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giovedì, 6 Ottobre 2022
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Il rap contro la mafia degli studenti detenuti

Il brano degli alunni dell'istituto penale minorile Bicocca di Catania ha ricevuto una menzione speciale all'interno del progetto educativo antimafia, promosso dal Centro studi Pio La Torre

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PALERMO. “Ci vuole cultura, ci vuole coraggio/non ci adeguiamo, questo è il nostro viaggio” è questo il messaggio che un gruppo di studenti detenuti dell’istituto penale minorile Bicocca di Catania ha voluto lanciare con un rap realizzato per il bando di concorso “Nel nome di Pio La Torre, 40 anni dopo, rinnovato impegno” ricevendo una menzione speciale all’interno del progetto educativo antimafia, promosso dal Centro studi Pio La Torre e rivolto a tutti i ragazzi delle scuole coinvolte, da Nord a Sud Italia.

I giovani di tre scuole del Nord, del Centro e del Sud, che simbolicamente raccoglieranno il testimone generazionale dell’antimafia contro le nuove mafie, sono stati premiati per i loro elaborati nel corso della cerimonia di ricordo di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, che si è svolta nei giorni scorsi, all’Ars. Gli studenti detenuti di Catania, coordinati dalle docenti referenti Marianna Vita e Daniela Cristaldi, hanno realizzato un video preceduto da un’intervista-dialogo e poi hanno scritto un brano intitolato “Questo è il nostro viaggio”.

“Hai mai avuto comportamenti mafiosi?” – Chiedono nell’intervista gli studenti della scuola Cpia Ct1 – “Alcune volte, quando ho adottato comportamenti aggressivi e prepotenti per far valere le mie ragioni a tutti i costi”, è la risposta. E ancora: “Chi ha perso la vita per combattere la criminalità organizzata deve essere considerato un eroe, un fesso o una persona “normale”? “Una persona normale, ma poiché non tutti fanno la loro parte, la persona diventa eroe o rischia di diventare un ‘signor nessuno’, uno che non esiste”. E poi: “Molti dicono: ‘La mafia è bella’”. “Di bello ci possono essere i soldi facili e una vita breve e intensa, ma si vive male, in uno stato di ansia perenne. E che vita è senza libertà?”. La sete di riscatto emerge nel brano rap realizzato, come spiegano gli stessi studenti: “La parte finale del testo contiene uno slogan pieno di fiducia e speranza – dicono – il cambiamento non avviene se parliamo solamente, invece di agire. Noi giovani possiamo farlo, modificando il nostro modo di pensare con l’aiuto responsabile di tutti”.

Le particolari restrizioni indotte dalle norme anticontagio quest’anno hanno complicato la possibilità di seguire per molti detenuti le videoconferenze del progetto educativo antimafia. Nonostante ciò, è stato registrato un aumento della partecipazione delle scuole all’interno delle carceri, passate da 9 a 17, e il rap realizzato dagli studenti di Catania sembra testimoniare la necessità di portare il messaggio di Pio La Torre anche dietro le sbarre.

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