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martedì, 16 Aprile 2024
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Diritti delle donne: siglato a Palermo accordo tra Giurisprudenza, Cledu e Le Onde

Studenti e operatori verranno coinvolti in percorsi formativi sui temi della violenza di genere e del supporto a donne, ragazze e bambine vittime di violenza

Giorgio Pace
Giorgio Pace
Studente della facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Palermo, impegnato nel sociale. È co-fondatore di "AmUnì", un'associazione che vuole supplire all'assenza di rapporto tra gli universitari e il mondo del sociale, attraverso l'organizzazione di seminari, convegni e iniziative di volontariato. Da settembre 2020 collabora con "Il Mediterraneo 24"
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PALERMO. Nell’ambito delle attività della Clinica legale Migrazioni e diritti, nei giorni scorsi il Consiglio del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Palermo ha ratificato la convenzione tra lo stesso Dipartimento, l’associazione Cledu e il centro antiviolenza “Le Onde”. L’accordo, in realtà, formalizza una collaborazione che va avanti ormai da diversi anni, che ha visto i diversi enti cooperare nella tutela dei diritti delle donne straniere vittime di violenza che si rivolgono a “Le Onde”.

I soggetti coinvolti

Il Dipartimento di Giurisprudenza dal 2015 anni ospita ogni settimana all’interno dei propri locali la Clinica legale, a cui si rivolgono moltissime persone con background migratorio che hanno bisogno di assistenza legale in materia di protezione internazionale, regolarizzazione del loro status giuridico e accesso ai diritti fondamentali. La ricaduta è enorme: tanto in termini di intervento sociale nel quartiere in cui insiste il Dipartimento, quanto per gli studenti e le studentesse, che possono accedere a una formazione giuridica non frontale e nozionistica, ma incentrata sulla pratica. Le Onde ETS opera, invece, dal 1992 offrendo assistenza e servizi finalizzati al contrasto del fenomeno della violenza verso donne, bambine e bambini.

Il protocollo

L’accordo fra DiGi, Cledu e Le Onde parte dai dati: nel 2014 il 31,5% delle donne intervistate in un sondaggio ISTAT dichiarava di aver subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Nel caso delle donne straniere a essere più frequente è la violenza fisica, ma stupri e tentativi di stupro sono più diffusi che per le italiane. Inoltre, le donne straniere subiscono violenze molto più gravi in termini di lesioni e risultano molto più spesso vittime di violenza domestica, oltre che essere soggette a specifiche forme di violenza come quelle connesse alla dipendenza dal marito per ottenere e rinnovare un titolo di soggiorno.
A fare ulteriormente da stimolo alla stipula della convenzione è stato il finanziamento da parte dell’Otto per Mille alla Tavola Valdese del progetto “Accoglienza & inclusione”, che prevede, fra gli altri, anche strumenti specifici per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile verso donne migranti, rifugiate, richiedenti asilo.

Il ruolo degli studenti e delle studentesse

Studenti e operatori verranno coinvolti in percorsi formativi sui temi della violenza di genere e del supporto a donne, ragazze e bambine vittime di violenza, in un’ottica integrata e multidisciplinare.
«Attraverso le attività della Clinica legale – dice la Professoressa Alessandra Sciurba che della clinica è la coordinatrice – il Dipartimento, con il contributo fondamentale dell’Associazione Cledu, mette il sapere giuridico a servizio del territorio offrendo al contempo alle studentesse e agli studenti un’occasione di crescita a contatto col mondo reale delle persone in carne ed ossa che hanno tutte storie e bisogni specifici che il diritto può e deve trasformare in istanze giuridiche. La convenzione con le Onde permette di avvalersi della grande competenza di questa associazione in un ambito complesso e importantissimo come quello del supporto alle vittime di violenza di genere».

«Il protocollo con le Onde – afferma l’Avvocata Serena Romano dell’associazione Cledu – ci consentirà di rispondere più celermente ed in maniera più efficace alle richieste di supporto di cui tanto spesso veniamo investite, anche incidentalmente, da parte di donne che ci contattato per problemi legati ai documenti ma che risultano, all’esito dei colloqui, vivere in condizioni di privazione della propria libertà individuale, di violenza fisica, morale ed economica, sottoposte a ricatto e minaccia di rimpatrio da parte del proprio partner in ragione della condizione di irregolarità sul territorio nazionale e di dipendenza materiale e amministrativa dall’uomo».

«Vogliamo aprire l’università al mondo esterno, alla città e a bisogni che, in fondo, sono quelli di tutti e tutte – dice Alessia Cosenza, rappresentante degli studenti dell’associazione ContrariaMente-RUM in seno al Consiglio di Dipartimento –. Dal confronto con il mondo esterno, inoltre, anche noi studentesse e studenti possiamo avere un enorme ritorno in termini di nuove conoscenze e ambiti di specializzazione, in questo caso sul tema della violenza di genere nei confronti di individui o gruppi marginalizzati o resi vulnerabili».

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