PALERMO – Un raccoglimento spirituale interreligioso per il superamento dell’Omotrasfobia in memoria di tutte le persone vittime di discriminazioni sociali e culturali. Con questo spirito si è svolta, ieri sera, la XX Veglia per il superamento dell’Omotransfobia, al Borgo Vecchio presso la chiesa di Santa Lucia, sostenuta da 33 associazioni. Il 17 maggio 1990 l’Organizzazione mondiale della Sanità ha cancellato l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali e nel 2007 l’Unione Europea ha istituito ufficialmente la “Giornata internazionale contro l’omofobia”. Per l’occasione, ieri, le comunità cristiane (cattoliche, valdesi, luterane, avventiste) e laiche si sono incontrate per pregare per tutte le persone vittime di discriminazione basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. L’obiettivo della veglia è quello di contribuire alla sensibilizzazione sociale sul tema della omofobia e della transfobia in tutti gli ambienti: scuola, lavoro, famiglia, comunità, società. A dare la sua testimonianza è stato Lucio che ha raccontato il suo percorso di coming out e gli obiettivi che è riuscito a raggiungere nonostante le diverse difficoltà che si presentano ancora oggi.
“Sono a Palermo da 40 anni – ha detto Willi, rappresentante della chiesa luterana -. Sono una credente che crede nelle libertà delle persone. Nonostante stiamo vivendo un periodo molto difficile, dobbiamo lo stesso nel nostro piccolo, continuare ad impegnarci, ogni giorno, nelle piccole realtà di quartiere. Mettersi in gioco per il prossimo è sempre una cosa bella. Bisogna, pure dare fiducia ai giovani, motivandoli in tutto quello che fanno. Faccio parte del coordinamento Pride e devo dire che, vedere tanti giovani che si stanno attivando per una meta comune, mi rende molto felice”.

“Ho voluto dare il mio benvenuto partendo da due parole centrali che sono accoglienza e abbraccio – ha detto p.Antonio Guglielmi, parroco di Santa Lucia -. Spesso dell’accoglienza si ha una visione colonialista e paternalista perchè siamo noi che dobbiamo accogliere le persone che hanno bisogno. Anche noi, in realtà, in uno scambio umano reciproco, riceviamo e siamo accolti. In un atteggiamento di povertà e di umiltà anche i poveri hanno qualcosa da donarci. Anche l’abbraccio autentico è importante perchè significa assumere l’altro. E’ un momento in cui dobbiamo riscoprire alcuni valori che stiamo perdendo. Lo stress e la vita movimentata fanno perdere il senso di ciò che è reale e di ciò che è vero. Anche in occasione di questa veglia, lontano da ogni atteggiamento di superiorità, dobbiamo accogliere chi vive le forme di discriminazione e di esclusione. Con la loro storia di sofferenza e di resistenza hanno sempre qualcosa da insegnarci”.
Al raccoglimento ecumenico hanno partecipato: Ali d’Aquila persone cristiane lgbt, comunità San Francesco Saverio, Chiesa Valdese, comunità evangelica Luterana Sicilia, comunità Kairòs, chiesa anglicana Holy Cross, AGedO Palermo, AGedO Ragusa, “Cammini di Speranza”, REFO (Rete Evangelica Fede e Omosessualità), parrocchia Santa Lucia, parrocchia SS. Pietro e Paolo Apostoli, parrocchia Maria SS. Madre della Misericordia, parrocchia di Santa Lucia, rettoria Sant’Annuzza, Casa Santa Chiara, Casa Àncora, Laici Missionari Comboniani Palermo, Libera Palermo, CVX comunità di vita cristiana di Palermo, MIR (Movimento Internazionale della Riconciliazione), Liceo delle Scienze Umane “Camillo Finocchiaro Aprile”, Fondazione Emanuele Parrino, In viaggio per Emmaus, Noi Siamo Chiesa, Rete delle Donne Luterane, Seventh-Day Adventist Kinship Europe, Chiesa Avventista del Settimo Giorno, associazione Pellegrino della Terra onlus, Centro Diaconale Istituto Valdese La Noce, libreria Europa, Gonzaga Campus, istituto di formazione politica Pedro Arrupe.








