HomeBuone notizieLa CAA rivoluziona l’Agrigentino: barriere abbattute in farmacie e centri estetici

La CAA rivoluziona l’Agrigentino: barriere abbattute in farmacie e centri estetici

Alla Summer School di Sciacca le storie di inclusione pratica che trasformano la salute e il benessere sul territorio. Le testimonianze della cosmetologa Rossella Valenza e della referente della rete Francesca Drogo

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le culture e le arti all'Università di Palermo, con un master in Editoria e Produzione musicale all'Università IULM di Milano. Scrive di sociale per Il Mediterraneo 24 ed è addetta stampa per diverse organizzazioni del Terzo settore
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SCIACCA (AGRIGENTO) – Abbattere le barriere della comunicazione per costruire una reale equità sociale, dimostrando che la cura di sé, il benessere e la salute non sono capricci o lussi esclusivi, ma diritti che devono essere accessibili a tutti. È questo il cuore pulsante della seconda edizione della Summer School del progetto “Abbraccia la cultura… in pratica”, svoltasi dal 28 al 30 maggio 2026 presso il Plesso Miraglia dell’I.I.S.S. “Don Michele Arena” di Sciacca.

L’evento, finanziato dall’Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione guidato da Mimmo Turano, ha visto la partecipazione dei rappresentanti di 50 istituti riuniti nella “Rete di scuole per comunicare” (che vede come capofila nazionale l’I.C. di Rezzato e come perno siciliano proprio il “Don Michele Arena”). Tre giorni intensi di laboratori e plenarie che hanno sancito un passaggio epocale: l’uscita della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) dalle aule scolastiche per impattare concretamente nei contesti di vita quotidiana. Tra le applicazioni più innovative e rivoluzionarie presentate spiccano quelle legate ai centri estetici di cura della persona e alle farmacie del territorio agrigentino.

L’estetica accessibile: “La cura di sé è dignità della persona, non un marketing del sociale”

Una delle testimonianze più forti e innovative è quella arrivata da Ribera, dove il Centro Estetica 2.0 ha interamente convertito l’accoglienza e i servizi chiave in simboli CAA. A raccontare questa scommessa, nata su proposta della professoressa Gisella Mondino, è Rossella Valenza, chimica cosmetologa del centro.

“Abbiamo abbracciato l’idea dell’utilizzo della Comunicazione Aumentativa Alternativa all’interno del nostro centro estetico perché pensiamo che prendersi cura del proprio corpo e di se stessi non sia un capriccio o un lusso, ma debba essere una cosa possibile per tutti”, spiega Valenza. “Quindi, quando parliamo di abbattimento di barriere, non dobbiamo soltanto pensare alle barriere architettoniche, ma anche a quelle verbali e linguistiche in generale”.

La cosmetologa scardina un pregiudizio diffuso: “Molti fanno l’errore di pensare che la CAA sia ad esclusivo utilizzo in presenza di neurodivergenze. In realtà è utilissima nei casi di disabilità acquisita successiva, ad esempio dopo un incidente, per la perdita della parola, nella demenza, ma anche nella non conoscenza delle lingue. Quando accogliamo persone straniere che non parlano l’italiano, abbiamo la necessità assoluta di comunicare in simboli”.

Il percorso del Centro Estetica 2.0 è partito lo scorso anno con un’etichettatura completa degli ambienti (cabine manicure, pedicure, depilazione, trattamenti viso e bagni) e si è concentrato sulla traduzione dei singoli servizi. “Ad oggi abbiamo convertito in CAA il servizio di pedicure, che era il più urgente e indispensabile. Sia perché avevamo già clienti con bisogni comunicativi complessi che lo effettuavano regolarmente, sia perché ogni persona ha due piedi e questo servizio allevia fastidi fisici reali ed effettivi. Successivamente, grazie a un progetto POC con l’Istituto ‘Crispi’ di Ribera, siamo riusciti a produrre e inserire anche le tabelle per la manicure”.

La visione di Rossella Valenza guarda al futuro con ambizione, ma anche con fermezza etica contro i rischi di strumentalizzazione commerciale: “Puntiamo a costruire una rete di centri che si occupano di cura della persona e che adottino consapevolmente la CAA. Non deve essere uno strumento da utilizzare come aggancio di marketing. Purtroppo il nostro ambiente ci ha dato tanti esempi di ‘benefit’ finalizzati al mero business. Noi vogliamo evitare questo. Vogliamo l’inserimento della CAA come lingua a tutti gli effetti all’interno di saloni di parrucchieri, palestre, centri di fisioterapia e SPA, tramite percorsi di formazione seri. Come è accaduto in passato per le buone pratiche di estetica oncologica, non serve una burocrazia rigida ma una coscienza comune per dare reale autonomia e indipendenza a chi decide di usufruire di questi servizi. Veniamo da una famiglia che ha vissuto la disabilità da vicino, con un familiare in sedia a rotelle per 17 anni; per noi l’approccio libero e senza barriere è naturale, e vogliamo che i nostri centri siano aperti a chiunque non abbia una comunicazione verbale tradizionale”.

