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mercoledì, 10 Agosto 2022
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Il Cav Bagheria si racconta: in 25 anni aiutati 800 bambini con le loro mamme

Un sostegno concreto alle donne incinte o che hanno da poco partorito in difficoltà economiche e non solo. A offrirlo sono le volontarie del Centro di aiuto alla vita bagherese. Attivo un numero h24 per rispondere alle richieste di aiuto

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le Culture e le Arti all'Università degli Studi di Palermo, con un master in Editoria e Produzione Musicale all'Università IULM di Milano. Si occupa di cultura, turismo e spettacoli per diverse testate online e da addetto stampa. Scrive di sociale per "Il Mediterraneo 24"

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BAGHERIA. Venticinque anni fa una bimba venne lasciata in un sacchetto di plastica assieme ai vestiti nei locali della Caritas di Bagheria. Dopo quel fatto, i volontari non sono rimasti indifferenti. Sono scesi in campo e hanno dato risposte concrete. Nacque così il Cav di Bagheria. Da allora a oggi, il Centro ha sostenuto nel percorso verso la nascita e successivo circa 800 bambini, fornendo alle mamme e per i bambini beni di prima necessità, fondamentali nella prima fase e fino al primo anno di vita.

Da 25 anni, dunque, il Centro di Aiuto alla Vita di Bagheria opera nel territorio attraverso azioni di supporto morale, legale ed economico verso le donne in gravidanza.

“Le difficoltà della vita non si superano sopprimendo la vita, ma superando insieme le difficoltà”, è lo slogan che muove i CAV in tutta Italia, dalla fondazione con il primo centro a Firenze nel 1975. “Anche una sola vita salvata per noi ha una grande importanza”, dichiarano dal Centro bagherese, le cui volontarie iniziano l’attività un anno dopo dal 27 settembre 1996, nel giorno di San Vincenzo De Paoli, con il ritrovamento di quella bimba tra gli abiti dismessi, all’interno di una sacca, di fronte ad un centro Caritas presso Palazzo Butera, a Bagheria.

Da allora, le volontarie della sede operativa in via Ciro Scianna 137 a Bagheria si adoperano per un servizio alla vita e per la vita, certe dei cambiamenti culturali e delle difficoltà del nostro tempo, ancora persistenti. “Non è naturale infatti, dire si alla vita, in contesti in cui spesso mancano beni fondamentali come una casa o un lavoro”.

Sono tante le mamme in difficoltà spesso economica che si rivolgono al Centro bagherese, dov’è attivo un numero telefonico 24 ore su 24 ed uno sportello di accoglienza e ascolto attivo gestito da professionisti, ma su base volontaria.

Tra i progetti del CAV di Bagheria, che quest’anno festeggia 25 anni, c’è l’apertura di una casa-famiglia per le mamme e i bambini. Accanto ai servizi c’è il “Progetto Gemma”, di adozione prenatale a distanza dedicato a quelle mamme che, intente a praticare l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) si rivolgono poi al Centro. Con questa iniziativa, a cui partecipano singoli, famiglie, gruppi e parrocchie, si sostiene la gestazione di una mamma, accompagnandola nei suoi bisogni, come l’affitto di una casa o una visita medica specialistica, e in quelli del bambino fino al primo anno di vita. Una delle tante storie è quella di Sabrina, 27 anni, che rivolgendosi al Centro bagherese, non avendo un letto dove dormire, con gioia adesso è mamma dei suoi quattro figli.

Un numero di telefono è sempre attivo per l’assistenza alle mamme e alle future mamme: 388.9206326. Come servizio, il Centro è legato alle parrocchie dalle quali riceve aiuti in termini di raccolta alimenti. In occasione della Giornata per la vita, la prima domenica di febbraio, i volontari sono presenti con l’offerta di una primula in cambio di un aiuto. Una culla per la vita è stata realizzata nella chiesa madre di Bagheria, che accoglie i bimbi appena nati che le famiglie non hanno la forza di sostenere.

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