Prendo spunto da questo “duello” in punta di lama, per chiedermi se l’approccio che si sta utilizzando per la spesa sociale e sanitaria (sarebbe bello, ma é impossibile in sicilia, scrivere socio-sanitaria), vada veramente incontro alle esigenze di un progetto di vita per le persone con disabilità e le loro famiglie. Lo scrivo da genitore, da operatore sociale, da esperto nel settore…
Ciò che realmente vedo ogni giorno é il dolore, la fatica, la rabbia, la frustrazione delle persone e delle famiglie incapaci di orientarsi e trovare risposte significative.
Finché i genitori sono in forze e i bambini o ragazzi in crescita, ci sono vari pannicelli caldi, fra tutti la Scuola, dove pure ci sono mille difficoltà.

Ma quando i genitori invecchiano e i figli sono grandi e sviluppano le loro patologie senza un vero progetto che li accolga e si prenda cura di loro, la disperazione spesso prende il sopravvento e non si è più neppure capaci di chiedere aiuto, tantomeno all istituzioni che, dal canto loro, vedono il problema solo se gli sbatte in faccia.
Non posso negare gli sforzi di tante realtà associative che cercano di sostenere le famiglie, ma manca uno sforzo corale e soprattutto manca un incontro e un sostegno laddove i giovani e le famiglie vivono.
Il dramma di tanti genitori è “cosa accadrà a mio figlio quando non ci sarò più”? Abbiamo anche letto di genitori che hanno preferito “farla finita” per non vivere questo incubo.
Di fronte a tutto questo sarà la riforma sperimentate la panacea di ogni male?
O sarà l’ennesima delusione e sconfitta di un sistema di welfare che non funziona?
Lo dico perché ad oggi sono stati spesi tanti milioni per rafforzare uffici e centri specializzati, imbarcando nuovo personale e aprendo nuovi servizi e uffici…ma la realtà delle persone e delle famiglie è cambiata?
Allora, per non farla più tanto lunga, dico che anche un centesimo non speso é una colpa grave e chiedo una commissione di inchiesta che verifichi con attenzione certosina dove stiano le responsabilità, quelle amministrative e quelle personali.
Qui parliamo di PERSONE e non di carte!







