PALERMO. Trasformare la malattia in una testimonianza di speranza. È la scelta di vita di Nunziatina Racalbuto, 71 anni, originaria di Palma di Montechiaro, che dal 1990 convive con la distrofia muscolare e che oggi racconta il proprio percorso umano e spirituale nel libro “Storia della mia vita. La malattia vissuta con la gioia della fede”. Sposata e madre di tre figli, Nunziatina ha insegnato per vent’anni come maestra elementare prima che la malattia la costringesse a lasciare il lavoro. Da quindici anni è seguita a domicilio dall’équipe multidisciplinare della cooperativa Capp in Azione Sociale, composta da neurologa, psicologa, fisioterapisti e assistente sociale. «Non mi sono mai sentita sola perché ho sempre cercato di vivere la mia malattia in relazione agli altri – racconta –. La mia famiglia mi ha sempre aiutato, ascoltato e compreso. Negli anni ho condiviso tanti momenti belli con tante persone. Non mi sono mai abbattuta perché scoraggiarsi non porta a nulla di buono».
I primi sintomi comparvero all’inizio degli anni Novanta, mentre la diagnosi arrivò nel 1993. Tre anni dopo fu costretta a lasciare l’insegnamento. Con il progressivo aggravarsi della patologia è arrivata anche la necessità di utilizzare la carrozzina. «All’inizio mi pesava tutto – ricorda – ma, grazie alle persone che mi sono state vicine, ho imparato ad affrontare la vita in maniera diversa. Con il tempo, grazie anche alla fede e alla mia forza interiore, ho imparato a vivere il presente valorizzando le piccole cose. La vita va accettata per quello che è. Dobbiamo riflettere sulle tante cose belle che abbiamo e non su quelle che ci mancano». Dopo un primo periodo di assistenza privata, Nunziatina ha conosciuto la cooperativa Capp in Azione Sociale attraverso un’amica affetta da sclerosi multipla. «Bisogna sapere chiedere aiuto a chi può darci una mano. Da quel momento la mia vita è migliorata grazie alla loro professionalità, alla pazienza e all’incoraggiamento che mi hanno sempre dato. Sono riuscita a superare alcune paure e a ritrovare maggiore sicurezza in me stessa. Con loro si è creata una vera relazione familiare».
Il libro che ha recentemente pubblicato non nasce con finalità commerciali. «Non l’ho scritto per venderlo, ma per donarlo alle persone che conosco. È una testimonianza che vuole essere uno strumento di speranza e conforto per chi vive la disabilità. Un gesto di amore e di cura verso gli altri, soprattutto verso chi tende a chiudersi nella tristezza e nella solitudine». Un percorso che chi la segue da anni conosce bene. «Fin da subito si è instaurata una relazione molto bella – spiega Maria Gennaro, psicologa di Capp in Azione Sociale –. Abbiamo lavorato insieme sull’accettazione graduale della perdita di autonomia. Un’accettazione mai vissuta come rassegnazione, ma come capacità di continuare a guardare avanti. Ha sempre avuto la forza di lasciare la malattia sullo sfondo, perché la sua vita è ricca di tanto altro».
Anche per Diego Urso, fisioterapista della cooperativa che la segue dal 2019, Nunziatina rappresenta un esempio per molte persone. «È una donna accogliente, piena di storie da raccontare. La fisioterapia ci aiuta a mantenere le sue capacità residue, soprattutto negli arti superiori, ma il suo valore va oltre l’aspetto clinico. È diventata un modello per altre persone con disabilità, che spesso ha accolto nella sua campagna per condividere momenti di serenità e gioia». Una storia fatta di fragilità, ma soprattutto di relazioni, fede e resilienza. Un cammino che dimostra come anche una condizione difficile possa diventare occasione di incontro e crescita, trasformando la disabilità non in un limite, ma in una risorsa da valorizzare nella comunità.








