CATANIA. Catania rinnova il suo abbraccio a Sant’Agata in uno degli appuntamenti più significativi dell’Anno Giubilare e del IX Centenario della Traslazione delle Reliquie. Martedì 21 e mercoledì 22 luglio la Basilica Cattedrale apre le sue porte a un’ostensione straordinaria della reliquia del Capo della Patrona e del prezioso busto reliquiario che la custodisce, offrendo ai fedeli un’occasione unica di preghiera, raccoglimento e contemplazione.
L’iniziativa, promossa dall’Arcidiocesi di Catania in collaborazione con il Comune e il Comitato per la Festa di Sant’Agata, rappresenta una tappa del cammino che culminerà il prossimo 17 agosto, quando la città celebrerà i novecento anni dal ritorno delle reliquie della martire da Costantinopoli, avvenuto nel 1126. Per due giorni, dalle 9 alle 22, migliaia di pellegrini potranno sostare davanti alla reliquia più preziosa della Santa, mentre le celebrazioni eucaristiche saranno ospitate nella vicina Badia di Sant’Agata alle 7.30, alle 10 e alle 19.
L’ostensione assume quest’anno un significato ancora più profondo perché arriva al termine di un delicato intervento di restauro che ha restituito nuova luce al busto reliquiario e al Velo di Sant’Agata, due tra i simboli più amati della devozione catanese.

Il volto originario della Patrona torna a splendere
La sera del 20 luglio, nella Basilica Cattedrale, la comunità ha potuto ammirare per la prima volta il risultato del restauro eseguito dall’équipe specialistica della Direzione dei Musei e dei Beni Culturali del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, guidata dalla restauratrice Barbara Pinto Folicaldi.
Il lavoro ha restituito al busto reliquiario la sua originaria bellezza, riportando alla luce dettagli, cromie e caratteristiche rimaste per secoli nascoste sotto gli ex voto donati dai fedeli.
Alla presentazione hanno preso parte l’arcivescovo metropolita di Catania, monsignor Luigi Renna, il sindaco Enrico Trantino, il soprintendente ai Beni culturali Maurizio Auteri, la presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, suor Raffaella Petrini, la direttrice dei Musei Vaticani Barbara Jatta, il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, monsignor Giuseppe Baturi, il parroco della Cattedrale monsignor Barbaro Scionti e il vice direttore gestionale-amministrativo dei Musei Vaticani Alberto Albanese.
A illustrare il complesso intervento conservativo sono state poi la direttrice dei lavori Elisabetta Cioni e le restauratrici dei Musei Vaticani, che hanno accompagnato il pubblico alla scoperta delle operazioni svolte sull’opera.

Un restauro tra fede, arte e memoria
Nel suo intervento, suor Raffaella Petrini ha sottolineato come il valore dell’opera vada ben oltre l’aspetto artistico. «Sant’Agata non è soltanto la Patrona; è la Madre, la Custode fedele, la Protettrice a cui ricorrere nei momenti di prova», ha affermato, ricordando il legame profondo che unisce la martire alla città etnea.
Per questo motivo, ha spiegato, il restauro rappresenta prima di tutto «un atto di venerazione» nei confronti della Santa e della sua comunità.
Per evitare il trasferimento delle reliquie fuori dalla Cattedrale, i restauratori hanno lavorato direttamente all’interno del Palazzo Arcivescovile di Catania, dove il busto è stato sottoposto alle delicate operazioni conservative.
Il prezioso reliquiario, commissionato nel 1376 dal vescovo Marziale al maestro orafo Giovanni di Bartolo, custodisce il cranio della Vergine e Martire catanese ed è considerato uno dei più importanti capolavori dell’oreficeria medievale italiana.
Nel corso dei secoli la devozione popolare ha impreziosito il busto con centinaia di gioielli ex voto. Durante il restauro, collane, spille, medaglioni, pendenti e perle sono stati rimossi, catalogati e ricollocati su un apposito supporto tridimensionale che riproduce fedelmente la figura della Santa, consentendo così di restituire visibilità all’originaria policromia dell’opera.
Anche il Velo di Sant’Agata è stato sottoposto a un accurato intervento conservativo, affidato agli specialisti del Laboratorio di Restauro Arazzi e Tessuti dei Musei Vaticani.

La reliquia del Capo esposta alla venerazione dei fedeli
Uno dei momenti più significativi del restauro ha riguardato la reliquia del cranio della Santa, temporaneamente rimossa dal busto e collocata in una teca per consentirne l’ostensione pubblica. Proprio questa scelta permetterà ai fedeli, nelle giornate del 21 e del 22 luglio, di venerare eccezionalmente la reliquia del Capo insieme al busto restaurato e al Velo della Patrona.
Al termine del periodo di ostensione, la reliquia tornerà nella sua collocazione originaria il prossimo 17 agosto, giorno in cui Catania ricorderà il ritorno delle spoglie di Sant’Agata da Costantinopoli nel 1126, ricorrenza che quest’anno coincide con il IX Centenario della Traslazione. Per l’occasione saranno esposti anche il busto tattile tridimensionale con i gioielli ex voto restaurati, realizzato per consentire una fruizione più inclusiva del patrimonio artistico e devozionale.
Un anno storico per la Chiesa catanese
Le celebrazioni del IX Centenario rappresentano uno degli appuntamenti religiosi più importanti dell’anno per la Sicilia. A sottolinearne il valore è anche la decisione di Papa Leone XIV di nominare il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, Legato Pontificio per le solenni celebrazioni del 16 e 17 agosto. Un segno della particolare attenzione della Chiesa universale verso una ricorrenza che non appartiene soltanto alla storia di Catania, ma all’intero Mediterraneo cristiano. Novecento anni dopo il ritorno delle reliquie dalla lontana Costantinopoli, Sant’Agata continua infatti a rappresentare il simbolo di una fede capace di attraversare i secoli, unendo arte, memoria e devozione in un patrimonio spirituale che continua a parlare alle nuove generazioni e a richiamare pellegrini da ogni parte del mondo.