Le “Tabelle Farmacia”: un dispositivo dinamico per la salute pubblica

Accanto al mondo del benessere, la CAA ridefinisce l’accessibilità sanitaria attraverso il progetto pilota delle “Tabelle Farmacia”, che vede il coinvolgimento attivo dell’Ordine dei Farmacisti di Agrigento (con la consegna del prototipo al presidente dell’Ordine, il dott. Maurizio Pace) e ben 20 farmacie coinvolte nella provincia.

A illustrare lo straordinario lavoro scientifico e grafico dietro questo strumento è Francesca Drogo, referente della rete di scuole per comunicare: “C’è stato un lavoro di riflessione importantissimo. L’equipe CAA di Sciacca ha effettuato veri e propri sopralluoghi all’interno delle farmacie, prendendo in esame gli spazi e i servizi offerti. Da lì è partita un’analisi e una ricognizione profonda dei bisogni per capire quali azioni venissero compiute dai fruitori con bisogni comunicativi complessi”.

Il risultato non è un semplice foglio stampato, ma un dispositivo altamente tecnologico e inclusivo. “Le tabelle iniziali sono state esaminate da ulteriori esperti e modificate per essere perfettamente fruibili”, continua Drogo. “Oggi si presentano come ‘tabelle dinamiche’ racchiuse in un dispositivo unico con delle linguette, dove l’utente può muoversi tra i vari servizi interni guidato da colori specifici. Chi ne fruisce ha un’immediata mappa visiva di cosa può fare nello spazio farmacia: può esprimere il proprio stato di salute, chiedere aiuto al farmacista per un malanno, indicare la posologia di un farmaco da banco o richiedere un cosmetico o un servizio specifico, come un elettrocardiogramma o un holter pressorio e cardiaco”.

Anche in questo caso, il valore del supporto supera i confini della disabilità. “Sarebbe un grave errore pensare a questo strumento come utile solo ai disabili”, ammonisce la referente. “Questo dispositivo è un ponte per chiunque si trovi in uno stato di fragilità comunicativa, anche transitoria, o per i cittadini extracomunitari. L’accesso visivo facilita e migliora la comprensione immediata”.

Il progetto, lanciato durante la scorsa Summer School di Abbraccia la cultura a Sciacca, ha visto una sinergia straordinaria: l’equipe CAA di Sciacca ha guidato le studentesse del corso SAS dell’Istituto “Don Michele Arena” nella formulazione dei contenuti medici e farmaceutici, mentre la realizzazione pratica, la scelta dei materiali durevoli e l’impostazione grafica sono stati curati da un architetto esperto in ausili e dispositivi.

“Questo alle farmacie è il primo approccio della nostra rete nazionale”, conclude Francesca Drogo. “Verrà siglato un protocollo d’intesa per coinvolgere sempre più strutture. La nostra speranza è che questa buona prassi si replichi capillarmente in tutti i contesti di vita, partendo dalle scuole della nostra rete che ormai copre diverse province e regioni d’Italia”.

Una rete che unisce la Sicilia e punta a Palermo

Il successo della Summer School di Sciacca dimostra come il modello della provincia di Agrigento sia diventato un punto di riferimento. La rete locale stringe oggi in un unico protocollo il “Don Michele Arena”, l’Istituto Superiore “Fazello” (rappresentato dalla professoressa Gisella Mondino, anima organizzativa della Summer School e volontaria dell’associazione Nova-Equipe CAA), tre istituti comprensivi di Sciacca (Dante Alighieri, Inveges e Mariano Rossi) e le scuole di Menfi, Alessandria della Rocca, Ribera, Petrosino e Marsala.

Ma l’espansione non si ferma: lo scorso 26 maggio il progetto è stato presentato a Palermo, presso l’I.C. “Di Vittorio” allo Sperone, in un incontro fortemente voluto dal Direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale Bernardo Moschella, pronto a estendere ufficialmente le buone pratiche della CAA anche a tutto il territorio palermitano. La comunicazione, quando si fa pratica, non lascia indietro nessuno.

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