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Addiopizzo Travel, una guida tra itinerari “etici”

Nel 2017 la Conferenza episcopale italiana ha inserito tra le “buone pratiche” della Settimana sociale anche Addiopizzo Travel: abbiamo parlato di questa realtà con il suo presidente, Dario Riccobono

Giorgio Pace
Giorgio Pace
Studente della facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Palermo, impegnato nel sociale. È co-fondatore di "AmUnì", un'associazione che vuole supplire all'assenza di rapporto tra gli universitari e il mondo del sociale, attraverso l'organizzazione di seminari, convegni e iniziative di volontariato. Da settembre 2020 collabora con "Il Mediterraneo 24"
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PALERMO. «Se il 70% dei commercianti siciliani paga il pizzo, venendo in Sicilia finanziamo la mafia»: è da questa osservazione di uno studente del nord Italia che, nel 2009, prende le mosse l’idea di far nascere Addiopizzo Travel, il tour operator che propone esclusivamente itinerari “pizzo free”, per aiutare tutti quei titolari di alberghi, bed and breakfast, ristoranti, aziende agricole e agenzie di trasporti che hanno deciso di restare liberi e di non piegarsi all’arroganza mafiosa. A trasformare in realtà quest’idea, i tre dei fondatori del “Comitato Addiopizzo”: Dario, Francesca ed Edoardo, il primo laureato in Scienze della comunicazione con una tesi sull’agriturismo di Portella della Ginestra (che sorge su un terreno confiscato alla mafia), la seconda impegnata per conto di Addiopizzo sul fronte degli incontri nelle scuole e il terzo guida cicloturistica e webmaster. Nel 2017, la Conferenza episcopale italiana ha inserito tra le “buone pratiche” della Settimana sociale anche Addiopizzo Travel.

La mission di Addiopizzo Travel

Un po’ come tutti i fondatori di Addiopizzo (ma un po’ come ogni siciliano), anche loro si sono trovati a un certo punto davanti al bivio tra l’emigrazione e la creazione di un futuro nell’Isola. E loro hanno optato per la seconda strada, dando vita a una cooperativa con la licenza da tour operator che oggi dà lavoro a circa 20 persone tra lavoratori a tempo indeterminato e guide turistiche a partita IVA. L’idea è quella di applicare anche al settore turistico la filosofia di Addiopizzo (“pago chi non paga”), per coinvolgere in questa lotta anche chi siciliano non è. «Ci sono due modi di raccontare la Sicilia – riferisce il presidente di Addiopizzo Travel, Dario Riccobono -. Si può raccontare la bellezza di questa terra senza nominare minimamente la mafia: ma il fatto è che, se vieni da lontano, carico dei preconcetti che nessuno qui ti mette in discussione, torni a casa tale e quale. Da parte nostra, è come quando riceviamo a casa degli ospiti e nascondiamo la polvere sotto il tappeto: tu puoi occultarla, ma resta lì. Noi, a chi arriva con dei pregiudizi, diciamo con coraggio ‘Discutiamone insieme’. Il secondo modo di raccontare la Sicilia – certamente ben più dannoso – è quello dei ‘mafia tour’, che vede i pullman assaliti da finti briganti mentre salgono a Savoca o la descrizione dei luoghi ad opera del boss da film con coppola e sigaro. Addirittura, un tour operator americano incontra il figlio di Provenzano e lascia alla sua bocca il racconto della Sicilia».

Le attività

Addiopizzo Travel si muove su più fronti: turismo scolastico, escursioni, tour di weekend o settimanali – che si vendono tanto a famiglie, quanto a tour operator che li rivendono –, turismo esperienziale, dove gli incontri con i testimoni sono fondamentali. Uno di questi tour esperienziali si svolge addirittura in bicicletta nell’alto Belice corleonese, per guardare una terra tanto ferita anche da angolature solitamente non praticate. Minimo comun denominatore è ovviamente la selezione dei fornitori dal catalogo di Addiopizzo. Per vivere la Sicilia sotto ogni punto di vista, ma soprattutto per supportare degli imprenditori che a testa alta dicono di no al parassitismo mafioso, è possibile comprare i pacchetti direttamente sul sito www.addiopizzotravel.it.

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