HomeCronacaProvince“Come un pesce nella plastica”: l'appello d'arte itinerante di Nino Carlotta per salvare il mare siciliano

“Come un pesce nella plastica”: l’appello d’arte itinerante di Nino Carlotta per salvare il mare siciliano

Oltre mille chilometri in solitaria per trasformare i muri dell'Isola in luoghi di riflessione. Da Palermo a Pollina, 14 tappe in cui la fauna marina si fonde drammaticamente con i rifiuti dell'uomo, sostenute da una grande rete di cittadinanza attiva

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PALERMO. Quattordici opere, quattordici storie, un solo mare. Si è concluso dopo oltre mille chilometri percorsi in vespa, in solitaria, lungo il perimetro costiero della Sicilia “Come un pesce nella plastica”, il progetto di arte pubblica ideato e autoprodotto dallo street artist palermitano Nino Carlotta.

Siracusa-Priolo

Un viaggio artistico e umano che, partendo da Palermo e concludendo il viaggio nello stesso capoluogo, ha attraversato l’intero litorale siciliano trasformando muri, piazze e spazi pubblici in luoghi di riflessione sul rapporto sempre più complesso tra fauna marina e rifiuti prodotti dall’uomo.

Torretta Granitola

Nato con il sostegno di una rete di associazioni, amministrazioni locali, volontari e cittadini, il progetto ha intrecciato arte urbana, sensibilizzazione ambientale e partecipazione, portando il tema dell’inquinamento da plastica nella vita quotidiana delle comunità costiere. Ogni tappa ha dato vita a un’opera originale, realizzata in dialogo con il territorio e ispirata agli animali che abitano il Mediterraneo.

Sciacca

Dal quartiere Sperone di Palermo, dove il progetto ha preso avvio coinvolgendo associazioni impegnate nella tutela ambientale, fino all’ultima opera realizzata a Finale di Pollina, il percorso ha raccontato le esperienze di ‘convivenza forzata’ tra natura e rifiuti, con ma uno sguardo capace di mostrare come la plastica abbia invaso gli ecosistemi marini, modificandone equilibri, comportamenti e paesaggi.

San Vito Lo Capo

Nel corso delle quattordici tappe, animali simbolo delle coste siciliane si sono confrontati con oggetti comuni della nostra quotidianità: palloncini, bottiglie, sacchetti, cotton fioc, tappi, giochi da spiaggia, contenitori domestici e accessori di vario tipo: elementi utilizzati anche solo per pochi secondi che però possono invece permanere nell’ambiente per decenni.

Palermo

Diversi gli ‘oggetti-soggetti’ dell’opera di Carlotta: a Palermo e Capaci il progetto ha affrontato il tema dei palloncini dispersi nell’ambiente; ad Alcamo Marina una rana ha affidato i propri girini a una bottiglia di plastica trasformata in stagno artificiale; a Castellammare del Golfo una medusa e un sacchetto si sono fusi in un’unica immagine evocando gli errori fatali che colpiscono molte specie marine.

Oliveri

A San Vito Lo Capo e Marsala la natura si è confrontata con le proprie imitazioni artificiali, mentre a Torretta Granitola un paguro eremita ha trovato un tappo di plastica al posto della sua conchiglia.

Marsala

Il viaggio è toccato anche le tappe di Sciacca, Gela, Marina di Modica, Siracusa-Priolo, Riposto e Oliveri con opere dedicate ai rifiuti monouso, agli oggetti abbandonati sulle spiagge, all’inquinamento industriale e alla progressiva sostituzione degli elementi naturali con quelli artificiali.

Marina di Modica

Fino all’ultima immagine, “Stella cadente”, realizzata a Finale di Pollina: una stella marina appoggiata su una maschera da snorkeling abbandonata, simbolo dell’incontro tra la bellezza del mare e le tracce lasciate dall’uomo.

Gela

“La parte più bella di questo viaggio – afferma Nino Carlottaè stata la partecipazione delle persone incontrate lungo il percorso. Associazioni, volontari, studenti, cittadini e amministrazioni hanno dimostrato che, insieme, è possibile costruire maggiore attenzione verso il mare e l’ambiente. Le opere raccontano un problema, ma anche la responsabilità che ognuno di noi ha nel contribuire al cambiamento. E chissà che questo straordinario viaggio non possa ripartire ancora il prossimo anno”.

Finale di Pollina

Accanto alle opere, il progetto ha generato incontri, momenti di confronto e iniziative di cittadinanza attiva. In diverse tappe cittadini e cittadine, associazioni ambientaliste, studenti e studentesse, volontari e volontarie hanno partecipato a giornate di pulizia delle spiagge e attività di sensibilizzazione, dimostrando come l’arte possa diventare uno strumento concreto per costruire consapevolezza e partecipazione.

Castellammare del Golfo

Il bilancio di “Come un pesce nella plastica” è di quattordici opere che raccontano la convivenza imposta che sta trasformando il mare, un appello alla coscienza e alla cura dei territori e del mare.

Capaci

Partner del progetto sono stati Sperone167 ets, Luce Creative Studio, Plasticfree, Retake Palermo, Picolit Pub, Timbuktu Hostel, Ritrovarsi, Civico 111, BC Sicilia – Riposto, 10media con “Te la devi portare”, Ecol Sea, Afea Art & Rooms, Marika Hair Styling e il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) – UNIPA.

Alcamo Marina

Il viaggio di Nino Carlotta verrà raccontato da Luce creative studio con un prodotto audiovisivo.

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