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lunedì, 19 Gennaio 2026
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Dallo Zen un patto contro il disagio giovanile

La parrocchia di San Filippo Neri ha ospitato il primo incontro degli Stati generali per l'infanzia e l'adolescenza con oltre 150 realtà del Terzo Settore, scuole, istituzioni, parrocchie, forze dell’ordine, volontari e tanti cittadini. L'arcivescovo Lorefice: "Questa è la via per essere fedeli alla nostra città"

Serena Termini
Serena Termini
È nata il 5 marzo del’73 e ha tre figli. Dal 2005 è stata la corrispondente dell'agenzia di stampa nazionale Redattore Sociale con cui oggi collabora. Da sempre, ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua competenza sociale, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: "fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo".
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PALERMO. “La città deve diventare un laboratorio di welfare di comunità e partecipazione, dove ogni giovane trovi ascolto, dignità, opportunità di crescita e autodeterminazione”. A sostenerlo con forza sono 150 realtà sociali (associazioni, cooperative, enti del terzo settore e del privato sociale, parrocchie e cittadini/e) di Palermo che, ieri, durante gli “Stati Generali per l’infanzia, l’adolescenza e le Politiche Giovanili” hanno presentato il loro manifesto alle istituzioni. L’incontro, che ha avuto una notevole partecipazione, è avvenuto ieri pomeriggio, presso il Teatro della chiesa San Filippo Neri dello ZEN.

L’obiettivo è quello che dall’incontro possa definirsi una “road map” che porti all’approvazione di un Piano cittadino per l’infanzia e l’adolescenza. All’iniziativa hanno partecipato parecchi rappresentanti istituzionali e politici che si sono messi in ascolto delle associazioni. Tra questi, erano presenti esponenti di: giunta comunale (assessori Anello, Calabrò, Carta, Ferrandelli, Tamajo), Prefettura, Tribunale Minorile, Questura e Comando dei Carabinieri, Centro di Giustizia Minorile, ASP, scuole, facoltà universitarie, Ordini professionali, Uffici pastorali della diocesi e rappresentanti delle diverse confessioni religiose.

L’arcivescovo Corrado Lorefice

“È tempo di rilanciare un modello di welfare territoriale di prossimità, basato sulla cooperazione tra istituzioni pubbliche, enti sociali, scuole e cittadini e cittadine – si legge nel documento -. Per farlo in modo armonioso, la città ha bisogno di uno strumento di programmazione sociale stabile, permanente, aggiornato e integrato, capace di rispondere prontamente ai bisogni della comunità”. “E’ importantissimo intanto che oggi siamo insieme, pur con le nostre diversità – ha affermato il salesiano don Enzo Volpe di Casa A’ncora, portavoce dell’organizzazione – per sostenere in maniera unitaria tutti i punti di questo documento. Ci aspettiamo una politica concreta che parta dai bisogni reali dei giovani dei nostri quartieri. I tre aspetti importanti da cui bisogna partire sono: la liberazione della politica dagli interessi di parte e di appartenenza ai vari recinti privati, l’ascolto reale della politica della comunità che dal basso opera spesso anche senza risorse e la consapevolezza che è possibile fare rete in una prospettiva di partecipazione costruttiva per i bene dei più piccoli della nostra città”.

In particolare, tra le proposte operative, specificate nel documento si chiede di: realizzare i Poli Educativi Territoriali, finanziare in maniera strutturale i progetti di contrasto alla povertà educativa, dare una integrazione effettiva tra scuola e terzo settore attraverso protocolli d’intesa, rafforzare i percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP).

Ha concluso l’arcivescovo Corrado Lorefice. “Ci siamo riappropriati della democrazia partecipativa. Questa è la via più autentica per essere fedeli alla nostra città. La democrazia partecipativa e rappresentativa sarà così meno distratta dagli equilibri di potere e dalla tenuta delle alleanze politiche, sarà meno autoreferenziale, perché possa essere sempre di più politica che presuppone passione per la città. Le periferie sono un tradimento della Costituzione che si fonda sulla dignità inalienabile della persona. Le periferie nascono quando perdiamo l’unico vero centro che è ogni persona che abita la nostra città. Oggi, Palermo è risorta con la speranza e l’impegno concreto che  responsabilmente ci stiamo prendendo tutti”.

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