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giovedì, 6 Ottobre 2022
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Quando i ragazzi si fanno “ponte” tra le persone: ecco nuovi facilitatori linguistico culturali e orientatori al lavoro

Consegnati gli attestati ai partecipanti al corso di formazione del progetto Harraga2, a cura di CESIE e SEND. Giulia Di Carlo, coordinatrice di CIAI in Sicilia, racconta il percorso compiuto e cosa potranno fare da adesso in poi nel mercato del lavoro

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PALERMO. Facilitatori linguistico culturali e orientatori al lavoro peer, sono due professioni fondamentali dentro una società che rivendica di essere interculturale e vicina alle comunità immigrate e ai loro bisogni. Rappresentano dei ponti e connettori tra le persone che parlano lingue diverse e hanno codici culturali diversi, dentro le istituzioni come la questura o gli uffici comunali, l’anagrafe, le associazioni, e dentro tutte quelle realtà che offrono servizi rivolti a tutti e tutte. Se si dovessero rappresentare verrebbero rappresentati come dei traghettatori che accompagnano i propri conterranei alla scoperta di un mondo nuovo e sconosciuto.

Spesso si dimentica che chi arriva da un altro continente deve avere a che fare con la burocrazia italiana profondamente diversa da quella di qualsiasi altro Paese, spesso chi arriva qui è chiamato ad affrontare questo nuovo mondo da solo. Quando il servizio di accoglienza delle istituzioni fa acqua da tutti i lati, sopperiscono le associazioni e il terzo settore e progetti come Harraga 2 che immagina e costruisce percorsi di accoglienza per giovani stranieri non accompagnati, per ragazzi che qui non hanno nessuno che li sostenga nelle loro scelte. Harraga ha come capofila il CIAI, il CESIE, SEND, la CLEDU e il Comune di Palermo, prevede diversi tipi di azioni, dalle scuole, agli insegnanti, ai laboratori interculturali, tra i vari step sono anche pensati dei percorsi di formazione per diventare Facilitatori linguistico culturali e Orientatori al lavoro peer to peer (da pari a pari).

E sono proprio le associazioni le prime ad adottare queste figure professionali, come facilitatori e mediatori, in contesti multiculturali «I ragazzi e le ragazze che hanno partecipato a questo secondo ciclo di formazione si sono confrontato con i temi della facilitazione e dell’orientamento al lavoro in ambienti interculturali, multiculturali e misti – racconta Giulia Di Carlo, coordinatrice CIAI a Palermo -, sono stati consegnati i certificati che permettorno di spendere le competenze acquisite in posti come Moltivolti, uno spazio di comunità interculturale, ma anche in ambienti come la Casa dei Diritti che è uno spazio comunale dove i ragazzi si potranno interfacciare con professionalità diverse. Speriamo che la figura sia sempre più utilizzata negli ambienti interculturali e multiculturali del comune di Palermo ma anche delle province del tribunale di Palermo dove il progetto Ragazzi Harraga 2 si svolge».

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