HomeBuone notizieDal Pcto al volontariato: il servizio degli studenti al Centro Astalli di Palermo

Dal Pcto al volontariato: il servizio degli studenti al Centro Astalli di Palermo

Gli alunni del liceo Finocchiaro Aprile raccontano il percorso di formazione scuola-lavoro, realizzato grazie al progetto “Volontar-io”: tra doposcuola e incontri interculturali, nasce una nuova consapevolezza e il desiderio di continuare a impegnarsi per gli altri

Serena Termini
Serena Termini
È nata il 5 marzo del’73 e ha tre figli. Dal 2005 è stata la corrispondente dell'agenzia di stampa nazionale Redattore Sociale con cui oggi collabora. Da sempre, ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua competenza sociale, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: "fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo".
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PALERMO. Tanto entusiasmo, emozione e desiderio di continuare l’esperienza di volontariato per i bambini e le bambine che frequentano il Centro Astalli di Palermo. Li espromono i giovani del liceo delle Scienze umane Finocchiaro Aprile che hanno completato il percorso FSL (Formazione Scuola Lavoro). Un’esperienza possibile grazie al progetto Volontar-io, grazie al quale il Centro ha stipulato sei accordi con altrettanti istituti.
In questi mesi, questa esperienza mi ha lasciato davvero tanto – ha raccontato soddisfatta Lavinia di 16 anni -. Mi ha permesso di relazionarmi meglio con gli altri e conoscere molte culture diverse. Sicuramente, per noi giovani è un’attività che ci permette di responsabilizzarci per iniziare ad essere più grandi. La piattaforma è utile perchè il volontariato non è un tema di cui si discute tra giovani e con i genitori”.

Abbiamo partecipato pure alla presentazione della piattaforma Volontar.io – ha continuato Giorgia di 16 anniche ci permetterà di capire come proseguire la nostra attività di volontariato. L’esperienza è stata bella perchè interagire nella piena gratuità ci ha portato ad un arricchimento reciproco”. “Ricordo, in particolare, la conoscenza con una ragazza di scuola media la cui famiglia stava facendo il Ramadan – ha aggiunto Federica pure lei di 16 anni -. Piacendo a tutte e due disegnare, ci siamo pure scambiate in maniera molto affettuosa i nostri disegni. Fin da piccola, essendo pure scout, mi è sempre piaciuto aiutare gli altri in vario modo. Mi piacerebbe, in futuro, continuare questo servizio perchè mi ha fatto stare bene”. “L’attività che abbiamo svolto è stata perfettamente in linea con gli studi che abbiamo scelto di fare – ha detto, inoltre, Alice di 16 anni -. Nel doposcuola, ho cercato di lasciare che i bambini pensassero con la loro testa per rispettare soprattutto i loro tempi e spazi. Solo in un secondo momento intervenivo per aiutarli. Mi piacerebbe rifare l’esperienza anche a conclusione della scuola”.

Fino a questo momento abbiamo seguito tre gruppi di giovani – ha spiegato Noemi Lauro, psicologa e formatrice del progetto Volontar.io -. I giovani di oggi hanno una consapevolezza diversarispetto al passato e questo è un aspetto positivo sul piano della formazione alla cittadinanza attiva. Confrontandosi con bambini e le ragazzine più piccole di loro si sono scoperti più grandi e responsabili. Chiaramente, cerchiamo attraverso la formazione di favorire la nascita di quella scintilla che li spingerà al desiderio di proseguire la loro attività di volontariato”.

Il progetto Volontar-io è promosso dal Centro Astalli di Catania e Palermo insieme all’Istituto Arrupe con il sostegno di Fondazione Con il Sud.  “Volontar-io” nasce con l’obiettivo di attrarre i giovani al volontariato parlando i loro linguaggi e utilizzando i loro strumenti digitali. L’intenzione è quella, infatti, di ribaltare il modello tradizionale: non è più il volontario a cercare l’organizzazione ma è l’organizzazione a raggiungerlo dove vive – online, sui social, nelle scuole e nelle università. In questo modo, la community digitale in volontar-io.it è uno spazio virtuale di incontro, formazione e attivazione concreta. La piattaforma funziona in modo semplice: dopo la registrazione, il sistema analizza preferenze e disponibilità del candidato volontario, offrendo accesso a un’area formazione, una biblioteca digitale con materiali di approfondimento, un calendario eventi e una bacheca con richieste in tempo reale da parte di associazioni ed enti. Unaweb app che consente di rispondere a micro-attività “on demand”: ascolto e supporto da remoto, consulenze telefoniche, creazione di contenuti digitali, contributi educational o presenza su chiamata in occasione di specifiche attività. Per chi desidera un coinvolgimento più strutturato, i Centri Astalli di Palermo e Catania attiveranno percorsi formativi in presenza finalizzati al coinvolgimento nei servizi offerti, dall’insegnamento della lingua italiana allo sportello legale.

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