HomeBuone notizieIl diritto alla normalità: i giovani con disabilità di Lab360 conquistano il Parco Avventura Madonie

Il diritto alla normalità: i giovani con disabilità di Lab360 conquistano il Parco Avventura Madonie

Due giorni di natura e autonomia per i ragazzi della cooperativa LiberaMente. La presidente Radicelli: «Ogni sorriso è una vittoria contro la burocrazia e l'isolamento»

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le culture e le arti all'Università di Palermo, con un master in Editoria e Produzione musicale all'Università IULM di Milano. Scrive di sociale per Il Mediterraneo 24 ed è addetta stampa per diverse organizzazioni del Terzo settore
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PETRALIA SOTTANA – Due giorni impressi nel cuore, fatti di aria pulita, sfide sospese tra gli alberi, risate e, soprattutto, una profonda sensazione di libertà. Per i giovani con disabilità del Lab360, il centro diurno gestito dalla Cooperativa Sociale LiberaMente, l’escursione al Parco Avventura Madonie è stata molto più di una semplice gita fuori porta: è stata un’affermazione del diritto alla felicità e alla normalità.

Dopo lo straordinario viaggio dello scorso anno, che aveva visto il gruppo esplorare le meraviglie delle Isole Eolie, quest’anno la scelta è ricaduta sul cuore verde della Sicilia. Un’esperienza immersiva che risponde a un bisogno fondamentale, spesso ignorato: permettere a questi ragazzi di vivere le stesse identiche esperienze dei loro coetanei, fatte di divertimento, adrenalina e condivisione.

Il valore della “normalità”

Per i giovani con disabilità e per le loro famiglie, la possibilità di accedere ad attività ricreative e d’avventura non è un lusso, ma una necessità vitale. Troppo spesso la quotidianità rischia di essere scandita solo da routine terapeutiche e barriere, non solo architettoniche ma anche sociali. Vivere due giorni da protagonisti in un parco avventura significa abbattere quelle barriere, sperimentare l’autonomia e godersi il diritto al divertimento in un contesto di assoluta parità.

«Due giorni che porteremo nel cuore – racconta visibilmente emozionata Antonella Radicelli, presidente della cooperativa LiberaMente -. Per molti dei nostri ragazzi questa è stata la prima vera gita, due giorni di emozioni, sorrisi, avventura e libertà. Vedere la felicità nei loro occhi è il senso più profondo di ciò che facciamo ogni giorno».

Un’inclusione che resiste (anche da sola)

Dietro il successo di queste giornate, però, c’è il lavoro silenzioso e instancabile di operatori e famiglie che spesso si trovano a dover colmare i vuoti delle istituzioni. La presidente Radicelli non nasconde le difficoltà strutturali con cui il terzo settore deve scontrarsi quotidianamente per garantire questi progetti: «Nonostante le difficoltà, la burocrazia e la solitudine in cui spesso vengono lasciate le strutture che lavorano davvero per l’inclusione, noi continuiamo ad andare avanti. Perché ogni esperienza vissuta dai nostri ragazzi è una conquista, ogni sorriso è una vittoria, ogni emozione condivisa è la prova che nessuno dovrebbe essere lasciato indietro».

L’avventura sulle Madonie si chiude così con un bagaglio pieno di ricordi preziosi e una certezza: l’inclusione non si fa a parole, si fa vivendola. «Questi due giorni non sono stati solo una gita – conclude la presidente -, sono stati integrazione, crescita, amicizia e felicità vera». E per Lab360, la prossima sfida è già all’orizzonte.

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