8.2 C
Palermo
lunedì, 9 Marzo 2026
HomeBuone notizieArtigianato innovativo, consegnati gli arredi per "il Bar al buio"

Artigianato innovativo, consegnati gli arredi per “il Bar al buio”

Realizzati modelli tattili dei monumenti di Palermo e percorsi sensoriali che oggi arricchiscono il bar dell’Istituto dei ciechi Florio-Salamone

spot_img
spot_img

PALERMO. Si sono aiutati a vicenda e hanno condiviso le loro competenze. Cinque ragazzi del servizio sociale per i minorenni e cinque non vedenti hanno partecipato insieme al progetto “Artigianato innovativo – percorsi di formazione e integrazione sociale” dell’associazione Lisca Bianca e della cooperativa Oltresenso.
Durante il percorso, da settembre a febbraio, sostenuto con i fondi dell’8xmille alla Chiesa valdese, i ragazzi hanno avuto modo di apprendere tecniche di falegnameria e 3D e prendere parte alla progettazione e alla realizzazione di oggetti che oggi arredano il bar al buio dell’istituto dei ciechi Florio-Salamone.

Ci sono monumenti, simbolo della città come il castello della Zisa e la Cattedrale, riprodotti in rilievo per permettere alle persone non vedenti e ipovedenti di percepire i volumi, le proporzioni e i dettagli artistici tramite il tatto. Ci sono anche riproduzioni di animali e percorsi olfattivi.

I ragazzi, seppur con vissuti diversi, hanno lavorato insieme – spiega Zeno Franchini, vicepresidente di Lisca Biancae si sono supportati reciprocamente. Hanno scoperto forza e talenti”.

La coop Oltresenso è una start-up nata da un contest promosso dalla diocesi e dalla Caritas di Palermo col sostegno dai fondi dell’8xmille della Chiesa cattolica.

Questi arredi, che sono frutto di un progetto inclusivo, – aggiunge Lorenzo Bassano, presidente della cooperativa Oltresensoarricchiscono il Bar al buio, luogo dove i visitatori possono vivere un’esperienza sensoriale immersiva: in assenza della vista, toccano, ascoltano e percepiscono odori e sapori, mettendosi nei panni di chi quotidianamente convive con la disabilità visiva”. Gli arredi realizzati dai giovani diventano così parte integrante dell’esperienza, non semplici oggetti ma strumenti di percezione e partecipazione.

Presenti alla cerimonia di consegna degli arredi anche Tommaso Di Gesaro, presidente dell’istituto dei ciechi, Giovanna Virga presidente della sezione territoriale dell’Uici, don Sergio Ciresi, direttore della Caritas diocesana, Giusy La Monica dell’Ufficio di servizio sociale per i minorenni e l’assessore alle Attività sociali, Mimma Calabrò che ha ricordato l’importanza di “aprire gli occhi ad una società che fino a poco tempo fa emarginava chi aveva una diversità, oggi invece, lo valorizza e riconosce i suoi punti di forza”.

Antonio Stampeta e Manuel Rinaudo hanno partecipato al progetto. “Siamo non vedenti – hanno commentato i ragazzi – eppure questo progetto ci ha aperto gli occhi e ci ha fatto conoscere potenzialità che non sapevamo di avere”.

spot_img

Leggi anche

spot_img
spot_img

Ultime notizie

spot_img