre figli. Dal 2005 è stata la corrispondente dell'agenzia di stampa nazionale Redattore Sociale con cui oggi collabora. Da sempre, ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua competenza sociale, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: "fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo".
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PALERMO. Prevenzione, cura e riduzione del rischio e del danno per le persone con problemi di dipendenze patologiche. Sono gli aspetti centrali del progetto “Azioni integrate socio-sanitarie per la prevenzione e la cura delle dipendenze patologiche”, finanziato nell’ambito del programma nazionale Metro Plus 2021–2027 e presentato, questa mattina presso Palazzo Palagonia.
Già domani sarà operativo in città il primo Drop-In diurno, centro di accoglienza a bassa soglia delle persone con fragilità che non hanno ancora cominciato il percorso terapeutico con una finalità di prevenzione, a cui poco dopo seguirà l’apertura del Drop-In notturno. Si tratta delle prime realtà di questo tipo presenti in Sicilia.

Il progetto nasce per rafforzare e mettere a sistema gli interventi già attivi sul territorio, attraverso una collaborazione strutturata tra Comune di Palermo, Azienda Sanitaria Provinciale e Terzo settore. L’iniziativa, è portata avanti dall’ATI composta da Fondazione Don Calabria per il Sociale ETS (ente capofila) e Consorzio Sol.Co. Il progetto adotta un modello integrato: dall’aggancio in strada alla presa in carico, dell’accoglienza diurna e notturna al reinserimento sociale e lavorativo. Un percorso progressivo che mette al centro la persona, i suoi bisogni e le sue possibilità di cambiamento.

Ecco cosa prevede il progetto

Il Drop-In diurno è un luogo a bassa soglia aperto all’accoglienza, all’ascolto e alla risposta ai bisogni primari. Il servizio offrirà pasti, docce, ristoro, distribuzione di kit igienici, colloqui individuali, attività di counselling, orientamento e accompagnamento ai servizi sociosanitari.

Accanto al Drop-In diurno sarà avviata anche l’Officina del Recupero, un percorso laboratoriale rivolto a persone con dipendenze attive, finalizzato a restituire dignità, competenze e opportunità concrete di riattivazione personale e sociale.

A completare il sistema di accoglienza sarà il Drop-In notturno, pensato per garantire riparo, protezione e monitoraggio durante le ore serali e notturne. Il servizio offrirà posti letto, supporto relazionale, accesso a servizi igienici, ristoro e orientamento, con l’obiettivo di ridurre i rischi legati alla permanenza in strada e favorire un primo aggancio stabile con la rete dei servizi.

Tra i principali servizi previsti vi è il Presidio mobile, attivo attraverso unità mobili diurne e notturne. Le équipe raggiungeranno quartieri, luoghi di aggregazione, aree della movida e contesti a rischio, offrendo interventi di riduzione del danno, distribuzione di materiali sanitari e informativi, orientamento ai servizi, counselling, test rapidi e primo supporto psico-sociale.

Un ulteriore asse di intervento riguarda i P.A.D. – Percorsi Assistenziali per soggetti con Dipendenze Patologiche, rivolti a persone residenti nel Distretto Socio-Sanitario 42 e in carico ai Ser.D. dell’ASP di Palermo. Attraverso progetti personalizzati, budget individualizzati e il lavoro integrato tra équipe multidisciplinari, servizi sociali e sanitari, i beneficiari saranno accompagnati in percorsi di inclusione sociale, autonomia abitativa, formazione, lavoro e riduzione del rischio di ricaduta.

Grande attenzione sarà dedicata anche alla comunicazione sociale, con campagne di sensibilizzazione, materiali informativi, eventi pubblici, una Carta dei Servizi di prevenzione e cura delle dipendenze e una pubblicazione finale sui risultati raggiunti.

L’assessore alle Attività sociali, Mimma Calabrò (Ph. Comune di Palermo)

Il progetto mette al centro la persona con tutti i suoi bisogni e con la sua fragilità – ha affermato l’assessore ai Servizi Sociali Mimma Calabrò -. Un aspetto importante è che abbiamo allargato la sfera di intervento. Se prima, infatti, ci si rivolgeva a minori adesso interveniamo su giovani adulti e adulti. Alla base del progetto abbiamo l’attività di prevenzione e riduzione del danno  ma anche quella di cura e di presa in carico della persona nel quadro del suo reinserimento sociale. L’obiettivo è costruire una rete capace di raggiungere chi è più lontano dai servizi, offrendo non solo assistenza immediata, ma anche occasioni concrete di cura, autonomia e inclusione”.

Questo progetto è in continuità con le azioni precedenti – ha spiegato Laura Pavia, psicoterpeuta e referente di Don Calabria. Nello specifico, è stato intensificato il lavoro delle unità mobili, grazie alla collaborazione tra Asp. Comune e associazioni del Terzo settore. L’ampliamento forte è, in particolare, dettato dall’avvio, già a partire da domani, del primo Drop- In diurno. Oltre a quello diurno, ne avremo uno notturno che si attiverà a favore della persona solo dopo essere stata accolta in quello diurno. La modularità e la flessibilità dei servizi previsti dal progetto consente di attuare degli interventi di prossimità estremamente mirati e contestualizzati in base alle persone e ai luoghi, lungo un continuum che va dalla riduzione dei rischi a quella del danno”.

Bisogna dare atto all’Asp e al Comune di avere avviato già una rete capillare di interventi prima ancora che venisse emanata la legge regionale – ha detto il dottor Giampaolo Spinnato, direttore dell’Unità operativa complessa (Uoc) Dipendenze patologiche dell’Asp di Palermo -. Occorre intervenire sempre più precocemente, già in una fase iniziale con altri servizi, proprio nel periodo in cui la persona non ha ancora maturato l’idea di avviare un percorso terapeutico”. “Il progetto parte dal basso, dall’ascolto dei bisogni e dalla presenza nei luoghi in cui i fenomeni si manifestano – ha aggiunto Francesca Pruriti, psicologa e psicoterapeuta del Consorzio Sol-Co. Le due unità mobili, diurna e notturna, già attive da marzo, stanno modulando gli interventi sulla base dei consumi rilevati e delle persone incontrate, in sinergia con i servizi territoriali e con i gestori dei locali.

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