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Monreale riscopre il dialetto: alla biblioteca Santa Caterina torna “Paroli scurdati, paroli attruvati”

In occasione della Giornata nazionale del dialetto, la Pro Loco di Monreale organizza per il quarto anno un’“Accademia letteraria” dedicata alla lingua locale

Benedetto Frontini
Benedetto Frontini
Perito elettronico, con una formazione in ingegneria elettronica. Ha lavorato nel mondo della televisione privata come tecnico e operatore. Nel 1984 l'approdo a TGS. Per il Giornale di Sicilia ha seguito il passaggio tecnologico. Dal luglio 2020 si dedica a tempo pieno alla famiglia e alla sua grande passione di videomaker, anche per "Il Mediterraneo 24"
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MONREALE. La “Giornata nazionale del dialetto” diventa, anche quest’anno, un’occasione per richiamare le comunità italiane a riconoscersi nella propria lingua locale. A Monreale l’appuntamento si rinnova per il quarto anno con “Paroli scurdati, paroli attruvati”, iniziativa promossa dalla Pro Loco e ospitata sabato 17 gennaio, presso la biblioteca comunale “Santa Caterina”.

L’evento si configura come una vera e propria “Accademia letteraria”, ispirata alle Accademie che furono attive a Monreale nel passato, in particolare durante quella che viene ricordata come un’epoca d’oro della vita culturale cittadina, coincidente con il lungo episcopato dell’arcivescovo Francesco Testa, dal 1754 al 1773. In quegli anni, i docenti del Seminario proponevano agli studenti tesi contrapposte, dando vita a dibattiti serrati e partecipati: due squadre, libri e documenti alla mano, si confrontavano con passione, senza concedere nulla all’avversario.

Lo spirito di quel tempo rivive oggi nell’iniziativa “Paroli scurdati, paroli attruvati”, che invita ogni partecipante a riportare alla luce una parola insolita o quasi dimenticata del dialetto locale. Ritrovarne il significato, raccontarne l’uso e la memoria significa rimetterla in circolo, restituendole dignità e futuro.

La Pro Loco di Monreale mantiene da anni alta l’attenzione sulla valorizzazione della lingua e della cultura locali. Un impegno che si traduce anche in iniziative teatrali, come la messa in scena, lo scorso 13 dicembre al teatro Imperia, del testo originale Giovanna Riggina ri Sicilia, grazie alla collaborazione con Francesca Vaglica e la sua compagnia.

Non mancano, inoltre, i riconoscimenti a livello nazionale. Monreale ha vinto più volte il prestigioso premio “Salva la tua lingua locale”: nell’ultima edizione ha conquistato il terzo posto con U viaggiu ri Penelope, prodotto dall’officina creativa animata da Mariella Sapienza, Pina Romeo, Maria Rita Curcio, Anna Trifirò e Rosa Granà. La città si è distinta anche nella sezione scuole dello stesso premio, ottenendo il primo posto nella categoria musica con l’Ics Margherita di Navarra.

Segni concreti di una comunità che continua a custodire e rinnovare la propria identità linguistica, facendo del dialetto non solo memoria del passato, ma strumento vivo di espressione culturale e collettiva.

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