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martedì, 10 Febbraio 2026
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MuST23, il Maxiprocesso diventa esperienza immersiva tra memoria e AI

Nel 40° anniversario della prima udienza del Maxiprocesso, il MuST23 di Capaci lancia un progetto che unisce memoria civile e tecnologie digitali. Due eventi a Palermo e Capaci rileggono il più grande processo alla mafia in maniera innovativa

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CAPACI (PA) – In occasione del quarantesimo anniversario della prima storica udienza del Maxiprocesso contro Cosa Nostra, il MuST23 – Museo Stazione 23 Maggio di Capaci presenta un innovativo progetto culturale volto a trasformare la memoria civile in un’esperienza immersiva e accessibile a tutti.
L’iniziativa, realizzata dalla cooperativa sociale Addiopizzo Travel
nell’ambito del PNRR (Transizione Digitale Organismi Culturali e Creativi), mira a valorizzare e preservare un patrimonio documentale e umano di straordinaria importanza attraverso l’uso di tecnologie avanzate.

Lunedì 9 febbraio, nell’Aula Bunker del carcere Ucciardone, l’evento “Dentro il Maxiprocesso. Memoria e tecnologia a 40 anni dall’inizio del processo alla mafia” riunisce magistrati, giornalisti e protagonisti di quella stagione – da Giuseppe Ayala (pubblico ministero al Maxiprocesso)a Salvatore Cusimano – per riflettere sull’eredità giudiziaria e culturale del processo che ha cambiato la storia del contrasto a Cosa nostra. Con la partecipazione, tra gli altri, del Presidente del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini.
Il percorso prosegue mercoledì 11 febbraio al MuST23 di Capaci, dove viene presentata alla stampa una nuova esperienza in realtà virtuale dedicata al Maxiprocesso, insieme a strumenti di intelligenza artificiale applicati agli atti giudiziari per consentire ricerche avanzate a giornalisti e studiosi. A seguire il firmacopie del nuovo libro di Pietro Grasso, “’U Maxi, Dentro il processo a Cosa Nostra”.

Dentro l’Aula Bunker: l’esperienza della Realtà Virtuale

Il cuore del progetto risiede nello sviluppo di un’applicazione in realtà virtuale che ricostruisce fedelmente l’Aula Bunker di Palermo. I visitatori potranno esplorare uno spazio simbolico solitamente inaccessibile, rivivendo i momenti più significativi di quello che è stato il più grande processo alla mafia mai celebrato.
Vogliamo che i giovani non solo leggano del Maxiprocesso, ma che sentano il peso di quelle mura e il coraggio che ha abitato quegli spazi – dichiara Francesca Vannini, Presidente di Addiopizzo Travel. Entrare virtualmente nell’Aula Bunker significa guardare la storia negli occhi, trasformando la testimonianza in un’emozione profonda che scuote le coscienze. Non è solo tecnologia, è un ponte teso verso chi non c’era, affinché la memoria di quella lotta diventi un battito condiviso nel cuore di ogni visitatore.

L’Intelligenza Artificiale al servizio della Verità

Parallelamente, il progetto ha previsto la digitalizzazione di una selezione di atti processuali originali. Grazie alla collaborazione con il Tribunale, che ha fornito i materiali d’archivio, l’integrazione dell’intelligenza artificiale permette oggi una consultazione digitale e una ricerca avanzata dei contenuti, rendendo questi documenti uno strumento vivo di studio e conoscenza.

Dario Riccobono, Direttore di MuST23, commenta: “Abbiamo liberato la memoria dalla polvere degli archivi per restituirla alla collettività. Grazie all’intelligenza artificiale, le migliaia di pagine del Maxiprocesso smettono di essere carta immobile e diventano un dialogo aperto con il presente. Dal 10 febbraio, quarantesimo anniversario dell’inizio del Maxiprocesso, collegandosi al sito maxiprocessoai.must23.it sarà possibile consultare gratuitamente 84 documenti (pari ad oltre 16.000 pagine) del processo più importante contro Cosa Nostra. Vogliamo che ogni cittadino possa interrogare la storia, cercare la verità tra le righe e sentire che questo immenso patrimonio di giustizia non è un capitolo chiuso, ma una bussola che ancora oggi orienta il nostro cammino civile.

Il percorso si arricchisce ulteriormente con un documentario dedicato, prodotto dalla TGR Sicilia e dalla Sede regionale RAI di Palermo, che entrerà a far parte in maniera esclusiva dell’esposizione permanente del museo.
MuST23, il museo immersivo sorto a Capaci e che già nel 2024 aveva lanciato l’esperienza in realtà virtuale della ricostruzione della strage di Capaci, si conferma come un luogo dinamico di conservazione e trasmissione della memoria collettiva. L’integrazione di linguaggi digitali innovativi facilita la fruizione di materiali complessi, garantendo che l’eredità della lotta alla criminalità organizzata continui a parlare alle nuove generazioni.

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